Infotel

domenica 29 marzo 2009

Correzione al Testo unico su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Resta l'arresto per il datore di lavoro che non procede alla valutazione del rischio nelle aziende considerate a pericolo rilevante, mentre le sanzioni pecuniarie saranno aumentare del 50% rispetto a quelle previste dalla legge 626 del 1994 sulla sicurezza sul lavoro. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, approvando i correttivi al Testo unico su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (decreto legislativo 81/08), varato dal governo Prodi. Un testo che aveva suscitato la forte avversione delle associazioni datoriali. Ora la parola sul provvedimento passa alle parti sociali. Il testo quindi passerà all'esame della conferenza Stato-Regioni e delle commissioni parlamentari per poi tornare all'esame del governo per il varo definitivo.

''Sulle sanzioni abbiamo fatto una scelta logica'', rimarca il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, spiegando: ''Abbiamo preso i valori del decreto legislativo 626/94 e li abbiamo attualizzati con l'inflazione, cosa che da' un aumento del 36% e siamo anche andati oltre, decidendo un incremento della sanzione del 50%. Ci sembra un termine ragionevole - aggiunge Sacconi - di innalzamento della sanzione, che si era indebolita nel tempo''. Non solo. ''La sanzione si aggiornerà automaticamente nel tempo ai valori inflattivi. Abbiamo agito sulle sanzioni e sulle ammende, sia quelle penali sia amministrative, perché il penale ha senso quando la violazione è sostanziale e l'amministrativo ha senso quando la violazione è formale''.

''E' un testo che considero aperto, com'e' ovvio che sia, se pensiamo alla rilevanza dei pareri che devono venire dalla Conferenza Stato-Regioni e dalle commissioni parlamentari'', aggiunge Sacconi, ricordando che ''l'iter consiste nella prima lettura da parte del Consiglio dei ministri, nell'ulteriore esame della Conferenza Stato-regioni e nell'ulteriore esame delle commissioni di Camera e Senato''.

I correttivi apportati, specifica il ministro, ''si realizzano nell'ambito della legge delega del Governo Prodi e le modifiche sono coerenti coi principi della delega, che questo Governo ha deciso di non mettere in discussione''. Si tratta di correttivi necessari in quanto, sempre secondo Sacconi, ''la redazione del decreto legislativo 81 e' stata completata a Parlamento sciolto e in piena campagna elettorale e che la redazione fosse stata frettolosa e' evidente da alcuni grossolani errori''. A riprova di cio', Sacconi cita l'esempio ''dei valori limiti di piombo ammessi nel sangue che erano stati espressi in milligrammi anziche' in nanogrammi''.

''E' un errore grave, una scelta che non si capisce, che la Cgil non comprende e che anche il Paese fa capire a comprendere'', commenta il leader della Cgil Guglielmo Epifani . ''Avevamo chiesto - spiega ancora il leader del sindacato di Corso d'Italia - di non toccare il testo unico, di sperimentare per due anni le indicazioni che il vecchio governo aveva inserito nel provvedimento per verificarne l'efficacia. Il governo invece ha voluto modificarlo''.

Ma la condizione della sicurezza in Italia, secondo la Cgil, ''non ha bisogno di modifiche legislative continue che fanno venire meno qualsiasi certezza nelle norme". "E di questa modifica - taglia corto Epifani - non se ne sentiva davvero il bisogno. E le correzioni, purtroppo, non si limitano al solo capitolo sulle sanzioni ma si estendono in profondità anche su molti altri capitoli''.

Non si fa attentedere la replica di Sacconi, che dice: ''La Cgil ed Epifani non conoscono il testo e già ci sono manifestazioni e dichiarazioni contrarie. Questa è la prova provata che dalla Cgil c'è solo pregiudizio". E aggiunge: ''non è più la Cgil di Di Vittorio pronta a confrontarsi sui testi con testardaggine anche con un Governo non amico. Qui abbiamo la Cgil del pregiudizio".

giovedì 19 marzo 2009

Modifica d lgs 81

Multe più leggere per le imprese, in alcuni casi più che dimezzate; eliminazione dell'ipotesi dell'arresto a favore di un sistema che privilegi l'applicazione di sanzioni pecuniarie; rimodulazione degli obblighi per il datore di lavoro: sono alcune delle principali novità introdotte dal nuovo Testo unico in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (Dlgs), anticipato dall'ApCom. Secondo l'agenzia, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, lo presenterà in Consiglio dei ministri già la prossima settimana.

