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domenica 24 maggio 2009

Novità in materia di vibrazioni

Vibrazioni
Rispetto al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, nel D.Lgs. 81/08 vi sono delle novità rilevanti: cambia il valore limite per le esposizioni a corpo intero e sono introdotti valori limite su tempi breve. Infatti, l’art. 201 del CAPO III (Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni) del TITOLO VIII, riporta i valori limite di esposizione e valori d’azione:

a) per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio:

1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2 ; mentre su periodi brevi è pari a 20 m/s2 ;

2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione, è fissato a 2,5 m/s2 .

b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero:

1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 1,5 m/s2 ;
2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 0,5 m/s2.

Inoltre, il comma 2 dispone che, nel caso di variabilità del livello di esposizione giornaliero, deve essere considerato il “livello giornaliero massimo ricorrente”, secondo un criterio in precedenza non previsto.

Cambia il valore limite di esposizione giornaliero al corpo intero, passato da 1,5 m/s2 a 1 m/s2.

L’articolo 201 del D.Lgs. 81/2008 mette in evidenza un’altra novità: i “periodi brevi”.

Articolo 201 - Valori limite di esposizione e valori d’azione

1. Ai fini del presente capo, si definiscono i seguenti valori limite di esposizione e valori di azione.

a) per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio:

1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 20 m/s2;
2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione, è fissato a 2,5 m/s2.

b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero:

1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 1,5 m/s2;
2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 0,5 m/s2.

2 Nel caso di variabilità del livello di esposizione giornaliero va considerato il livello giornaliero massimo ricorrente.

Il significato del periodo breve può dedursi da una precedente versione della Direttiva EU, ove era stato introdotto il concetto di “breve periodo” (”short term”).
Per quanto riguarda le vibrazioni mano-braccio (20 ms-2) per short term la Direttiva intendeva “a few minutes”, il che in significherebbe non più di 15 minuti.
Per le vibrazioni tutto il corpo lo short term era fissato a 1.25 ms-2 (rispetto ai 1.5 ms-2 del D.Lgs. 81/2008) ma non vi era alcun riferimento a “a few minutes”.
Si potrebbe considerare 15 minuti per vibrazioni mano-braccio, mentre il valutatore deve decidere autonomamente, giustificando, il breve periodo per le vibrazioni tutto il corpo.

Rumore e vibrazioni d lgs 81

Alcuni aspetti di particolare interesse

Rumore e vibrazioni

Il Titolo VIII, Capo I, II e III del D. Lgs. n. 81/2008 riguarda la prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro, in particolare i rischi lavorativi derivanti da esposizione professionale a rumore e vibrazioni meccaniche.

L’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL), in collaborazione con il Coordinamento Tecnico delle Regioni , ha realizzate a luglio 2008 e in sostituzione delle precedenti Linee guida per l’applicazione dei D.Lgs. 187/2005 e 195/2006 e poi pubblicato sul proprio sito le prime indicazioni applicative per la corretta applicazione dei Capi I, II e III del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 riguardante la prevenzione e la protezione dai rischi di esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro (“Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II e III sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro - Prime indicazioni applicative”) e che sostituiscono le precedenti Linee guida operative per l’applicazione dei D.Lgs. 187/2005 (rumore) e 195/2006 (vibrazioni).

L’introduzione del documento è particolarmente significativa:

“Relativamente agli agenti fisici l’emanazione del Decreto Legislativo 81/2008, pur essendosi fondamentalmente ispirata alla legislazione previgente, ha posto in capo alle aziende obblighi di valutazione e gestione del rischio che presentano anche elementi di novità”.

Di particolare rilievo risulta il punto 1.01, riguardante l’entrata in vigore dei diversi capi del titolo VIII del decreto.

