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lunedì 30 giugno 2008

Codice Appalti proroga

Codice Appalti: terzo decreto correttivo e proroga dei termini

DECRETO LEGISLATIVO: Ulteriori disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62. ESAME PRELIMINARE

Consiglio dei Ministri n.8 del 27/06/2008


Il Consiglio, su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi, ha approvato il seguente provvedimento:

•- un decreto-legge che dispone la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative al fine di consentire la definitiva attuazione degli adempimenti connessi. Tra le proroghe, vi è quella che stabilisce fino al 31 dicembre 2008 i termini per il divieto di ricorrere agli arbitrati;

è la Finanziaria 2008 che ha introdotto il divieto per le stazioni appaltanti di inserire clausole compromissorie in tutti i loro contratti di lavori, forniture e servizi, e di sottoscrivere compromessi relativi agli stessi contratti. Il divieto imposto dalla Finanziaria 2008 sarebbe entrato in vigore il 1° gennaio 2008. Poi, il DL n. 248 del 31 dicembre 2007, concernente "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria" ha fatto slittare al 1° luglio 2008 l‘entrata in vigore del divieto. Ora, con il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 27/06/08, il termine è slittato al 31 dicembre 2008.

Inoltre, su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, il Consiglio dei Ministri ha approvato:

•- uno schema di disegno di legge per l'adempimento degli obblighi che derivano dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (legge comunitaria per il 2008), che come ogni anno elenca le direttive a cui dare recepimento e fissa i criteri generali della delega legislativa da parte dei Ministri competenti per materia, compresa la consueta clausola di cedevolezza tesa a garantire il rapporto fra l'obbligo ad adempiere e la competenza delle Regioni nelle materie concorrenti; il disegno di legge contiene altresì una delega al Governo ad accorpare in codici di settore e testi unici le norme emanate in adempimento di obblighi comunitari. Il disegno di legge verrà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il parere;

•- uno schema di decreto legislativo che modifica ed integra il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture proseguendone la graduale revisione, consentita da apposita delega del Parlamento, in un'ottica generale che tiene conto delle basilari esigenze di apertura al mercato e promozione effettiva di condizioni sostanziali di leale e corretta concorrenza fra operatori economici; sul provvedimento verranno acquisiti i pareri prescritti (co-proponente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti);

Il Governo introduce le modifiche necessarie a dare risposta alla procedura di infrazione e specifica nel terzo decreto correttivo disposizioni di adeguamento comunitario e disposizioni di coordinamento.

D. Lgs 81


D. Lgs 81 Testo Unico Sicurezza


Le principali novità del Testo Unico

Le disposizioni contenute nel decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008 costituiscono attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo (come recita l'art.1 comma 1 del dlgs.81/08).

Le principali novità

PER I DATORI DI LAVORO:
  1. La valutazione dei rischi allarga il campo: il datore di lavoro, per metterla a punto, dovrà considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. In particolare, dovrà tener conto dello stress da lavoro e dei rischi legati alle differenze di genere, all’età e alla provenienza da altri Paesi (articolo 28)
  2. Il Testo Unico introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale. Nell’attesa:
    1. per le aziende fino a 10 dipendenti, è sufficiente l’autocertificazione
    2. le aziende fino a 50 dipendenti si applicano le regole ordinarie (articolo 29)
  3. Tutte le sanzioni sono inasprite. Rischiano la sospensione dell’attività le imprese che commettono gravi e reiterate violazioni delle norme sulla sicurezza (articoli 14 e 55)
  4. Sono nulli i contratti di appalto, subappalto e somministrazione che non indichino espressamente i costi relativi alla sicurezza (articolo 26)
PER I LAVORATORI:
  1. Le norme sulla sicurezza si applicano a tutti i lavoratori, anche autonomi e parasubordinati che, a prescindere dal tipo di contratto e dalla retribuzione, svolgono la propria prestazione all’interno dell’impresa. Sono esclusi i lavoratori domestici e familiari ( articoli 2 e 3)
  2. Devono esporre la tessera di riconoscimento solo i lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto e i lavoratori autonomi che prestano la propria attività in azienda. Se viola questo obbligo, il lavoratore è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro (articolo 20)
  3. Il lavoratore deve partecipare ai programmi di formazione organizzati dal datore di lavoro, altrimenti rischia la sanzione penale dell’arresto fino a un mese dell’ammenda da 200 a 600 euro (articolo 20)
  4. Viene introdotta la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza anche a livello territoriale e di sito produttivo (articolo 47).

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giovedì 26 giugno 2008

Cosa deve contenere l'autocertificazione prevista per le aziende con meno di dieci dipendenti?


Il Testo Unico introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale. Nell’attesa, per le aziende fino a 10 dipendenti, è sufficiente l’autocertificazione che dovrà contenere: la dichiarazione di aver effettuato la valutazione di tutti i rischi, la scelta delle attrezzature di lavoro, le eventuali sostanze e preparati chimici impiegati, nonché la sistemazione dei luoghi di lavoro.