Tuttavia il ministero del Welfare ha smentito le notizie diffuse dall'ApCom: "In relazione a notizie di agenzia relative a bozze sulle correzioni al testo unico sulla sicurezza sul lavoro - si legge in un comunicato diffuso dal ministero - il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali precisa che non esiste un testo definito di decreto delegato correttivo, essendo ancora in corso l'attività di redazione del testo stesso. Tanto che alcune indiscrezioni riportate dalle agenzie sono già superate da successive elaborazioni, ancorchè non definitive".

Le disposizioni "integrative e correttive" alla legge numero 123 del 3 agosto e i provvedimenti di attuazione del decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, "ideale completamento del processo di riforma intrapreso", come si legge nella relazione di accompagnamento, sono raccolti in un nuovo testo che, compresi gli allegati al decreto legislativo, conta oltre 170 articoli. Il Testo Unico dovrebbe entrare in vigore a fine luglio.

Rispetto alla versione originaria dei due recenti testi di legge, approvati lo scorso anno, e in particolare rispetto alle nuove sanzioni introdotte, il governo, nella relazione di accompagnamento al ‘decreto correttivo', osserva che "non è certo introducendo la sanzione dell'arresto che si realizza l'obiettivo di innalzare i livelli di tutela negli ambienti di lavoro".

L'esecutivo si propone, pertanto, di "eliminare le ipotesi del solo arresto a favore di un sistema che privilegi l'applicazione di sanzioni che prevedono l'alternativa tra arresto e ammenda e alle quali si applica la procedura della prescrizione obbligatoria ex dlgs n. 758/1994, La quale opera in funzione prevenzionistica permettendo al soggetto inottemperante di regolarizzare le condizioni di tutela degli ambienti di lavoro usufruendo, in caso di corretto adempimento dell'ordine impartito dall'organo di vigilanza, della possibilità di pagare un'ammenda ridotta rispetto al massimo edittale".

In sostanza, risulterà assai più difficile effettuare l'arresto, anche per i casi di aziende ad elevato rischio industriale, quelle sottoposte alla direttiva Seveso. Per esempio: centrali termoelettriche, impianti e installazioni dove è presente il rischio di radiazioni ionizzanti, fabbriche di esplosivi, miniere con più di 50 addetti, case di cura e ricovero con oltre 50 addetti, cantieri temporanei con più di 200 uomini-giorno e attività che espongono a gravi rischi biologici, ad agenti cangerogeni e all'amianto.

L'articolo 31 del nuovo testo, che sostituisce l'art. 55 del precedente ("sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente"), alleggerisce di parecchio le multe: quelle relative al primo comma passano da 5-15mila a 2.500-6.400 euro, quelle del terzo comma a carico del datore di lavoro, che si riferiscono al documento di valutazione del rischio, si riducono da 3-9mila a 2.000-4.000mila euro.

Tra le novità del nuovo testo c'è il potenziamento della ‘bilateralità'. Viene cioè introdotto un nuovo comma all'articolo 2 con il quale "si esprime - si legge nella relazione del ministero - il principio in forza del quale la corretta attuazione delle norme tecniche e delle buone prassi costituisce una presunzione di conformità rispetto alle previsioni di corrispondente contenuto in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Eguale presunzione assiste la certificazione dell'adozione di modelli di organizzazione e gestione della sicurezza" ad opera delle commissioni di certificazione istituite presso gli enti bilaterali e le università. In pratica, gli enti bilaterali potranno certificare che le norme in azienda sono ben applicate andando, così, verso una sorta di privatizzazione di funzioni più strettamente pubbliche.

Il nuovo testo propone poi una riscrittura dell'articolo che regola la sospensione dell'attività imprenditoriale "in modo da eliminare - si legge ancora nella relazione - una serie di problemi operativi. In particolare, eliminare qualsiasi discrezionalità nell'adozione del provvedimento sanzionatorio e di rendere attuale, dopo l'abolizione dei libri matricola e paga, il parametro relativo al lavoro irregolare".