Secondo questi orientamenti, il Capo I del DLgs.81/2008 è in vigore per tutti gli obblighi in esso richiamati ed in tutti i settori produttivi dal 30 luglio 2008 (ora da intendersi come 1 gennaio 2009, a seguito di modifica introdotta dalla legge n. 128/2008). Tale scadenza riguarda anche l’entrata in vigore del Capo II e Capo III, per quanto concerne invece il Capo IV (Campi elettromagnetici) e Capo V (Radiazioni ottiche artificiali) il legislatore ha previsto una entrata in vigore differita per tempi significativi. Infatti, relativamente ai campi elettromagnetici, con la formulazione adottata dal legislatore all’articolo 306 del Testo Unico e stante l’emanazione della direttiva 2008/46/CE, l’entrata in vigore ha subito uno slittamento temporale di 4 anni ed è prevista per il 30/04/2012. Per quanto riguarda le radiazioni ottiche artificiali l’entrata in vigore è invece prevista per il 26/04/2010. Per quanto riguarda, dunque, gli obblighi e le responsabilità penali conseguenti fino alle date del 30/04/2012 e 26/04/2010 non sono sanzionabili gli obblighi specificamente previsti rispettivamente dal Capo IV e dal Capo V del Titolo VIII del DLgs.81/2008, ma resteranno tuttavia esigibili e sanzionabili in caso di inottemperanza gli obblighi generali affermati nel Titolo I e nel Capo I del Titolo VIII. In questo contesto ci si deve riferire alle indicazioni desumibili dal Capo IV e dal Capo V del Titolo VIII del Testo Unico anche tenuto conto del richiamo alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi di cui all’art.181.

Ricordiamo che l’art. 181 prevede che “il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici”, mentre l’art. 180 precisa che “per agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori”. Pertanto la valutazione va effettuata per tutti gli agenti di rischio elencati all’art. 180.

Va pure segnalato il punto 2.01 di queste indicazioni Ispesl-Regioni, riguardante il comportamento delle aziende che hanno già effettuato la valutazione del rischio rumore ai sensi della normativa previgente (Titolo V-bis del DLgs.626/94).

Il documento citato afferma correttamente che, innanzitutto bisogna evitare di dare una interpretazione burocratica dell’esigenza di aggiornare il documento di valutazione dei rischi, aggiornandolo solo qualora le variazioni introdotte dal Titolo VIII del DLgs.81/2008 richiedano azioni di prevenzione precedentemente trascurate o non richieste.

La valutazione del rischio con misurazioni, effettuate con metodologie e strumentazione adeguate, deve sempre quanto meno evidenziare i seguenti cinque elementi:

L(EX) e L(Cpicco) degli esposti ad oltre 80 dB(A) e/o 135 dB(C)

Presenza delle condizioni di rischio indicate all’art.190, comma 1, che potenziano quelle dovute ai livelli di rumore (rumori impulsivi, ototossici, vibrazioni, …)

Individuazione delle aree con L(Aeq) > 85 dB(A) e/o L(Cpicco) > 137 dB(C)

Verifica dell’efficienza e dell’efficacia dei DPI-uditivi

Indicazione del programma di misure tecniche e organizzative ex art.190, comma 2, quando L(EX) > 80 dB(A) e/o L(Cpicco) > 135 dB(C).

L’aggiornamento della valutazione è necessario se tali 5 elementi non sono presenti e nei casi in cui sono presenti lavoratori con esposizioni comprese tra il valore inferiore di azione (80 dB(A) / 135 dB(C)) ed il valore superiore di azione (85 dB(A) / 137 dB(C)) e l’azienda non aveva provveduto alla individuazione del programma di misure tecniche e organizzative in quanto nella legislazione precedente questo diveniva obbligatorio solo al superamento del valore superiore di azione.

Nuova UNI 9432 sul rumore negli ambienti di lavoro

E’ stata pubblicata la nuova versione della Uni 9432: 2008 “Acustica - Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell’ambiente di lavoro”, la norma tecnica elaborata dall’Ente nazionale italiano di unificazione che contribuisce all’applicazione della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

La norma contribuisce all’applicazione del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Tale decreto recita infatti che “… I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati alle caratteristiche del rumore da misurare, alla durata dell’esposizione e ai fattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche” (art. 190 comma 3).

La nuova UNI 9432:2008 risponde a quanto richiesto dalla legge, in particolare per quanto attiene i seguenti punti:

il campionamento: “I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell’esposizione del lavoratore” (art. 193, comma 3);

la valutazione dell’incertezza: “… il datore di lavoro tiene conto dell’incertezza delle misure determinate secondo la prassi metrologica” (art. 190, comma 4);

la valutazione dell’efficacia dei DPI: “verifica l’efficacia dei dispositivi di protezione individuale dell’udito” (art. 193, comma 1d).

Le novità introdotte dalla nuova versione della norma riguardano le tematiche seguenti:

la strumentazione. Il livello di picco non ponderato è stato sostituito dal livello di picco ponderato C. L’uso dei registratori magnetici è stato eliminato. La taratura degli strumenti è stata spostata da annuale a biennale. È stato confermato il requisito della classe 1 per fonometri e calibratori;

i metodi di misura, che ampliano l’intervallo di accettabilità per la distanza fra il microfono e l’orecchio del soggetto esposto e introducono una esplicita preferenza per l’esecuzione della misura in assenza del lavoratore;

l’esposizione a rumore di gruppi acusticamente omogenei: questo argomento è stato notevolmente ampliato rispetto alla versione precedente;

la valutazione dell’esposizione tiene conto dell’attenuazione fornita dai protettori auricolari, coerentemente con la UNI EN 458:2005 “Protettori dell’udito - Raccomandazioni per la selezione, l’uso, la cura e la manutenzione - Documento guida”;

è stata inserita l’incertezza nel processo di valutazione del rischio rumore, argomento ancora molto discusso e controverso che riemergerà con l’applicazione della norma stessa.

Dopo la pubblicazione della nuova versione della UNI 9432:2008, sono in via di messa a punto altri due analoghi documenti normativi: una norma per la determinazione del livello di esposizione personale alle vibrazioni nell’ambiente di lavoro trasmesse al sistema mano/braccio o al corpo intero (in itinere) e una norma specifica per i lavoratori dei centri di contatto (call center), al momento come proposta che dovrà essere formalizzata e sviluppata.

fonte superva

domenica 10 maggio 2009

La norma salva-manager

L’azienda è responsabile in caso di morte sul lavoro anche nel caso in cui il lavoratore abbia commesso errori. Così si è espressa la Corte di Cassazione, in relazione alla morte di un operaio caduto dal lucernaio di uno stabilimento di Retorbido, nell’Oltrepò pavese, nel gennaio 2001. La tesi della difesa, basata sulle responsabilità dell’operaio nell’adottare misure di sicurezza, è stata così smontata dalla sentenza della Cassazione che ha imputato all’azienda il fatto che "i responsabili della sicurezza dello stabilimento non avevano predisposto sottoplachi di protezione o elementi di rinforzo dei lucernari al fine di evitare cadute dall'alto".
Dopo la denuncia della Fiom della norma “salva-manager” e l’intervento del Presidente Napolitano che ha esplicitamente chiesto la riscrittura della norma, arriva la sentenza definitiva: effettiva sul caso specifico, e illuminante sull’articolo 15 bis. E non basta, perché anche nel caso in cui il lavoratore sia autonomo, ovvero anche nel caso di appalti e subappalti, gli obblighi della sicurezza gravano su ciascun datore di lavoro e fanno capo all’azienda che appalta. Anche qui la chiarezza della Cassazione fa luce sulle modifiche del governo al dlgs 81/08: se la sicurezza sul lavoro è una scala, le modifiche al Testo unico sono i “pioli” che il governo sfila per far “cadere tutta l’impalcatura”. Questa è l’immagine che la segretaria confederale Cgil Paola Agnello Modica ha dato ieri in conferenza stampa presentando le osservazioni della consulta giuridica del lavoro della Cgil al decreto correttivo. “E’ una vera e propria controriforma”, ha detto Agnello Modica, sottolineando la contrarietà nettissima della Cgil al decreto correttivo.
Quel testo, denuncia l’esponente Cgil, mina “norme fondamentali del codice civile, di quello penale e dello Statuto dei lavoratori” e “attraverso l’uso improprio di un decreto legislativo – continua – costruisce una normativa tesa a salvaguardare, a proteggere e a rinforzare gli interessi e la centralità dell'impresa a scapito del lavoro”. La Cgil, sottolineando come siano a rischio sia i diritti individuali sia quelli collettivi dei lavoratori, punta il dito in particolare sull’abrogazione di norme previste dallo Statuto dei lavoratori: “il divieto di visita preassuntiva da parte del medico di fiducia dell'azienda previsto dall'articolo 5, il ridimensionamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori previsto dall’articolo 9 e l’articolo 13, che sancisce il diritto di vedere garantita la retribuzione in caso di cambio di mansione per malattia a seguito di infortunio” oltre alle nuove norme sulla cartella sanitaria, non più a disposizione del lavoratore, ma soprattutto al “ridimensionamento della contrattazione di secondo livello, dei diritti e delle prerogative di tutte le rappresentanze dei lavoratori”.
La segretaria confederale Paola Agnello Modica ha puntato poi il dito contro l’esecutivo che “approfitta della crisi per abbassare i diritti”. Il governo, ha aggiunto, “sta di fatto approfittando della crisi per dare un impostazione dall’uscita che è al ribasso per i diritti. Scatenando una competizione basata sulla riduzione dei costi, dei doveri e delle responsabilità dei datori di lavoro rispetto all’intera società” mentre “le differenze sociali si stanno acuendo”.Il netto giudizio espresso dalla Cgil è supportato dall’analisi della Consulta giuridica del lavoro dell’organizzazione sindacale. Il professor Carlo Smuraglia, in apertura di intervento, ha fatto notare che “non si è dato il tempo al Testo Unico per verificarne l'efficacia ma, da subito, con il cambio di governo è spirato un vento di controriforma”. Poi è passato ad illustrare lo studio, che smonta il testo punto per punto. Nota particolare, la riduzione delle sanzioni. “Abbiamo una maggioranza di governo – sottolinea – che si batte ogni giorno per introdurre nuovi reati o per aumentare le pene di quelli già esistenti. La sicurezza sul lavoro, invece, è l’unica materia in cui non solo non si irrobustiscono le pene, ma le si aumentano per i lavoratori, una misura che va di pari passo con la colpevole riduzione dei poteri degli organi di vigilanza. Questo governo instilla continuamente al paese l'idea che le regole possono essere aggirate come si vuole”.Ma soprattutto “l’articolo 15bis”, che stabilisce che il datore di lavoro non risponde della morte o dell’infortunio se l’evento è riconducibile alla responsabilità di un qualsiasi altro soggetto operante nel contesto produttivo (preposto, progettista, medico competente, lavoratore). “Così si deresponsabilizza totalmente il datore di lavoro, svelando l’ipocrisia di tante dichiarazioni seguite alla tragedia della Thyssen che promettevano più severità”.
La norma salva-manager, appunto, bocciata di fatto con la sentenza della Cassazione.E intanto si continua a morire di lavoro. Questa mattina all'ospedale di Trento è morto un operaio forestale romeno di 26 anni, travolto ieri sera da un tronco mentre lavorava nei boschi sopra Pelugo, in Val Rendena. Secondo una prima ricostruzione, Roman Grigore Cilian stava mettendo dei tronchi in sicurezza quando uno di questi si è mosso, e lo ha travolto.

venerdì 8 maggio 2009

RLS comunicazione entro il 16 maggio 2009

È attiva sul portale dell'INAIL (Punto cliente) la procedura per la comunicazione dei nominativi dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

I datori di lavoro devono effettuare la comunicazione utilizzando la procedura online (punto cliente) , entro il 16 maggio 2009.

I datori di lavoro che hanno già inviato delle comunicazioni all'INAIL devono ripetere l'invio utilizzando la procedura o il format previsto (Modulo comunicazione RLS INAIL) .

Downlad :

* La circolare INAIL n. 11/2009

* Punto cliente

* Modulo comunicazione RLS INAIL