Comunicazione Infortuni

L’obbligo del datore di lavoro di comunicare all’INAIL o all’IPSEMA, a fini statistici e informativi, le informazioni relative agli infortuni che implichino un’assenza dal lavoro superiore al giorno non è al momento operativo. Il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali ha diffuso una circolare:

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - Lettera circolare 21 maggio 2008, n. 6587

Articolo 18, comma 1, lettera r), decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Obbligo di comunicazione dei dati relativi agli infortuni sul lavoro - Prime indicazioni operative In relazione alla recente entrata in vigore del D.Lgs. di cui all’oggetto, pubblicato in data 30 aprile 2008 nel S.O., alla Gazzetta Ufficiale n. 101, sono pervenute diverse sollecitazioni in ordine alla corretta interpretazione da fornire relativamente all'obbligo, posto a carico del datore di lavoro dall'art. 18, comma 1, lettera r), del citato provvedimento, di "comunicare all'INAIL, o all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni". Al riguardo, va innanzitutto evidenziato come la disposizione in parola vada inquadrata avendo riguardo alla costituzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (cd. SINP) di cui all'art. 8 del D.Lgs. n. 81/2008, le cui regole di funzionamento verranno definite tramite un decreto interministeriale da adottarsi entro 180 giorni dalla entrata in vigore del medesimo decreto legislativo nonché alle statuizioni dell'art. 53 del medesimo "testo unico" di salute e sicurezza sul lavoro che introducono il principio generale per cui "tutta la documentazione rilevante in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro può essere tenuta su un unico supporto cartaceo o informatico" (art. 53, comma 5, prima alinea, D.Lgs. n. 81/2008) e puntualizzano nella prospettiva di una complessiva rivisitazione delle modalità di tenuta della medesima documentazione che le "modalità per l'eventuale documentazione o per la tenuta semplificata della documentazione" in parola verranno individuate tramite "successivo decreto", da adottarsi nel termine di dodici mesi dalla entrata in vigore del cd. "testo unico" di salute e sicurezza sul lavoro. In tale contesto complessivo di riferimento, è ragionevole ritenere che la comunicazione delle informazioni relative agli infortuni che implichino una assenza dal lavoro superiore al giorno, non a caso espressamente qualificata dalla norma come adempimento "a fini statistici ed informativi" sia obbligo destinato ad operare unicamente una volta che verranno definite e rese pubbliche le regole di funzionamento del sistema da utilizzare per le comunicazioni medesime vale a dire fino alla adozione dei provvedimenti appena citati. Tale conclusione si impone, altresì, anche in relazione alla circostanza che trattasi di un obbligo del tutto nuovo rispetto al previgente quadro giuridico, assistito da sanzione amministrativa pecuniaria (da 1.000 a 3.000 euro, ex art. 55, comma 4, lettera l, del D.Lgs. 81/2008). Nulla è immutato rispetto agli obblighi previsti dall'art. 53 del D.P.R. n. 1124/1965 (il quale prevede, in particolare, che l’infortunio va denunciato entro due giorni da quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell'evento o, nel caso che l’infortunio si verifichi durante la navigazione, il giorno del primo approdo dopo l’infortunio) e all'obbligo di annotazione dell'evento nel registro infortuni.

Medico competente e sorveglianza sanitaria


Per la prima volta il medico competente è definito come soggetto che collabora con il datore di lavoro e con il Servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, e che può essere coinvolto anche nella programmazione delle attività di formazione ed informazione dei lavoratori, per la parte di sua competenza.


I suoi obblighi sono riportati all’articolo 25 del Dlgs 81/08:"Articolo 25 - Obblighi del medico competente


Il medico competente:


a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di “promozione della salute”, secondo i principi della responsabilità sociale;


b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati;


c) istituisce, anche tramite l’accesso alle cartelle sanitarie e di rischio, di cui alla lettera f), aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo di custodia;


d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196, e con salvaguardia del segreto professionale;


e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, la documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le informazioni riguardo la necessità di conservazione;


f) invia all’ISPESL, esclusivamente per via telematica, le cartelle sanitarie e di rischio nei casi previsti dal presente decreto legislativo, alla cessazione del rapporto di lavoro, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Il lavoratore interessato può chiedere copia delle predette cartelle all’ISPESL anche attraverso il proprio medico di medicina generale;


g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;


h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria;


i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all’articolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori;


l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicità diversa dall’annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi;


m) partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;


n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui all’articolo 38 al Ministero della salute entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto."


Quindi, le funzioni del medico competente sono:



* fornire la sua consulenza nella valutazione dei rischi (art 25 comma 1 lettera a)
* programmare e gestire la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dall’articolo 41
* collaborare alla scelta dei dispositivi di protezione individuali (DPI), alle attività di informazione e formazione e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro.

Nell'ambito cantieri è necessario redigere il duvri ?

Il DUVRI è stato introdotto dalla Legge 123/2007 ed il Dlgs 81/08 (cd Testo Unico) abrogando quest’ultima, lo riprende all’art.26 comma 3: Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione 3.

Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze.


Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera.



Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data.


Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Per quanto riguarda la cantieristica, è il TITOLO IV del Dlgs 81/08 che disciplina i cantieri temporanei o mobili. In particolare all’art. 96 viene specificato che l’accettazione del PSC da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici e la redazione del POS costituiscono adempimento alle disposizioni dell’art 26 comma 3 (che specifica la necessità della redazione del DUVRI). Di seguito l’art.96 comma 2: Articolo 96 -


Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti 2. L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 18, comma 1, lettera z), e all’articolo 26, commi 1, lettera b), e 3.

Energia, Scajola: per giugno 2009 strategia nazionale



Diversificazioni, nuove infrastrutture ed efficienza energetica sono le tre direttrici sulle quali il Governo intende intervenire a livello energetico. Lo ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, in un video messaggio inviato all'assemblea annuale dell'Unione petrolifera.


Occorre diversificare - ha detto il Ministro - le aree di approvvigionamento di fonti di energia sviluppando nuove opzioni tecnologiche tra cui fonti rinnovabili, carbone pulito ed energia nucleare.



Intendiamo promuovere, come seconda direttrice - ha aggiunto il ministro - la costruzione di infrastrutture ed accelerare l'ammodernamento del sistema energetico nazionale promuovendo la realizzazione di gassificatori e sistemi di stoccaggio per il gas naturale e potenziando le reti di trasporto e di interconnessione con gli altri Paesi.



Come terza direttrice - ha concluso Scajola - vogliamo rafforzare i programmi e gli strumenti per l'aumento dell'efficienza negli usi finali dell'energia.