Viene, inoltre, eliminato il riferimento alla "reiterazione" sostituito dal concetto di "plurima" violazione, articolata in una pluralità contestuale di almeno tre gravi violazioni o, in alternativa, della ripetizione in un biennio di un'identica grave violazione. "La sanzione che colpisce l'imprenditore che non osservi il provvedimento di sospensione - sottolinea la relazione - viene trasformata in una sanzione che prevede non più l'arresto, ma l'alternatività dell'arresto e dell'ammenda".

Ulteriori novità riguardano anche la redazione del Duvri, il documento unico di valutazione dei rischi da interferenza delle lavorazioni. Secondo l'esecutivo, il Duvri dovrà essere "correlato all'esistenza di un contatto rischioso tra le lavorazioni" e, quindi, non si applicherà "alle mere forniture di materiali, ai servizi di natura intellettuale e ai lavori la cui durata non sia superiore ai due giorni", a meno che non sussistano rischi da interferenza derivanti dalla presenza di agenti chimici, cancerogeni, biologici ed esplosivi. Questo, in concreto, si traduce in una riduzione di costi e oneri per le imprese.

Fonte Repubblica.it

sabato 14 marzo 2009

Cantieri system 3.0

Cantieri system 3.0 VALUTAZIONE DEI RISCHI NEI CANTIERI EDILI

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Pos e Dvr 3.0

Pos e Dvr 3.0 valutazione dei rischi per le imprese edili

POS & DVR nasce come strumento software per la valutazione dei rischi nelle attività svolte dalle imprese edili. Concepito ai sensi del nuovo Testo Unico

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La speciale procedura per i reati in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi sul lavoro introdotta dal D.Lgs. 758/1994

In conclusione, appare importante evidenziare brevemente la speciale procedura introdotta dal Legislatore, con l’ormai datato D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 in materia di violazioni (di carattere contravvenzionale) delle norme relative alla sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro:

  • una volta accertata la commissione di una contravvenzione in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi lavoro, l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui all’art. 55 del codice di procedura penale, impartisce al contravventore un’apposita prescrizione, fissando, contestualmente, un arco temporale in cui questi deve adempiere;
  • trascorso tale intervallo di tempo, l’organo di vigilanza verifica che il contravventore abbia adempiuto (nei tempi e nei modi) alla prescrizione impartita e, in caso affermativo, lo ammette al pagamento di una somma di denaro (1/4 della pena edittale massima prevista per la violazione);
  • a pagamento avvenuto l’organo di vigilanza comunica al pubblico ministero l’avvenuto adempimento (nei tempi e nei modi) e l’avvenuto pagamento (nei tempi) chiedendo, al contempo, l’archiviazione del procedimento penale apertosi (e rimasto in sospeso) con la contestazione della contravvenzione.

In tal modo, quindi, il legislatore ha inteso perseguire un il duplice obiettivo: deflazionare il sistema penale da un lato e garantire l’incolumità dei lavoratori attraverso la rimozione delle situazioni pericolose ed il ripristino delle condizioni di sicurezza, dall’altro.

Adempimenti derivanti da attività istituzionale

Per far fronte agli adempimenti derivanti da tale attività istituzionale (aggiuntiva rispetto a quelle tradizionali rappresentate dall’estinzione degli incendi e del soccorso pubblico, nonché della prevenzione incendi e delle attività di ricerca e studio) presso le sedi dei Comandi Provinciali VV.F. sono presenti gli "Uffici di Polizia Giudiziaria".

Ciò premesso, le attività che il C.N.VV.F. svolge nello specifico ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro, consistono essenzialmente in:

Agenti e ufficiali di P.G.

A tal proposito è opportuno sottolineare che, in forza degli art. 7, co.1 e 2, art. 8 e 17 della legge 27 dicembre 1941, n. 1570, nonché degli artt. 14 e 16 della legge 13 maggio 1961, n. 469 e degli artt. 1 e 2 della legge 30 settembre 2004, n. 252 accorpati integralmente dal disposto dell’art. 6, 2° comma del D.Lgs. 8 marzo 2006 n. 139>, il personale operativo del Cnvvf nell’esercizio delle attività istituzionali svolge funzioni di polizia giudiziaria; in particolare, al personale appartenente al ruolo di vigile del fuoco è attribuita la qualifica di agente di polizia giudiziaria, mentre al personale appartenente agli altri ruoli dell’area operativa del Corpo nazionale (capi squadra, capi reparti, funzionari, dirigenti) è attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.