Con il Consiglio dei ministri di oggi si avvierà il percorso per varare, entro il 30 giugno 2009, una Strategia energetica nazionale, che sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale sull'energia e l'ambiente. Parte integrante di questa Strategia è il ritorno alla produzione di energia nucleare.



(fonte governo.it)

martedì 24 giugno 2008

I PIANI DI SICUREZZA ALLA LUCE DEL DLGS. 81/08

POS: Piano Operativo di Sicurezza

Imprese Edili, Consulenti Sicurezza, Progettisti e Direttori dei lavori, possono trovare in CANTIERI SYSTEM un supporto informatico per la redazione della documentazione prevista dalla normativa vigente, assicurandosi un adeguamento alle nuove disposizioni previste dal Teso Unico nello svolgimento della propria attività;

Funzionalità principali:

  • Anagrafica Imprese, Committenti, Tecnici (comune per tutti i lavori);

Redazione del POS:

  • Gestione Schede : Associazione automatica delle Fasi Lavorative con Attrezzature, Sostanze e Opere Provvisionali ;
  • Archivio Schede: Le schede di sicurezza in dotazione al modulo POS sono raggruppate e consultabili per settori (Cantieri Stradali, Fabbricati per Civile Abitazione, Opere Idrauliche …)
  • Archivio descrizioni per la definizione dell’Organizzazione del cantiere;
  • Valutazione dell’esposizione al rumore: per fase lavorativa;

Redazione del PSC e/o PSS:

  • Archivi di base: Rischi, DPI (con collegamento automatico dei rischi ai relativi dispositivi correlati)
  • Archivio Schede: Le schede di sicurezza in dotazione al modulo PSC e PSS sono raggruppate e consultabili per categorie (Allestimento Cantiere, Opere Provvisionali, Protezione Scavi, Viabilità, Macchine, Impianti ….)
  • Inserimento di più imprese che lavorano in uno stesso cantiere;
  • Definizione di più zone di Cantiere;
  • Diagramma di Gantt: Redazione del diagramma di Gantt inserendo le Fasi lavorative del cantiere e la relativa tempistica di realizzazione, la scelta delle fasi lavorative corrisponde alla scelta di una scheda di sicurezza che andrà a costituire il documento finale. Il diagramma di Gantt è sia temporale che spaziale.
  • Studio delle Interferenze: Nello stesso diagramma viene generato lo studio delle interferenze, per fasi lavorative di una stessa impresa, più imprese, per una stessa zona di cantiere o per più zone;
  • Valutazione dei rischi aggiuntivi: Le interferenze generate dal Gantt vengono analizzate e associate a rischi aggiuntivi da poter caricare dagli archivi di base con i relativi DPI correlati;
  • Schede aggiuntive: il modulo PSC e PSS è dotato di un archivio di schede necessarie alla definizione del documento per uno specifico cantiere (Apprestamenti, Attrezzature, Infrastrutture, Mezzi di Protezione Collettiva);
  • Solo per il PSC il calcolo automatico dei Costi della sicurezza: i DPI, gli apprestamenti e le attrezzature previsti vengono in automatico trasferiti alla sezione dei Costi della Sicurezza speciale, dove inserendo le quantità ed i prezzi unitari è possibile effettuare la stima dei costi della sicurezza.

Stampe :

Le stampe vengono generate direttamente in formato MS-WORD: POS, PSC, PSS, con la possibilità di personalizzarle e modificarle. In dotazione al software anche l’archivio della modulistica per la generazione dei documenti da emettere e/o tenere in cantiere ai sensi del nuovo Testo Unico. (Notifica preliminare,Nomina del Medico Competente, Verbale di formazione e informazione,ecc…)

Demo

lunedì 16 giugno 2008

Thyssen, Molfetta, Mineo quasi duemila morti dal 2007

DIECI vittime in un giorno. Tutti operai. Tutti morti sul lavoro.


E' questo il tragico bilancio dell'ultima giornata delle morti bianche in Italia. Sei sono caduti in Sicilia, altri quattro a Modena, Imperia, Alessandria e nel nuorese. Dieci vittime che vanno ad allungare la lista nera dei 360 decessi dall'inizio dell'anno. Nel 2007 erano stati 1.300, decine di migliaia i feriti. Paolo Carcassi, segretario confederale della Uil: "Non ci accontentiamo del leggero calo delle morti bianche registrato dal 2006. Nell'Europa a 25 le vittime del lavoro sono circa quattromila ogni anno. In questo scenario il dato italiano è davvero troppo pesante".

La morte di sei operai a Mineo, nel catanese, è una delle tragedie del lavoro più gravi degli ultimi anni. Solo l'incendio alla Thyssen Krupp di Torino, il 6 dicembre 2007, ha avuto un bilancio più pesante: sette morti. La dinamica dell'incidente di oggi riporta alla mente i fatti di tre mesi fa a Molfetta. Era il 3 marzo quando cinque persone furono uccise dalle esalazioni durante i lavori di pulitura della cisterna di un camion. Ma l'elenco degli incidenti è lungo.

Ecco la lista dei più gravi incidenti sui luoghi di lavoro avvenuti negli ultimi due anni:

8 gennaio 2007 - Due operai muoiono a Pegognaga (Mantova) dopo una caduta nell'imbuto di un silo di una azienda agricola, durante operazioni di pulizia.

12 marzo 2007 - Due operai romeni muoiono travolti dalla ghisa fusa nella Fonderia Anselmi, a Camposampiero (Padova).

16 marzo 2007 - Padre e figlio muoiono a Cogollo di Tregnago (Verona), uccisi dalle esalazioni provenienti dalla cisterna in cui si erano calati per eseguire lavori di manutenzione.

23 aprile 2007 - Una fabbrica di fuochi d'artificio esplode a Gragnano (Napoli); muoiono il titolare e due nipoti che lavoravano con lui.

11 maggio 2007 - Due morti, e 32 feriti, per un'esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio a Piane di Montegiorgio (Fermo).

24 maggio 2007 - A Correggio, due muratori sono uccisi dal crollo del muro di un vecchio fienile da ristrutturare.

18 giugno 2007 - Il crollo di un cornicione di un albergo in ristrutturazione a Ischia travolge un'impalcatura: muoiono due operai rumeni.

6 dicembre 2007 - Incendio alla Thyssen Krupp a Torino: sette operai, fra i 26 e i 54 anni, muoiono nel giro di 24 giorni. E' il più grave incidente degli ultimi anni.

18 gennaio 2008 - Due operai addetti ai lavori di pulizia della stiva di una nave a Porto Marghera (Venezia) muoiono asfissiati dalle esalazioni di gas.

6 febbraio 2008 - Quattro persone, tutte appartenenti alla stessa famiglia, muoiono nell'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio nel comune di Orvieto.

3 marzo 2008 - Cinque persone muoiono a Molfetta (Bari) per le esalazioni liberatesi durante la pulitura della cisterna di un camion. Nella cisterna muoiono tre dipendenti e il titolare dell'azienda 'Truck center', calatisi successivamente nella cisterna nel tentativo di salvare i colleghi, mentre un altro lavoratore muore in ospedale il giorno seguente.

16 aprile 2008 - A Cornate d'Adda, due operai dipendenti dell'azienda Masterplast muoiono per l'esplosione di un macchinario per la lavorazione della plastica; le vittime sono un italiano ed un cittadino del Burkina Faso. Un terzo operaio resta ferito.

22 aprile 2008 - Il titolare di un'azienda di trasporti e un suo parente muoiono folgorati in un incidente a Schiavonia d'Este (Padova), mentre lavorano alla pulizia della cisterna di una betoniera.

Fonte Repubblica.it

Piano straordinario illustrato da Sacconi

SICUREZZA SU LAVORO: piano straordinario illustrato da Sacconi

Le direttrici del piano illustrato dal ministro Sacconi alle parti sociali: rapidità di interventi, risorse e molto più ispettori, più prevenzione e più formazione.

È prevista anche la creazione di un tavolo tra le parti sociali, con la supervisione tecnica del ministero, per "una lettura condivisa del d.lgs. 81/08 (cosiddetto Testo Unico sulla sicurezza) ed eventuali correttivi alla legge delega".

Inoltre, come da "Comunicato stampa 13 giugno 2008 Infortuni sul lavoro: Corsia preferenziale a processi. Emendamento Alfano al DL sicurezza",

il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, presenterà un emendamento al decreto sicurezza, che prevede tra l'altro una corsia preferenziale nella trattazione dei processi relativi ai reati in violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro.

venerdì 13 giugno 2008

piano di sicurezza


Caratteristiche Generali


Per ogni lavoro è possibile selezionare una figura specifica dall’Anagrafica generale


Status navigator POS
(Ubicazione Cantiere, Committente, Figure di Cantiere, Contesto Ambientale, Organizzazione del Cantiere, Imprese, Fasi Lavorative, Attrezzature, Opere Provvisionali, Sostanze, Esito della valutazione del Rumore).

Organizzazione Cantiere
Caricamento automatico dati da un archivio di testo

Archivi di base - Gestione Schede
Negli Archivi di base è possibile modificare o inserire le relazioni tra Fasi Lavorative e gli altri elementi (Attrezzature, Attrezzature, Sostanze e Opere Provvisionali) infatti una volta scelta la fase lavorativa vengono automaticamente inseriti nel POS anche le schede degli altri elementi correlati a quella fase in Gestione Schede..

Status navigator PSC/PSS
(Ubicazione Cantiere, Committente, Figure di Cantiere, Contesto Ambientale, Organizzazione del Cantiere, Imprese, Zone di Cantiere, Diagramma di Gantt, Fasi Lavorative, Apprestamenti, Attrezzature, Infrastrutture, Protezione Collettiva, (solo per PSC Costi Sicurezza).

Diagramma di Gantt
Una volta definite le zone di cantiere e inserite le imprese, è possibile facilmente redigere il diagramma di Gantt come Cronoprogramma delle lavorazioni di uno specifico cantiere. Il diagramma è sia temporale che spaziale e nello stesso grafico è possibile determinare in automatico le interferenze tra fasi lavorative per una stessa impresa o tra fasi lavorative di imprese diverse

Studio delle Interferenze
Le interferenze determinate nel Diagramma di gantt vengono automaticamente visualizzate in Fasi Lavorative per valutarle e quindi inserire i rischi aggiuntivi per ognuna di esse. I rischi vengono selezionati dagli Archivi di base e per ogni rischio inserito vengono caricati i relativi DPI necessari.

Schede
Gli apprestamenti, le attrezzature, le infrastrutture ed i mezzi di Protezione Collettiva sono raggruppati per settore e consultabili per ciascuno di essi

Costi della Sicurezza (solo PSC)
Gli elementi inseriti nel PSC vengono in automatico trasferiti alla sezione di valutazione dei costi.

mercoledì 11 giugno 2008

Le principali novità del regolamento





Le novità che confluiscono nel Codice dei contratti pubblici sono:

- Le aperture del legislatore all’appalto di progettazione e di esecuzione, hanno l’obiettivo di responsabilizzare l’appaltatore rispetto al progetto, prevenendo il contenzioso.
- L’apertura all’offerta più vantaggiosa deve invece favorire la qualità dell’opera ed evitare che, nel contenzioso, l’appaltatore cerchi la compensazione di ribassi insostenibili.
- La riforma della concessione deve consentire, infine, il decollo della finanza di progetto e il massimo coinvolgimento del capitale privato dentro opere di pubblico interesse.
- Nuovi istituti di derivazione comunitaria come l’avvalimento, l’asta elettronica, il sistema dinamico di acquisizione, l’accordo quadro, il dialogo competitivo che prevede, nelle opere, nelle opere particolarmente complesse, la possibilità per le imprese di dialogare “competitivamente” con le amministrazioni per definire le soluzioni tecniche più idonee da porre a basa di gara. La nuova procedura negoziata, inoltre, dispone della maggioranza flessibilità riconosciutale delle previsioni comunitarie.