La competenza degli agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria degli operatori del C.N.VV.F. è limitata alle tipologie di reati fondamentalmente ascrivibili alle due seguenti categorie:

  • delitti contro la pubblica incolumità;
  • contravvenzioni in materia di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.

I principali reati di competenza del CNVVF

Le principali fattispecie di reato relative alle violazioni delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro che rientrano tra le competenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco possono così riassumersi:

  • Omissione colposa di cautele e difese contro disastri o infortuni sul lavoro
    (codice penale, art. 451)
  • Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro
    (codice penale, art. 437)
  • Omessa predisposizione ed omesso controllo dei mezzi ed impianti di estinzione incendi.
    (D.Lgs 81/2008 – combinato disposto degli artt. 63, comma 1 (punto 4.1.3 allegato IV), 64, comma 1, lett. a) e 68)
  • Omessa sottoposizione a preventivo esame di progetti ed omessa richiesta di visita di controllo di impianti o costruzioni
    (D.Lgs 81/2008 - combinato disposto degli artt. 63, comma 1 (punto 4.4 allegato IV), 64, comma 1, lett. a) e 68)
  • Omessa predisposizione del “documento della sicurezza e salute dei lavoratori”
    (D.Lgs. 81/2008 – combinato disposto degli artt. 17, comma 1, lett. a) e 55, comma 1, lett. a))
  • Omessa designazione del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
    (D.Lgs. 81/2008 – combinato disposto degli artt.17, comma 1, lett. b) e 55, comma 1, lett. b))
  • Omessa adozione delle misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’incolumità dei lavoratori
    (D. Lgs. 81/2008 – combinato disposto degli artt. 46 comma 2, e 55, comma 4, lett. b))
  • Omessa designazione dei lavoratori incaricati delle attività di prevenzione incendi, lotta antincendio ed evacuazione
    (D. Lgs. 81/2008 – combinato disposto degli artt. 18 comma 1, lett. b) e 55, comma 4, lett. a))
  • Omessa formazione dei lavoratori incaricati delle attività di prevenzione incendi, lotta antincendio ed evacuazione
    (D. Lgs. 81/2008 – combinato disposto degli artt. 18 comma 1, lett. l), e 55, comma 4, lett. e))
  • Omessa attuazione del sistema di gestione della sicurezza da parte del gestore di attività a rischio di incidente rilevate ai sensi del D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 334.
    (D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 334 – articolo 7 comma 2)

Il ruolo del CNVVF ed il D.Lgs. 626/94


L’art. 13 del D.Lgs. 81/2008 attribuisce al C.N.VV.F. la vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro “per quanto di specifica competenza”.

In concreto, tale attività è volta a verificare l’attuazione del complesso di norme, contenute nel codice penale ed in leggi speciali, che si prefiggono di:

  • prevenire l’insorgere di incendi nei luoghi di lavoro;
  • prevenire la formazione e l’innesco di miscele esplosive nei luoghi di lavoro;
  • assicurare le condizioni per un rapido e sicuro allontanamento dei lavoratori in caso di pericolo d’incendio e/o esplosione.

La nuova 626: il decreto legislativo n. 81/2008

Il decreto legislativo 81/2008, meglio noto come Testo Unico sulla sicurezza, è stato emanato in attuazione della legge 123/2007 con la quale il Governo è stato delegato ad adottare “uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle vigenti disposizioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro”. Occorre evidenziare, in primo luogo, che gli ambiti di applicazione del T.U. sono tutti i luoghi di lavoro in cui sono presenti lavoratori dipendenti ovvero lavoratori ad essi assimilati (soci lavoratori di società anche di fatto, soci lavoratori di società cooperative, l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti
chimici, fisici e biologici ecc., i volontari dei vigili del Fuoco e di protezione civile, ecc.).
I principali soggettiGiustifica che a diverso titolo sono destinatari delle suddette norme sono:

* datore di lavoro;
* dirigente;
* preposto;
* addetti al servizio di prevenzione e protezione (ASPP)
* responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)
* medico competente;
* lavoratore
* rappresentate dei lavoratori (RLS)