Per quanto riguarda il REGOLAMENTO, e le principali novità sono:

La previsione di progetti più dettagliati e sempre verificati.
L'obbligo di garanzia globale di esecuzione per i lavori più importanti.
I controlli più incisivi sul sistema di qualificazione.
La maggiore "flessibilità" sui requisiti di qualificazione di costruttori e progettisti.
L'obbligo di verifica dei prezzi a base di gara, da sottoporre ad aggiornamento obbligatorio.
La procedura del dialogo competitivo nei lavori.
Le previsioni più dettagliate per forniture e servizi.
La regolamentazione dell'asta elettronica.
L'introduzione nei servizi della finanza di progetto.
La definizione del contratto di locazione finanziaria di opere pubbliche.
I piani di sicurezza nei cantieri dovranno essere sottoposti a verifica obbligatoria, prima di ogni gara, da parte di strutture tecniche accreditate.
E’ previsto un giro di vite sul lavoro irregolare, quello più esposto agli incidenti.
Il documento unico di regolarità contributiva (DURC) dovrà essere prodotto in tutte le fasi dell'appalto: dalla qualificazione all'aggiudicazione, dalla firma del contratto fino al collaudo. Chi non è in regola non partecipa alle gare e può subire la risoluzione del contratto. La presentazione di un DURC non rispondente a verità equivale a uso di atto falso e punibile ai sensi del codice penale. Le cassi edili, inoltre, verificheranno se il numero dei lavoratori regolari dichiarati nei cantieri è congruo: in caso contrario la stazione appaltante può risolvere il contratto di appalto.
Infine, nel caso di inadempienze contributive e retributive dell'impresa, ogni stazione appaltante provvede a versare contributi e stipendi ai lavoratori, rivalendosi sulle somme spettanti all'appaltatore.
Per quel che concerne le SOA, sono previste sanzioni pecuniarie graduali e consistenti per comportamenti irregolari, fino alla revoca delle autorizzazioni e delle attestazioni e all'esclusione del mercato; tutto il personale delle SOA deve essere in regola con i requisiti di moralità professionale.
Grazie al Codice ed al Regolamento, gli organi di vigilanza hanno gli strumenti normativi per evitare ciò che è successo in passato e operare affinché il mercato delle opere pubbliche veda protagoniste imprese solide, responsabili e pulite.
Inoltre, il Regolamento contiene sia l'obbligo di "verifica" dei prezzi a base di gara, sia meccanismi di selezione delle offerte che non favoriscono ribassi spropositati. E' prevista la verifica obbligatoria dei progetti da porre a base di gara da parte di strutture interne o esterne all'amministrazione ma sempre accreditate che, se sbagliano, pagano. La procedura di affidamento dei servizi di ingegneria è riformulata in modo da garantire la massima trasparenza e da evitare eccessi di ribasso.

Comunicazione Infortuni


L’obbligo del datore di lavoro di comunicare all’ INAIL o all’IPSEMA, a fini statistici e informativi, le informazioni relative agli infortuni che implichino un’assenza dal lavoro superiore al giorno non è al momento operativo. Il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali ha diffuso una circolare:

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - Lettera circolare 21 maggio 2008, n. 6587

Articolo 18, comma 1, lettera r), decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Obbligo di comunicazione dei dati relativi agli infortuni sul lavoro - Prime indicazioni operative In relazione alla recente entrata in vigore del D.Lgs. di cui all’oggetto, pubblicato in data 30 aprile 2008 nel S.O., alla Gazzetta Ufficiale n. 101, sono pervenute diverse sollecitazioni in ordine alla corretta interpretazione da fornire relativamente all'obbligo, posto a carico del datore di lavoro dall'art. 18, comma 1, lettera r), del citato provvedimento, di "comunicare all'INAIL, o all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni". Al riguardo, va innanzitutto evidenziato come la disposizione in parola vada inquadrata avendo riguardo alla costituzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (cd. SINP) di cui all'art. 8 del D.Lgs. n. 81/2008, le cui regole di funzionamento verranno definite tramite un decreto interministeriale da adottarsi entro 180 giorni dalla entrata in vigore del medesimo decreto legislativo nonché alle statuizioni dell'art. 53 del medesimo "testo unico" di salute e sicurezza sul lavoro che introducono il principio generale per cui "tutta la documentazione rilevante in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro può essere tenuta su un unico supporto cartaceo o informatico" (art. 53, comma 5, prima alinea, D.Lgs. n. 81/2008) e puntualizzano nella prospettiva di una complessiva rivisitazione delle modalità di tenuta della medesima documentazione che le "modalità per l'eventuale documentazione o per la tenuta semplificata della documentazione" in parola verranno individuate tramite "successivo decreto", da adottarsi nel termine di dodici mesi dalla entrata in vigore del cd. "testo unico" di salute e sicurezza sul lavoro. In tale contesto complessivo di riferimento, è ragionevole ritenere che la comunicazione delle informazioni relative agli infortuni che implichino una assenza dal lavoro superiore al giorno, non a caso espressamente qualificata dalla norma come adempimento "a fini statistici ed informativi" sia obbligo destinato ad operare unicamente una volta che verranno definite e rese pubbliche le regole di funzionamento del sistema da utilizzare per le comunicazioni medesime vale a dire fino alla adozione dei provvedimenti appena citati. Tale conclusione si impone, altresì, anche in relazione alla circostanza che trattasi di un obbligo del tutto nuovo rispetto al previgente quadro giuridico, assistito da sanzione amministrativa pecuniaria (da 1.000 a 3.000 euro, ex art. 55, comma 4, lettera l, del D.Lgs. 81/2008).

Nulla è immutato rispetto agli obblighi previsti dall'art. 53 del D.P.R. n. 1124/1965 (il quale prevede, in particolare, che l’infortunio va denunciato entro due giorni da quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell'evento o, nel caso che l’infortunio si verifichi durante la navigazione, il giorno del primo approdo dopo l’infortunio) e all'obbligo di annotazione dell'evento nel registro infortuni.

SOA: controlli su tutti gli attestati



Certificati SOA: controlli straordinari

L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha inviato alle SOA i modelli informatici da riempire per ogni attestato. Le società di attestazione hanno tempo fino al 25 giugno per spedire per via telematica i dati e i certificati di ogni attestato. Dopodiché saranno le singole stazioni appaltanti o la Guardia di Finanza per i lavori privati a verificare ed a controllare, collegandosi con l'Autorità, i certificati. Tutto ciò allo scopo di espellere dal mercato le imprese "che hanno bleffato".

Il calendario delle scadenze disposto dal DM 272/2007, che in attuazione del Codice Contratti ha disciplinato la revisione straordinaria è il seguente:

26 febbraio 2008: in vigore il decreto che avvia l'operazione di revisione straordinaria degli attestati emessi fino al giugno 2006.

26 aprile 2008: partono i 60 giorni concessi alle SOA per inviare i certificati lavori e le fatture scannerizzati all'Autorità di vigilanza.

25 giugno 2008: Le SOA devono completare l'invio dei dati all'Autorità.

5 luglio 2008: Le Stazioni Appaltanti, la Guardia di Finanza e i provveditorati avranno accesso a una sezione dedicata del sito dell'Autorità per verificare certificati e fatture.

3 dicembre 2008: Termine ultimo per stazioni appaltanti, Guardia di Finanza e provveditorati, per le verifiche sui certificati e l'apposizione del visto di conformità o non conformità.

17 gennaio 2009: Termine per le istruttorie sui dati non confermati svolte dall'Ufficio dell'Autorità.

3 marzo 2009: Decisione dell'Autorità sulla revoca o sospensione delle attestazioni rilasciate con certificati falsi.

3 aprile 2009: Termine ultimo concesso alle SOA per revocare le attestazioni.

La Corte dei Conti boccia il Regolamento attuativo del Codice Appalti




La Corte dei Conti boccia il Regolamento attuativo del Codice Appalti

La Corte dei Conti il 26 maggio scorso ha negato la registrazione del regolamento di attuazione del Codice dei contratti e lo ha rinviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con una serie di rilievi (non ancora resi noti).

Questi riguarderebbero il mancato coordinamento con il Codice su alcuni aspetti relativi alle concessioni, ai pagamenti dei collaudatori e alla procedura ristretta. La Corte dei Conti contesterebbe, inoltre, numerose previsioni che non si limitano ad attuare il Codice, ma che introducono nuove norme. Un altro problema sarebbe quello del coordinamento con la normativa sulla sicurezza sul lavoro, nel frattempo aggiornata dal nuovo Testo Unico (Dlgs n. 81/08).

La necessità di nuove correzioni determinerà un ulteriore allungamento dei tempi, considerando anche che il Regolamento entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per accelerare i tempi il Ministero potrebbe trasferire le disposizioni "problematiche" dal Regolamento al terzo decreto correttivo, in via di approvazione; ma la delega per modificare il Codice scade il 30 giugno prossimo.

L'emendamento del Governo, presentato nei giorni scorsi per posticipare al 30 giugno 2009 la data entro cui modificare il Codice degli Appalti ed adeguarlo, così, alle richieste della Commissione Europea, è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza della Camera (non si può modificare una legge delega con una conversione in legge di un decreto legge).

lunedì 9 giugno 2008

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300

Risparmio energetico: pubblicate le UNI/TS 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici

Incrementare la qualità energetica degli edifici introducendo nel mercato l'aspetto del valore aggiunto del risparmio energetico è diventato un obiettivo molto importante nel settore delle costruzioni. E trattano proprio le prestazioni energetiche degli edifici le specifiche tecniche UNI/TS 11300 recentemente elaborate in seno al Comitato Termotecnico Italiano (CTI).

La UNI/TS 11300-1:2008 "Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione estiva ed invernale" definisce le modalità per l'applicazione nazionale della UNI EN ISO 13790:2008 ("Prestazione energetica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento") con riferimento al metodo mensile per il calcolo dei fabbisogni di energia termica per riscaldamento e per raffrescamento. La specifica tecnica è rivolta alle applicazioni previste dalla UNI EN ISO 13790:2008 quali calcolo di progetto (design rating), valutazione energetica di edifici attraverso il calcolo in condizioni standard (asset rating) o in particolari condizioni climatiche e d'esercizio (tailored rating).


La
UNI/TS 11300-2:2008 "Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria" fornisce dati e metodi per la determinazione:

  • del fabbisogno di energia utile per acqua calda sanitaria;
  • dei rendimenti e dei fabbisogni di energia elettrica degli ausiliari dei sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria;
  • dei fabbisogni di energia primaria per la climatizzazione invernale e per la produzione dell'acqua calda sanitaria

e si applica a sistemi di nuova progettazione, ristrutturati o esistenti.