Il citato decreto legislativo 81/2008, conferma il ruolo centrale che svolge il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco attraverso l’assolvimento di uno dei suoi compiti istituzionali: la prevenzione incendi. Tale aspetto, peraltro presente anche nelle norme degli anni ‘50 (DPR 547/55 abrogato dal D.Lgs 81/2008), viene ribadito dal titolo IV del citato T.U. laddove precisa che i titolari delle “aziende e le lavorazioni nelle quali si producono, si impiegano, si sviluppano o si detengono prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti e che, per dimensioni, ubicazione ed altre ragioni presentano in caso di incendio gravi pericoli per la incolumità dei lavoratori sono soggette, ai fini della prevenzione degli incendi, al controllo del Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio ad esclusione delle attività svolte dal Ministero della difesa per le quali lo stesso Ministero provvede ai controlli e all’attuazione di idonee misure a salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori” hanno l’obbligo di richiedere al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco competente per territorio il preventivo esame sui progetti e la relativa visita di sopralluogo, rispettivamente, prima di realizzare l’attività e prima di metterla in esercizio. Il legislatore delegato ha ritenuto così importante il suddetto aspetto prevenzionistico al punto di prevedere sanzioni penali per le eventuali violazioni.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco e la sicurezza sul lavoro

Le principali attività che impegnano il Corpo nazionale dei vigili del fuoco nel settore della sicurezza possono essere così riassunte:

* Vigilanza

L’art. 13 del D.Lgs. 81/2008 prevede che la vigilanza circa l’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sia svolta, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
In concreto, tale attività è volta a verificare l’attuazione del complesso di norme, contenute nel codice penale ed in leggi speciali, che si prefiggono di:

* prevenire l’insorgere di incendi nei luoghi di lavoro;
* prevenire la formazione e l’innesco di miscele esplosive nei luoghi di lavoro;
* assicurare le condizioni per un rapido e sicuro allontanamento dei lavoratori in caso di pericolo d’incendio e/o esplosione.

* Polizia amministrativa

Tale attività riguarda, principalmente, il settore della prevenzione incendi e si concretizza attraverso al controllo obbligatorio da parte dei Vigili del Fuoco di talune attività pericolose per le quali è previsto il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI);

* Formazione

Tale attività è rivolta essenzialmente ad alcuni dei soggetti destinatari delle norme in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro tra cui:

* Responsabili ed addetti al servizio di prevenzione protezione (RSPP e ASPP)
* Preposti
* Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
* Addetti alla lotta antincendio e gestione dell’emergenza (squadra antincendio aziendale);

* Ulteriore attività di formazione

È rivolta a figure particolari quali ad esempio gli addetti alla sicurezza in impianti sportivi, i rivenditori di bombole di GPL, gli addetti alle squadre antincendio aziendali all’interno degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, etc.

* Polizia giudiziaria

Il personale operativo dei Vigili del Fuoco, nell’ambito delle proprie competenze, svolge le funzioni di polizia giudiziaria in forza dell’art. 8 della legge 1570/41. Tali compiti e funzioni sono stati ribaditi dall’art. 16 della legge 13 maggio 1961, n. 469 ed infine confermati dal decreto legislativo 139/2006 recante norme sul “riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco” (art. 6, comma 2).

* Assistenza alle imprese

È un’assoluta novità introdotta dall’art. 46 del T.U. dove si prevede, tra le altre cose, la creazione di appositi nuclei specialistici presso le Direzioni regionali dei Vigili del Fuoco al fine di favorire il miglioramento dei livelli di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, le cui modalità attuative sono in corso di definizione.

sabato 7 marzo 2009

Incidenti sul lavoro, arriva il monito del presidente Napolitano

Nella giornata che Napoli ha deciso di dedicare, ogni anno, alla sicurezza sul lavoro, arriva il monito del presidente Napolitano perché la crisi "non si traduca in una minore attenzione alle condizioni che devono salvaguardare sicurezza e salute di ogni lavoratore"; e non mancano altre vittime. Sono quattro i morti e quattro sono invece i feriti in altrettanti incidenti avvenuti oggi in varie città italiane.