Tali specifiche tecniche sono coerenti con la serie di norme elaborate dal CEN nell'ambito del mandato M/343 a supporto della Direttiva europea 2002/91/CE sulle prestazioni energetiche degli edifici e forniscono univocità di valori e di metodi per consentire la riproducibilità e la confrontabilità dei risultati.

(fonte: UNI Ente nazionale italiano di unificazione)

venerdì 6 giugno 2008

SICURNET - DUVRI

SICURNET - DUVRI concepito e studiato per le soddisfare le esigenze della pubblica amministrazione a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 81/08 rappresenta un valido strumento per effettuare la redazione del DUVRI in caso di appalti o subappalti di lavori forniture o servizi da eseguire all’interno della propria struttura.


Che cos’è il DUVRI ?

L’art 26 del D.lgs. 81/08 recita : ” Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2 elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data”


Con il nuovo “Testo unico” quindi, oltre viene introdotto un documento importante ai fini della tutela della sicurezza dei lavoratori, che risulta essere strettamente complementare ai contatti d’appalto di lavori servizi e forniture e pertanto molto vicino al D. Lgs. 163/06.
Anche nelle pubbliche amministrazioni vige l’obbligo di redigere il DUVRI da parte del datore di lavoro,che nello specifico valuterà i rischi derivanti da possibili interferenze delle lavorazioni date in appalto e lo svolgimento dell’attività lavorativa dell’ente stesso.

SICURNET - DUVRI fa parte della Consolle dedicata alla Gestione della Sicurezza Luoghi di Lavoro negli Enti Pubblici: SICURNET

SICURNET LAVORO

Gestione della sicurezza luoghi di lavoro “Enti Pubblici


SICURNET è il software per la gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni. Alla luce dell’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 il Consorzio Infotel propone una soluzione software per la gestione della sicurezza dedicata alle fasi lavorative all’interno di un Ente. Lavori di : pulizia, al videoterminale, manutenzione impianti, tinteggiature e tante altre fasi lavorative analizzate e sviluppate in termini di valutazione dei rischi e adozione delle misure preventive e protettive adeguate. I luoghi di lavoro possono essere, settori, uffici, sedi dislocate e per ogni luogo definito viene eseguita la valutazione dei possibili rischi.

Tra le principali funzionalità del software, si evidenziano:

• Possibilità di gestire per ogni settore più uffici o sedi dislocate;
• per ogni singolo ufficio sarà possibile inserire le singole postazioni di lavoro
• Utilizzo di archivi di base a corredo dell software completi di: Categorie ISTAT-Ateco 2007, Attività Prototipo, Gruppi di Verifica, Macchine, Attrezzature, Sostanze, Impianti, DPI, Segnaletica, Protocollo Sanitario) ulteriormente ampliabili dall’utente
• Elementi degli archivi con scheda tecnica e riferimenti normativi, immagini e relative misure di prevenzione e protezione
• Gestione del programma di miglioramento tramite una check list dei gruppi di verifica inseriti
• Redazione e stampa del DUVRI ai sensi dell'Art. 26, Comma 3 D. Lgs 81/2008 (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) per la gestione dei lavori di appalto/subappalto, forniture e servizi tramite modulo (vendibile anche separatamente SICURNET-DUVRI )
• Redazione dei costi relativi alla sicurezza del lavoro (Art. 26, Comma 3 D. Lgs 81/08, D. Lgs. 163/06)
• Redazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione
• Gestione formazione/informazione dei dipendenti
• Stampa delle nomine ed autocertificazione dei rischi
• Funzionamento in rete LAN o anche tramite modulo di immissione dati via Web
• Backup e ripristino dei dati
• Completa operabilità con qualsiasi editor di testo rtf

giovedì 5 giugno 2008

D Lgs 81/08 Il Direttore Lavori

Nel D Lgs 81/08 Il Direttore Lavori deve controllare l'operato del CSE. E nell'appalto Pubblico ? Detto compito rimane come in passato al RUP ?

all' art. 89 del D lgs.81/08 nelle definizioni, la novità rispetto al passato sta nel responsabile dei lavori. Infatti, l'art. 89 comma 1 lettera c) recita: "c) responsabile dei lavori: soggetto incaricato, dal committente, della progettazione o del controllo dell'esecuzione dell'opera; tale soggetto coincide con il progettista per la fase di progettazione dell’opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell’opera. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile unico del procedimento;"

Quindi, seppur sempre nominato dal committente, il responsabile dei lavori in fase di esecuzione coincide con il direttore dei lavori. Per le opere pubbliche il responsabile dei lavori è il responsabile unico del procedimento.

RSSP RLS

La comunicazione obbligatoria del nominativo dell’RSPP agli organi di vigilanza prevista dal 626/94 non compare più, nella stessa formula, nel Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro; ora, l'obbligo è esclusivamente relativo all'indicazione del nominativo del R.S.P.P. sul Documento di Valutazione dei Rischi (art.28, comma 2, lettera e).

E' stato invece inserito l'
obbligo di comunicare all'INAIL il nominativo del R.L.S.
, e in caso di inadempienza è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di 500€. L'art.18, comma 1, lettera aa), del D.Lgs. 81/2008, relativo agli "obblighi del datore di lavoro e del dirigente" recita infatti:“comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”.

autocertificazione prevista per le aziende con meno di dieci dipendenti

Cosa deve contenere l'autocertificazione prevista per le aziende con meno di dieci dipendenti?

Il Testo Unico introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale.

Nell’attesa, per le aziende fino a 10 dipendenti, è sufficiente l’autocertificazione che dovrà contenere: la dichiarazione di aver effettuato la valutazione di tutti i rischi, la scelta delle attrezzature di lavoro, le eventuali sostanze e preparati chimici impiegati, nonché la sistemazione dei luoghi di lavoro.

testo unico sicurezza

Quali sono le novità del Testo Unico in merito ai requisiti professionali del coordinatore?