Anche oggi numerosi incidenti sul lavoro
- Un imprenditore di 27 anni, titolare di una ditta edile, è morto schiacciato tra un escavatore e un pilastro a Crispiano (Taranto) mentre manovrava una ruspa lavorando alla costruzione di un edificio. La procura di Taranto ha sequestrato il cantiere. Alla periferia di Roma un operaio di 31 anni è morto a causa di uno smottamento del terreno durante alcuni scavi, mentre un agricoltore è rimasto schiacciato ed è morto sotto il trattore che stava guidando in un campo ad Aprilia, vicino a Roma. In Sicilia, sull'autostrada Mazara del Vallo-Palermo, allo svincolo di Gallitello un operaio di una ditta di lavori di manutenzione è stato travolto e ucciso da un'auto. Nell'incidente è rimasto ferito anche un altro operaio. Così come è stato investito e ferito, sempre da un'auto un operaio dell'Anas sulla superstrada E45 vicino a Todi. Infine, un macchinista di scena di 32 anni, è rimasto ferito al Teatro Traiano di Civitavecchia mentre smontava la scenografia dello spettacolo 'Il Laureato', interpretato da Giuliana De Sio. Colpito da un pannello, l'uomo è caduto finendo con l'addome sul martello che stava maneggiando. Un altro operaio è caduto da una impalcatura, in un cantiere a Vigo Lomaso in provincia di Trento, rimanendo ferito.


Napolitano: "Prevenzione deve costituire un fondamentale impegno condiviso"
- "La prevenzione degli incidenti sul lavoro, che hanno assunto nel nostro Paese una drammatica rilevanza e che continuano a causare troppe vittime innocenti deve ormai costituire un fondamentale impegno condiviso", ha detto Napolitano nel messaggio inviato al sindaco, Rosa Russo Iervolino in occasione della riunione solenne del Consiglio Comunale che ha decretato il 5 marzo giornata dedicata alla sicurezza sul lavoro a Napoli.


Non abbassare la guardia, ancor più ora che la crisi colpisce tutti i settori
- "In tale quadro - ha proseguito il Presidente - la manifestazione di oggi rappresenta un appuntamento significativo di sensibilizzazione, rivolto in particolare al mondo dei giovani, duramente colpito dalla pesante situazione del mercato del lavoro: è necessario mobilitare ogni risorsa affinché questo difficile momento non si traduca in una minore attenzione alle condizioni che devono salvaguardare sicurezza e salute di ogni lavoratore".

Nel corso della riunione solenne del consiglio comunale di Napoli, il sindaco Iervolino ha sottolineato come "le spese per la prevenzione e la sicurezza sono un investimento a tutela del diritto dei cittadini", mentre il presidente dell'associazione costruttori di Napoli ha annunciato che gli operai edili assunti nel 2009 svolgeranno obbligatoriamente un corso di formazione di 16 ore sulla sicurezza prima di entrare nei cantieri. "Si tratta di una innovazione - ha detto Ambrogio Prezioso - introdotta dal contratto nazionale di categoria e del nostro contributo alla lotta contro gli incidenti sul lavoro".

Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile

E' stato approvato dall'Assemblea Legislativa regionale il progetto di legge che detta norme sulla "Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile".

"E' un'azione importante della Regione Emilia-Romagna che rafforza le politiche per la legalità e la sicurezza sul lavoro", commentano i consiglieri regionali PD Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi. "E' provata la relazione diretta tra la violazione delle condizioni di sicurezza e lo scarso rispetto delle norme in materia contrattuale, assicurativa e previdenziale. Per noi questo non è accettabile, ed abbiamo creato un testo normativo che premia le tante imprese che da noi assicurano lavoro in regola, qualificato, nel rispetto di ogni condizione di sicurezza e legalità. Responsabilizziamo imprese e lavoratori per ottenere una migliore qualità del lavoro e rafforzare la coesione sociale".

Mazzotti e Fiammenghi evidenziano in particolare la concretezza del progetto: "E' un testo che darà risultati: poche parole e molti fatti. Le imprese devono rispettare requisiti chiari, precisi, oggettivi per ottenere incentivi e contributi regionali: devono cioè assicurare trasparenza, legalità, condizioni di lavoro secondo le norme e la piena applicazione di ogni disposizione vigente in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro. Il provvedimento regionale rafforza i Protocolli per la sicurezza sul lavoro - ad esempio in ambito portuale - sottoscritti a Ravenna, che si conferma così una delle realtà più attenta ai temi della sicurezza".

SICUREZZA LAVORO NAPOLITANO, PREVENIRE INCIDENTI


La prevenzione degli incidenti sul lavoro, che hanno assunto nel nostro paese una drammatica rilevanza e che continuano a causare troppe vittime innocenti, deve ormai costituire un fondamentale impegno condiviso".

Lo afferma il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al sindaco di napoli Rosa Russo Jervolino in occasione della Giornata cittadina della sicurezza sul lavoro, organizzata dal capoluogo partenopeo. Nel messaggio il Capo dello Stato esprime vivo apprezzamento per l'iniziativa, che "conferma la responsabile attenzione della citta' di Napoli su un tema di estrema attualita'".

"In tale quadro - afferma Napolitano -, la manifestazione di oggi rappresenta un appuntamento significativo di sensibilizzazione, rivolto in particolare al mondo dei giovani, duramente colpito dalla pesante situazione del mercato del lavoro: e' necessario mobilitare ogni risorsa affinche' questo difficile momento non si traduca in una minore attenzione alle condizioni che devono salvaguardare sicurezza e salute di ogni lavoratore".

Legge 27 febbraio 2009 n 14-(in G.U. le Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)

Legge 27 febbraio 2009 n 14

( Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28-2-2009 - Suppl. Ordinario n. 28)

che ha convertito, con modificazioni, il Decreto Legge 30 dicembre 2008, n. 207 recante: «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti».

...

CAPO XI - Lavoro, salute e politiche sociali

Art. 32. - Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81

1. Le disposizioni di cui agli articoli 18, comma 1, lettera r), e 41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 16 maggio 2009.

2. Il termine di cui all'articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 1 e 2, del medesimo decreto legislativo, concernenti la valutazione dello stress lavoro-correlato e la data certa, e' prorogato al 16 maggio 2009.

2-bis. All'articolo 3, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole: «entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo» sono sostituite dalle seguenti: «entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo».

2-ter. All'articolo 3, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole: «Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 3» sono sostituite dalle seguenti: «Con decreti, da emanare entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 2».

giovedì 5 marzo 2009

LAZIO: ACCORDO SU SICUREZZA LAVORO

Ebla, Ente Bilaterale Lavoro e Ambiente (Federlazio - Cgil - Cisl - Uil), e la Dpl (Direzione Provinciale del Lavoro) di Roma hanno firmato una convenzione al fine di promuovere la conoscenza del diritto del lavoro e della prevenzione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Presenti all'incontro, tra gli altri, il direttore generale della Federlazio, Giovanni Quintieri, e il direttore della Dpl Roma, Marco Esposito. Grazie a questo accordo la Dpl di Roma metterà a disposizione di Ebla il personale docente tecnico, medico e amministrativo legale, per l'effettuazione di corsi di formazione rivolti a lavoratori, datori di lavoro, dirigenti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, addetti alle emergenze e al primo soccorso, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, direttori dei lavori, addetti ai lavori in quota, e per ogni altra esigenza formativa prevista in materia.

Nel contempo Ebla metterà a disposizione i propri locali e le proprie attrezzature per l'effettuazione dei corsi. La durata della convenzione è di due anni e potrà essere successivamente rinnovata. La scopo che Ebla e Dpl Roma si prefiggono è quello di diffondere quelle conoscenze indispensabili in materia di sicurezza, che possano contribuire ad abbattere, o almeno ridurre quanto piu' possibile, il numero di incidenti che spesso si verificano nei luoghi di lavoro.

Da una recente statistica effettuata da Dpl Roma, relativa al periodo luglio/dicembre 2008, risulta infatti che il lavoro nero, spesso causa di incidenti sul lavoro per conseguente mancata applicazione delle regole sulla sicurezza, è ancora diffuso in alcune realtà e deve quindi essere combattuto con ogni mezzo.Su un totale di oltre 3.100 aziende ispezionate a Roma e provincia, 825 sono risultate irregolari. Su 15.600 lavoratori occupati, 1280 sono risultati irregolari, di cui 380 totalmente in nero (77 extracomunitari e 28 clandestini). Sono state commissionate un totale di 5.713.690 sanzioni, di cui 4.338.520 amministrative e 1.375.172 penali, che hanno consentito un recupero contributivo pari a oltre 2 milioni di euro

fonte: ambiente.it