In merito ai requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori vengono riconosciuti con l’ art. 98 del Testo Unico nuovi titoli di studio corrispondenti alla:


a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a
LM-35, LM-69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro dell'Università e
della ricerca del 16 marzo 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle
seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al decreto del
Ministro dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica del 4 agosto
2000, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca 5 maggio 2004, le quali devono
comunque essere completate con l’espletamento di una attività lavorativa nel
settore delle costruzioni per almeno un anno;



b) laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al
predetto decreto ministeriale 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle
classi 8,9,10,4, di cui al citato decreto ministeriale 4 agosto 2000, le quali
devono essere comunque completate con l’espletamento di una attività lavorativa
nel settore delle costruzioni per almeno due anni.


Con riferimento sempre ai coordinatori per la sicurezza viene inserita, altresì,
nel Testo Unico una verifica dell’apprendimento finale da fare al termine del
corso di formazione e vengono fissate, nell' allegato
XIV al Testo stesso, le modalità ed i contenuti minimi del corso di formazione che saranno
costituiti da una parte teorica, comprendente un modulo giuridico per
complessive 28 ore, da un modulo tecnico per complessive 52 ore e da un modulo
metodologico/organizzativo per complessive 16 ore nonché da una parte pratica
per complessive 24 ore.

D.Lgs. 81/08

Dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 (cd. Testo Unico) anche CGIL CISL UIL di Verona hanno deciso di fare il punto della situazione relativa alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro veronesi che, aldilà delle oscillazioni che ogni anno si registrano, evidenzia ancora un andamento del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali pesante e inaccettabile per i conseguenti costi umani e sociali, individuali e collettivi.

La concreta attuazione delle norme vigenti, la promozione della cultura della sicurezza, la prevenzione, l’efficacia del sistema di vigilanza, controllo e sanzionamento, il coordinamento delle attività e delle iniziative, la partecipazione e la contrattazione fra le parti sociali sono tutti strumenti indispensabili e integrati per una effettiva riduzione dei rischi, degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. E’ indispensabile continuare e rafforzare l’attenzione, il confronto e il coordinamento fra tutti i soggetti di rappresentanza delle amministrazioni locali, degli organismi istituzionalmente competenti, delle parti sociali.

Per questo CGIL CISL UIL di Verona organizzano, come ogni anno, l’assemblea provinciale dei RLS, RLST e RSU che si propone un approfondimento dei più recenti provvedimenti legislativi e normativi, in particolare del D.Lgs. 81/2008 comunemente denominato Testo Unico, ma anche un’analisi e un bilancio della situazione specifica, delle iniziative, dei tavoli di confronto relativi alla nostra provincia.

martedì 3 giugno 2008

Le novità introdotte dal Testo Unico negli Appalti

Le novità introdotte dal D.Lgs.81/08 negli appalti si evincono dall'art.26.

La tutela della sicurezza è compito di tutte le imprese: committenti, appaltatori e subappaltatori.
A tal fine è introdotto un documento. Il DUVRI (di seguito viene riportato il testo del comma 3 dell’art. 26 che lo menziona), che valuta anche i rischi da interferenze delle singole attività. I costi della sicurezza vanno indicati separatamente nei contratti.

L’articolo 26 del TESTO UNICO, costituito da 8 commi, introduce importanti modifiche nell’ambito dei contratti d’appalto:

comma 1 In caso di affidamento di lavori ad un’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, il datore di lavoro è tenuto a verificarne l’idoneità tecnico professionale, attraverso il sistema di qualificazione delle imprese che sarà definito con un decreto da emanarsi entro un anno. Fino ad allora la verifica andrà eseguita attraverso l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio e dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'articolo 47 del Dpr 445/2000.
comma 2 I datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori devono cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro e devono coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori;
comma 3Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove cio' non e' possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento e' allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell'attivita' delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.
comma 4 L’imprenditore committente risponde in solido con l'appaltatore e con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall'appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato dall’Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). Tali disposizioni non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.
comma 5Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente
più rappresentative a livello nazionale.

comma 6 Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Il costo del lavoro è determinato periodicamente dal Ministro del lavoro, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva.
comma 7 Per quanto non diversamente disposto dal Codice dei contratti (d.lgs. n. 163/2006 come da ultimo modificate dall'articolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123) trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizioni del decreto legislativo n. 81/2008 (“Testo Unico”);
comma 8 Nello svolgimento di attività in appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro.

Il ruolo del preposto

Viene definita la figura di preposto all’art 2 lettera e)

Articolo 2 - Definizioni

e) «preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;

Potrebbe rientrare nella funzione di preposto il capo cantiere, il capo reparto: si presuppone cioè, un ordine gerarchico; è giusto che sia preposto chi è anche inquadrato ad un certo livello in azienda, che abbia il potere di intervenire direttamente per evitare la possibilità di infortuni.

I compiti del preposto sono definiti all’art 19:

Articolo 19 - Obblighi del preposto

a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37.

Le sanzioni per il preposto sono specificate all’

Articolo 56 - Sanzioni per il preposto

1. I preposti sono puniti nei limiti dell’attività alla quale sono tenuti in osservanza degli obblighi generali di cui all’articolo 19:a) con l’arresto da uno a tre mesi o con l’ammenda da 500 a 2.000 euro per la violazione dell’articolo 19, comma 1, lett. a), e), f);b) con l’arresto sino a un mese o con l’ammenda da 300 a 900 euro per la violazione dell’articolo 19, comma 1, lett. b), c), d);c) con l’ammenda da 300 a 900 euro per la violazione dell’articolo 19, comma 1, lett. g).

E' soggetto a formazione?

tra gli obblighi del preposto c'è:

"g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37"
ed all'articolo 37:
"7. I preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono:
a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
c) valutazione dei rischi;
d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione."