Infotel

martedì 28 agosto 2012

News Portale Consulenti

News - Categoria 'Sicurezza'

La partecipazione dei lavoratori nell’ambito della sicurezza e della salute sul lavoro
sicurezza e salute sul lavoro Il ruolo dei datori di lavoro
28 agosto 2012

Applicazione per iPad da scaricare
Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi
27 agosto 2012

Formazione Accordo Stato-regioni
formazione in materia di salute e sicurezza per datori di lavoro-rspp, lavoratori, dirigenti e preposti
26 agosto 2012

accordo stato regioni formazione
Gazzetta ufficiale 18 agosto 2012 accordo del 25 luglio 2012
25 agosto 2012

Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012
Sicurezza e lavoro in nero
24 agosto 2012

Formazione e Sicurezza Conferenza Stato – Regioni
Formazione dei lavoratori FORMAZIONE DEI PREPOSTI FORMAZIONE DEI DIRIGENTI FORMAZIONE DEI DATORI DI LAVORO
24 agosto 2012

Avviso chiusura estiva
Auguri di buone vacanze a tutti
10 agosto 2012

DVR standard Individuazione dei pericoli presenti in azienda
Check List dei pericoli presenti in azienda
07 agosto 2012

Compiti e responsabilità DVR standard
Effettuare la valutazione sulla base della procedura standardizzata
07 agosto 2012

giovedì 16 agosto 2012

Accordo Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori

Accordo Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori:

stato regioni formazione
SCARICA ACCORDO
I quesiti sul decreto 81: sulla formazione dei lavoratori

I lavoratori già assunti alla data di entrata in vigore dell' Accordo Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori e già formati in azienda dal datore di lavoro o dal RSPP sono tenuti ad effettuare la formazione (generale e specifica) di cui al punto 4 del citato Accordo?  E i lavoratori neo assunti entro quanto tempo devono essere formati?

La formazione dei lavoratori è regolamentata dall’Accordo raggiunto tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro della Salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano di cui all’articolo 34, commi 2 e 3, del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81 nella seduta del 21/12/2011 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, Accordo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11/1/2012 ed entrato in vigore il 26/1/2012.

Secondo il punto 4 di tale Accordo la formazione dei lavoratori deve articolarsi, a partire dal 26/1/2012, data di entrata in vigore dell’Accordo medesimo, in due moduli distinti uno di formazione generale della durata non inferiore a 4, dedicata alla presentazione dei concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro, ed uno di formazione specifica della durata minima di 4, 8 o 12 ore, a seconda che il settore di attività sia inserito corrispondentemente nella classe di rischio basso, medio o alto, per un numero totale quindi dell’intero percorso formativo pari ad almeno 8, 12 o 16 ore.

Secondo il punto 11 dello stesso Accordo sulla formazione dei lavoratori, riguardante il riconoscimento della formazione pregressa, la formazione erogata a cura dei datori di lavoro ai lavoratori ed ai preposti prima della pubblicazione dell’Accordo medesimo viene riconosciuta in base a quanto indicato nella lettera a) del punto 11 stesso secondo il quale:

“Nel rispetto di quanto previsto al punto 8 del  presente  accordo e, fermo restando l'obbligo di aggiornamento di cui al punto  9,  non sono tenuti a frequentare i corsi di formazione di cui al punto  4  i lavoratori ed i preposti per i quali i datori di lavoro comprovino di aver svolto, alla data di pubblicazione  del  presente  accordo,  una formazione  nel  rispetto  delle   previsioni   normative   e   delle indicazioni previste nei contratti collettivi di  lavoro  per  quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.
L'obbligo di aggiornamento per lavoratori e preposti, per i quali la formazione sia stata erogata da più  di  5  anni  dalla  data  di pubblicazione del presente accordo, dovrà essere  ottemperato  entro 12 mesi.
In ogni caso la formazione particolare ed aggiuntiva  di  cui  al punto 5 dovrà concludersi entro e non oltre il termine  di  12  mesi dalla pubblicazione del presente accordo”.

Alla luce quindi di quanto sopra detto ed in risposta al quesito formulato i lavoratori “storici”, così come li definisce il lettore, e cioè quei lavoratori che sono stati già formati secondo le regole preesistenti al nuovo Accordo Stato-Regioni, non sono tenuti a frequentare il corso di formazione generale di 4 ore né quello di formazione specifica di 4, 8 e 12 ore, a seconda della fascia di rischio nella quale è inserita l’azienda presso la quale prestano la loro attività lavorativa, soltanto se il datore di lavoro sia in grado di comprovare che gli stessi abbiano svolto, alla data di pubblicazione dell’Accordo medesimo e cioè alla data dell’11/1/2012, una formazione nel  rispetto  delle   previsioni   normative   e   delle indicazioni previste nei contratti collettivi di  lavoro  per  quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.

In merito poi al periodo entro il quale il datore deve provvedere alla formazione dei lavoratori di nuova assunzione secondo le nuove regole è necessario fare riferimento a quanto indicato nel punto 10 dell’Accordo, contenente le disposizioni transitorie, secondo il quale:

“Il personale di  nuova assunzione deve essere avviato  ai  rispettivi  corsi  di  formazione anteriormente o,  se  ciò  non  risulta  possibile,  contestualmente all'assunzione. In tale ultima ipotesi,  ove  non  risulti  possibile completare  il  corso  di  formazione  prima  della  adibizione   del dirigente, del preposto o del lavoratore alle proprie  attività,  il relativo percorso formativo deve essere completato entro e non  oltre 60 giorni dalla assunzione”, per cui i lavoratori neo assunti devono essere quindi formati secondo le nuove regole possibilmente prima o contestualmente all’assunzione e comunque al massimo entro 60 giorni dall’assunzione stessa.


martedì 7 agosto 2012

Linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2, e 37, comma 2

Linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2, e 37, comma 2:
Adeguamento  e  linee  applicative  degli  accordi  ex  articolo  34,  comma  2,  e  37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni e integrazioni

Articolo 34  
Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai Rischi
Comma 2
Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del presente Decreto Legislativo ……..  

Articolo 37
  Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti  

Comma 2  
La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui aòl comma 1 sono definiti mediante Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente Decreto Legislativo

Pubblicato l'Elenco dei Soggetti Abilitati per l’effettuazione delle Verifiche Periodiche

Pubblicato l'Elenco dei Soggetti Abilitati per l’effettuazione delle Verifiche Periodiche:


 Accordo Stato Regioni sulla Formazione, art. 73, comma 5, Formazione degli Operatori, Soggetti Abilitati per l’effettuazione delle Verifiche PeriodicheCon il Decreto Dirigenziale del 21 Maggio 2012 è stato pubblicato il primo elenco, di cui al punto 3.7 dell’Allegato III del D.M. 11 Aprile 2011, dei Soggetti Abilitati per l’effettuazione delle Verifiche Periodiche degli Apparecchi di Sollevamento di cui all’art.71, comma 11, del Decreto Legislativo n.81/2008 e s.m.i.



Novità sulla Formazione degli Operatori Sancito l'accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome

 Accordo Stato Regioni sulla Formazione, art. 73, comma 5, Formazione degli Operatori, Soggetti Abilitati per l’effettuazione delle Verifiche PeriodicheNella seduta del 22 Febbraio 2012, così come disposto dall' art. 73, comma 5, del D.Lgs. 81/08, sono stati individuati gli apparecchi di sollevamento per i quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonchè le modalità di riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata e il programma dei corsi.

L'accordo dovrà ora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dopo 12 mesi dalla data di pubblicazione.

Sono però previsti ulteriori 24 mesi entro i quali gli operatori delle gru dovranno effettuare i corsi con le nuove modalità.

Per gli operatori che hanno già effettuato una formazione specifica (con durata inferiore a quella prevista del nuovo decreto) dovrà essere effettuato un corso di aggiornamento di 4 ore (1 ora di teoria + 3 ore di pratica).

Saranno previsti dei test di valutazione sia per la parte teorica che per la parte pratica. Alla fine di ciascun modulo teorico ci sarà un test a risposta multipla che risulterà superato con il 70% delle risposte esatte.

Saranno possibili assenze per un massimo del 10% del monte ore previsto per i corsi e l'attestato di abilitazione avrà una validità di 5 anni, dopodichè sarà necessario un aggiornamento di 4 ore.

Accordo Stato Regioni sulla Formazione

Istanze per l’abilitazione alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
Primi chiarimenti dalla Circolare 21 dell’8 agosto 2011

 Accordo Stato Regioni sulla Formazione, art. 73, comma 5, Formazione degli Operatori, Soggetti Abilitati per l’effettuazione delle Verifiche PeriodicheIn seguito ai numerosi quesiti concernenti l’applicazione del D.M. 11.04.2011, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la Circolare n. 21 dell’8 agosto 2011 che fornisce i primi chiarimenti sul contenuto delle istanze relative alla richiesta di iscrizione nell’elenco dei soggetti abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche sulle attrezzature di lavoro, di cui al punto 1.1. dell’Allegato III al Decreto Ministeriale dell’11 aprile 2011.

Pubblicato il Decreto sulle verifiche degli Apparecchi di Sollevamento e sulla abilitazione dei verificatori

E' stato modificato il regime delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, in particolare degli apparecchi di sollevamento di cui all'Allegato VII del D.Lgs. 81/08.

E' stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 98 del 29 Aprile 2011 il Decreto Interministeriale dell' 11/4/2011 contenente le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro elencate in Allegato VII, nonché i criteri per l'abilitazione dei soggetti autorizzati ad effettuare le verifiche di cui all'articolo 71 comma 13 del medesimo Decreto.

Il decreto abilita i soggetti privati, quali organismi o enti ispettivi di tipo "A" ai sensi della norma UNI 17020 ad effettuare le verifiche periodiche delle attrezzature da lavoro contenute nell'Allegato VII del D.Lgs 81/08, aprendo di fatto la possibilità di intervenire direttamente quando gli enti pubblici non vi riescano nei tempi previsti.

Il provvedimento entra in vigore dal 28/07/2011 (90 giorni dopo la pubblicazione in G.U.), ad eccezione dell’Allegato III, concernente le modalità per l’abilitazione, il controllo ed il monitoraggio dei soggetti pubblici e privati incaricati delle verifiche, entrato invece in vigore il 30/04/2011.
Si rammenta che l’art. 71, commi 11, 12 e 13, del D.Lgs. 81/2008, prevede l’obbligo a carico del datore di lavoro di sottoporre le attrezzature di lavoro riportate nell’Allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo Allegato.

Titolare della prima verifica, da effettuarsi nel termine di 60 giorni dalla richiesta, è l’Inail (in sostituzione dell’Ispesl, citato nel testo del D.Lgs. 81/2008 ma nel frattempo soppresso, e le cui funzioni sono state assorbite dall’Inail), mentre ricade in capo alle ASL la titolarità delle verifiche periodiche successive, da effettuarsi nel termine di 30 giorni dalla richiesta da parte del datore di lavoro.

ASL e Inail possono a loro volta avvalersi del supporto di soggetti pubblici e privati abilitati (ai sensi del nuovo decreto in esame), cui il datore di lavoro può in ogni caso rivolgersi in caso di mancato rispetto da parte degli Enti preposti dei termini per le verifiche.

I soggetti pubblici o privati sono a loro volta comunque tenuti al rispetto dei termini temporali di cui sopra, previsti dal Testo Unico per la Prima Verifica periodica e per quelle successive.
Il decreto individua dunque le modalità per l’abilitazione dei soggetti abilitati, pubblici o privati, di cui i titolari della funzione di verifica si possono avvalere, e che verranno iscritti in un apposito elenco costituito presso l’Inail, le ASL o su base regionale.

Decreto Ministeriale sul nuovo regime di Verifiche Periodiche degli Apparecchi di Sollevamento

L'accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome

L'accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome:
Il Portale Consulenti è lieto di offrire a tutti i suoi iscritti GRATUITAMENTE un Vademecum sull’attività di Formazione degli Operatori all' uso delle attrezzature specifiche ( art. 73 d lgs 81 )

Sancito l'accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome

In linea con la sua filosofia dell’offrire sempre informazioni utili e nuove agli utenti iscritti, il portale ha deciso di realizzare un prodotto multimediale che vi aiuti a capire quali saranno gli obblighi e quali i corsi che entreranno in vigore a partire da Febbraio 2013 .

Uno strumento semplice e snello, come d’abitudine, che potrete visionare con calma e tutte le volte che vorrete effettuandone il download .

- Scarica Gratuitamente

SCARICA DVR Standard Schema e Procedura

SCARICA DVR Standard Schema e Procedura:


D.V.R. Standard
ai sensi dell’ art. 29 del d . lgs.  81 / 2008
DECRETO-LEGGE 12 maggio 2012 , n. 57
La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro istituita presso il Ministero del Lavoro ha approvato le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi nelle aziende che occupano fino a 10 lavoratori e facoltativamente per quelli che occupano sino a 50 dipendenti .

L’autocertificazione sarà ammessa "fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012 ".


SCHEMA DELLA PROCEDURA STANDARDIZZATA

Descrizione generale dell'azienda

Descrizione delle lavorazioni aziendali

lndividuazione dei pericoli presenti in azienda

Identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati


lndividuazione di strumenti informativi di supporto per l'effettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio indici infortunistici, liste di controllo, ecc.).

Effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati

Individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione

Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate


lndividuazione delle misure per garantire il programma di miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza

lndividuazione delle procedure per la attuazione delle misure


Campo di applicazione procedure standardizzate dvr
Procedura Standardizzata per la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 6, comma 8, lettera f) e dell'art. 29, comma 5 del D.Lgs. 81 2008 e s.m. i.

Scopo

Scopo della presente procedura è di indicare il modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

Campo di applicazione

La presente procedura si applica alle imprese che occupano fino a 10 lavoratori (art. 29 comma 5, D.Lgs. 81/08 s.m.i.) ma può essere utilizzata anche dalle imprese fino a 50 lavoratori (art.29 comma 6 del D.Lgs. 81/08 s.m.i., con i limiti di cui al comma 7), come sintetizzato nel seguente schema riepilogativo:

Aziende fino a 10 lavoratori (art. 29 comma 5)

La legislazione a tale riguardo prevede per le aziende fino a 10 lavoratori di assolvere all'obbligo di effettuare la valutazione dei rischio  sulla base delle procedure standardizzate qui descritte.


Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell' art.28:

• aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere:

a) aziende industriali a rischio rilevante di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni;
b) centrali termoelettriche;
c) impianti ed installazioni nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;
d) aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;

Aziende fino a 50 lavoratori (art.29 comma 6)

La legislazione a tale riguardo concede alle aziende fino a 50 lavoratori di effettuare la valutazione dei rischi, sulla base delle procedure standardizzate qui descritte. Tali aziende, in caso di non utilizzo di tale opportunità, devono procedere alla redazione del documento di valutazione dei rischi, ai sensi dell'art.28.

Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell'art.28:
-  aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a, b, c, d) (indicate sopra);
-  aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, connessi alla esposizione all'amianto (art.29 comma 7)

Procedure Standardizzate dvr
ai sensi dell’ art. 29 del d . lgs.  81 / 2008
DECRETO-LEGGE 12 maggio 2012 , n. 57
La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro istituita presso il Ministero del Lavoro ha approvato le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi nelle aziende che occupano fino a 10 lavoratori e facoltativamente per quelli che occupano sino a 50 dipendenti .

L’autocertificazione sarà ammessa "fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012 ".

SCHEMA DELLA PROCEDURA STANDARDIZZATA
  • Descrizione generale dell'azienda
  • Descrizione delle lavorazioni aziendali
  • lndividuazione dei pericoli presenti in azienda
  • Identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati
  • lndividuazione di strumenti informativi di supporto per l'effettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio indici infortunistici, liste di controllo, ecc.).
  • Effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati
  • Individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione
  • Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate
  • lndividuazione delle misure per garantire il programma di miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
  • lndividuazione delle procedure per la attuazione delle misure

Compiti e responsabilità

Effettuare la valutazione sulla base della procedura standardizzata è responsabilità del datore di lavoro che coinvolgerà i soggetti riportati nello schema seguente, in conformità a quanto previsto dal Titolo l, Capo III del D.Lgs. 81/08 s.m.i. e in relazione all'attività e alla struttura dell'azienda.


COMPITI

Valutazione dei rischi

Indicazione delle misure di prevenzione e protezione

Programma d'attuazione

RESPONSABILITA'

Datore di lavoro

SOGGETTI COINVOLTI

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): artt.31, 33 e 34 D.Lgs.81/08 s.m.i.

Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza(RLS)/ Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST): artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Lavoratori: art. 15 comma 1 lett. r) D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Eventuali altre persone esterne all'azienda in possesso di specifiche conoscenze professionali (art. 31 comma 3 D.Lgs. 81/08  s.m.i.

Ove il datore le ritenga pertinenti potrà tener conto delle eventuali segnalazioni provenienti dai dirigenti, preposti e lavoratori


COMPITI

Attuazione e Gestione del programma

RESPONSABILITA'

Datore di lavoro

SOGGETTI COINVOLTI

Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

RLS/RLST: artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Dirigenti: art.18, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Preposti: art.19, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Lavoratori: art.20, D.Lgs. 81/08 s.m.i.


COMPITI

Verifica dell'attuazione del programma


RESPONSABILITA'

Datore di lavoro


SOGGETTI COINVOLTI

Medico competente (ove previsto): artt.25 e 41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

RLS/RLST: artt. 18, 28, 29 e 50, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Dirigenti: art.18, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Preposti: art.19, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Lavoratori: art.20, D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Istruzioni operative DVR standard

II Datore di lavoroin collaborazione con il RSPP(se diverso dal Datore di lavoro) e il Medico competente, ove previsto (art.41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.), effettuerà la valutazione dei rischi aziendali e la compilazione del documento, previa consultazione del RLS/RLST, tenendo conto di tutte le informazioni in suo possesso ed eventualmente di quelle derivanti da segnalazioni dei lavoratori, secondo i passi di seguito riportati:

1) descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni
2) identificazione dei pericoli presenti in azienda
3) valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate
4) definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza

La valutazione dei rischi, essendo un processo dinamico deve essere riesaminata qualora intervengano cambiamenti significativi, ai fini della salute e sicurezza, nel processo produttivo, nell'organizzazione del lavoro, in relazione al grado di evoluzione della tecnica, oppure a seguito di incidenti, infortuni e risultanze della sorveglianza sanitaria.

Si ricorda che i principi generali che devono guidare il Datore di lavoro nella scelta delle misure di riduzione e controllo dei rischi sono contenuti nel D.Lgs. 81/08 s.m.i. all'art. 15 e sono così sintetizzabili:

l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione alla fonte in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza (criterio di completezza della valutazione);

il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature;

la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale

il controllo sanitario dei lavoratori (sorveglianza sanitaria);

l'informazione, la formazione e l'addestramento adeguati per i lavoratori;

la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;

l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza (segnaletica di salute e sicurezza);

la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in confomità alla indicazione dei fabbricanti;

la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute sicurezza.

1° Passo : Descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni

DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIENDA

Inserire nel MODULO 1.1 i seguenti dati identificativi dell'azienda:

Dati aziendali
- Ragione sociale
- Attività economica
- Codice ATECO 2007 (facoltativo)
- Nominativo del Titolare/Legale Rappresentante
- Indirizzo della sede legale
- Indirizzo del sito/i produttivo/i (esclusi i cantieri temporanei e mobili- Titolo IV D.Lgs.81/08 s.m.i.)


Sistema di prevenzione e protezione aziendale
-Nominativo del Datore di lavoro (Indicare se il datore di lavoro  svolge i compiti del SPP)
-Nominativi del  Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi se diverso dal datore di lavoro
-Nominativi ASPP (ove  nominati)
-Nominativi addetti al Servizio di Pronto Soccorso,
-Nominativi addetti al Servizio di Antincendio ed Evacuazione
-Nominativo del  Medico Competente (ove  nominato)
-Nominativo del RLS/RLST

Evidenziare le  figure esterne al  Servizio di  prevenzione e  protezione (dirigenti e/o  preposti ove presenti), ai  sensi   dell'art.2 comma 1  lettere  d)  ed  e) e allegare eventualmente l'organigramma aziendale nel quale sono indicati ruoli e mansioni specifiche.


DESCRIZIONE DELLE LAVORAZIONI AZIENDALI  ED IDENTIFICAZIONE DELLE MANSIONI

Si  potrà  utilizzare il MODULO 1.2 inserendo le seguenti informazioni nei campi e nelle colonne corrispondenti:

•    "Ciclo lavorativo/Attività"
Indicazione di ciascun ciclo lavorativo/attività.
Se in azienda sono presenti  più cicli lavorativi si potrà utilizzare un modulo per ogni ciclo lavorativo

•  colonna 1 - "Fasi"
lndividuazione delle fasi che compongono il ciclo lavorativo

• colonna 2 - "Descrizione Fasi"
Descrizione sintetica di ciascuna fase

• colonna 3 - "Area/Reparto /Luogo di lavoro"
Indicazione dell'ambiente o degli ambienti, sia al chiuso che all'aperto, o del reparto in cui si svolge la fase

• colonna 4 - "Attrezzature di lavoro: macchine, apparecchi, utensili,  ed impianti"
Elencazione  delle eventuali  attrezzature  utilizzate  in ciascuna fase

• colonna  5- "Materie  prime, semilavorati e sostanze impiegati e prodotti. Scarti di lavorazione"
Elencazione di quelle relative a ciascuna fase

•colonna 6 - "Mansioni/postazioni"
Individuazione di quelle coinvolte in ciascuna fase

Ad ogni "Mansione" deve essere possibile associare, anche attraverso documentazione esterna al DVR standardizzato disponibile presso la sede legale {p.es.: uno specifico allegato, Libro Unico del Lavoro, contratto di lavoro o altro},  il nominativo  dei lavoratori operanti in azienda anche al fine di poter ottemperare agli obblighi di legge  relativi  a: Valutazione dei rischi, anche connessi a "stato di gravidanza, differenza di genere, età, provenienza da altri  paesi e specifica tipologia contrattuale" (art. 28, c. l. del D.Lgs. 81 /08);  Informazione, Formazione ed Addestramento (artt. 36 e 37 del D.L.gs 81 /08): Sorveglianza Sanitaria, qualora ne ricorra l'obbligo (art. 41 del D.L.gs 81/08); uso di specifiche attrezzature di lavoro (art. 71 del D.L.gs 81/08); uso dei Dispositivi di Protezione Individuali, eventualmente messi a disposizione dei lavoratori (art. 77 del D.L.gs 81 /08).

L'esame delle fasi che compongono il ciclo/attività deve essere completo, includendo anche quelle di manutenzione, ordinaria e straordinaria, riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc. È importante evidenziare, ove presenti, situazioni lavorative quali ad esempio: lavoro notturno, lavoro in solitario in condizioni critiche (nella colonna Descrizione Fasi); attività effettuate all'interno di aziende in qualità di appaltatore, attività svolte in ambienti confinati, lavori in quota (nella colonna Ambiente/Reparto), ecc.

È utile allegare al Modulo, ove presente, la planimetria degli ambienti di lavoro e dei locali di servizio con la disposizione delle attrezzature (lay-out).

2° Passo: Individuazione dei pericoli presenti in azienda

Dopo aver descritto l'attività  aziendale, si devono individuare i pericoli presenti.

Questi  sono  legati  alle  caratteristiche  degli  ambienti  di  lavoro,  delle  attrezzature di  lavoro,  dei materiali; agli agenti fisici, chimici o biologici presenti; al ciclo lavorativo, a tutte le attività svolte (comprese quelle di manutenzione,  ordinaria  e straordinaria,  riparazione, pulizia, arresto e riattivazione, cambio di lavorazioni, ecc.); a fattori correlati all'organizzazione del lavoro adottata; alla formazione, informazione e addestramento  necessari e, in generale, a qualunque altro fattore potenzialmente dannoso per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Si tenga  presente che il datore di lavoro è tenuto ad effettuare,  ogni qualvolta  sia possibile, le lavorazioni  pericolose  o insalubri in luoghi separati  allo scopo  di non esporvi  senza  necessità  i lavoratori  addetti  ad altre lavorazioni (D.Lgs. 81/08 s.m.i., Allegato IV punto 2.1.4).

Per individuare i pericoli  si utilizzerà il MODULO 2, che dovrà essere barrato nelle caselle delle colonne 3 e 4.

Il modulo contiene:

colonna 1 - "Famiglia di pericoli";
colonna 2 - "Pericoli";
colonne 3 e 4- Devono  essere  contrassegnate  per indicare  la  presenza  o  l'assenza del pericolo in azienda, in coerenza con quanto descritto nel modulo 1.2;
colonna 5 - "Riferimenti legislativi",  con il richiamo  al  D.Lgs.   81108  s.m.i.  e  ad altre principali fonti legislative di riferimento;
colonna 6 - Esempi di incidenti e di criticità" per ogni pericolo elencato.

Ulteriori  pericoli  identificati  dal  datore  di  lavoro,  non  elencati  in colonna  2,  dovranno  essere riportati nella riga "Altro", posta in calce alla tabella.

Al  fine  di  una  più  facile  gestione  del  documento,  qualora  compilato  su  fonnato  elettronico,  SI
consiglia di riportare solo i pericoli presenti.

Potranno essere utilizzati uno o più MODULO 2in relazione al ciclo lavorativo/attività.

In riferimento ai cantieri  temporanei  e mobili si specifica che non si applicano  le disposizioni  del Titolo II ma quelle contenute  nel Titolo IV e relativi allegati del D.Lgs. 81/08 s.m.i.

SCARICA PDF Check List dei pericoli presenti in azienda

3° Passo: Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate

Per ciascun pericolo individuato nel MODULO 2, si deve accertare che i requisiti previsti dalla legislazione  vigente  siano  soddisfatti   (se  del  caso,  anche  avvalendosi   delle  norme  tecniche), verificando  che   siano   attuate   tutte   le   misure   tecniche, organizzative, procedurali, DPI,  di informazione, formazione e addestramento,  di  sorveglianza sanitaria  (ove   prevista) necessarie  a garantire la salute  e sicurezza dei  lavoratori. Nella  valutazione si terrà  conto  delle condizioni  che possono  determinare una  specifica  esposizione  ai  rischi, tra  cui   anche quelli   riguardanti   le lavoratrici   in  stato  di  gravidanza, secondo   quanto   previsto   dal  D.Lgs. 26  marzo 2001, n . 151, nonché  quelli  connessi  alle  differenze di  genere  (considerando le problematiche al  maschile  e al femminile), all'età (considerando non solo i giovani  lavoratori, ma le fasce  di età avanzata, quali gli over 50),  alla provenienza da altri  Paesi e quelli  connessi  alla  specifica  tipologia contrattuale (art. 28, c. I, del D.Lgs. 81/08 s.m.i.).

Qualora  si  verifichi   che   per  alcuni   pericoli   non  siano   state   attuate  le  misure   previste   dalla legislazione  di  cui  sopra,   necessarie  a  garantire  la  salute   e  sicurezza dei  lavoratori,  si  dovrà provvedere con interventi  immediati.

Il MODULO 3consente di documentare sinteticamente la valutazione dei rischi, l'individuazione delle misure  di prevenzione e protezione attuate e il programma di miglioramento.

Si  può  scegliere, secondo la modalità che si  riterrà  più  adatta  alle  caratteristiche dell'azienda, se effettuare la  valutazione del  rischio e la  conseguente compilazione del  MODULO  3 a  partire dall'Area/Reparto /Luogo di lavoro o dalle mansioni/postazioni o dai pericoli  individuati.

Il modulo è suddiviso in due sezioni: "Valutazione dei rischi e misure attuate" e "Programma di miglioramento".

La prima sezione  è composta dalle seguenti colonne:

• colonna 1 - "Area/reparto/luogo di lavoro"
• colonna 2 - "Mansione/Postazione"
• colonna 3 - "Pericoli che determinano risch i per la salute e sicurezza"
• colonna 4 - ''Eventuali strumenti di supporto"
• colonna 5 - "Misure attuate"

La seconda  sezione è composta dalle seguenti  colonne:

• colonna 6 - "Misure di miglioramento da adottare  e tipologie di misure  preventive/protettive"
• colonna 7 - "Incaricati della realizzazione"
• colonna 8 - "Data  di attuazione delle misure  di miglioramento"

Il MODULO 3deve  riportare in  modo  coerente  le aree/reparti/luoghi  di  lavoro  (colonna 1), le corrispondenti mansioni/postazioni (colonna 2) individuati nel MODULO 1.2 ed i pericoli  correlati (colonna 3)  individuati nel  MODULO  2. Per quanto  riguarda  le attrezzature di  lavoro  dovranno essere indicate le   singole tipologie di attrezzature già identificate nel proprio ciclo lavorativo/attività.

Ai fini di una più efficiente gestione delle misure di prevenzione e protezione di ciascun lavoratore, è possibile inserire (in colonna 2) una codifica  specifica per ciascuna mansione  identificata svolta in azienda dai lavoratori. Il codice potrà essere utile per  collegare il nominativo dei lavoratori operanti in azienda alle mansioni  svolte

La valutazione dei rischi sarà effettuata per tutti i pericoli  individuati, utilizzando le metodiche ed i criteri  ritenuti  più  adeguati alle situazioni lavorative aziendali, tenendo  conto dei  principi generali di tutela previsti  dall'art. 15 del D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Laddove la legislazione fornisce  indicazioni specifiche sulle modalità di  valutazione (ad es. rischi fisici,  chimici, biologici, incendio, videoterminali, movimentazione manuale dei  carichi,  stress lavoro-correlato ecc.) si  adotteranno le modalità indicate dalla legislazione stessa,  avvalendosi anche  delle informazioni contenute in banche dati istituzionali nazionali ed internazionali.

In assenza  di indicazioni legislative specifiche sulle  modalità  di valutazione, si utilizzeranno criteri basati   sull'esperienza  e  conoscenza  delle   effettive  condizioni lavorative   dell'azienda  e,  ove disponibili,  su  strumenti di  supporto, su  dati  desumibili da  registro infortuni, profili di rischio, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni  di uso e manutenzione, ecc.

Sulla  base dei risultati della  valutazione dei  rischi,  verranno  definite  per  tipo  ed entità le misure di
prevenzione e protezione adeguate.

Gli strumenti  informativi di supporto in generale, ove utilizzati nel processo  valutativo, verranno indicati nel MODULO 3 (colonna 4).

In  relazione  al  pericolo  specifico  individuato  (colonna 3)  e  ai  relativi  strumenti di  supporto (colonna  4), le misure  di prevenzione e protezione attuate (scelte, tra quelle tecniche, organizzative. procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento, di sorveglianza sanitaria, ove prevista) verranno indicate in colonna 5.

 
4° Passo: Definizione del programma di miglioramento

Le misure ritenute opportune per il miglioramento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori dovranno essere indicate nella colonna 6.

Completano il modulo i dati  relativi  all'incaricato/i della  realizzazione (che  può  essere  lo stesso datore  di  lavoro),  delle  misure  di  miglioramento (colonna 7)  e la  data  di  attuazione delle  stesse (colonna 8).

Per programma di miglioramento si intende il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo  dei livelli  di salute e sicurezza (fra le quali ad  esempio il controllo delle misure di sicurezza attuate  per verificarne lo stato di efficienza e di funzionalità).

Da un punto  di vista  metodologico, ai fini della gestione dei rischi, è utile suddividere le misure di prevenzione e protezione previste  per il  piano  di miglioramento, tra  quelle tecniche, procedurali, organizzative, dispositivi di protezione individuali, formazione, informazione e addestramento, sorveglianza sanitaria.

Qualora  il datore  di  lavoro  lo ritenga opportuno ai fini  di  una migliore descrizione del  processo  di valutazione del  rischio  seguito  e  della  gestione della  attuazione delle  misure di prevenzione e protezione, la  modulistica  indicata  nei  passi precedenti può  essere  ampliata con  informazioni riportate in  colonne aggiuntive.
 
 
infotel d lgs 81 2008

Decreto Attrezzature

Decreto Attrezzature:
art 3 decreto 15 luglio 2003,articolo 45 d lgs 81,primo soccorso,requisiti e formazione degli addetti al pronto soccorsoPubblicato il nuovo Accordo Stato-Regioni, detto "Decreto Attrezzature"

CONTENUTO DELL'ACCORDO REGIONI E PROVINCIE AUTONOME DEL 22 FEBBRAIO 2012

E' stato pubblicato sul Suppl. Ordinario n. 47 alla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2012 il cosiddetto "Decreto Attrezzature". L'Accordo tra Stato, Regioni e Province autonome, stipulato il 22 febbraio 2012, integra i precedenti del 21 dicembre 2011 (sulla formazione generale e specifica di lavoratori, dirigenti e preposti) relativamente all'individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione.

L'accordo specifica anche i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell'articolo 73, comma 5, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e succ. mod. e integr.

ATTREZZATURE CHE RICHIEDONO SPECIFICA ABILITAZIONE

 La formazione prevista dall'accordo del 22 febbraio 2012 non sostituisce ma integra quella obbligatoria sancita dall'articolo 37 del D.Lgs. 81/08 e succ. mod. e integr. e disciplina la formazione specifica per coloro che utilizzino:

    piattaforme di lavoro mobili ed elevabili;
    gru a torre;
    gru mobile;
    gru per autocarro;
    carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (diversi tipi);
    trattori agricoli e forestali;
    macchine movimenti terra (diversi tipi);
    pompa per calcestruzzo.

Per ciascun modulo formativo ed attrezzature sono specificati i contenuti: la formazione è sia teorica sia pratica, con verifica obbligatoria di efficacia, al fine del riconoscimento delle competenze tecnico-professionali richieste.

Il verbale di riconoscimento delle competenze acquisite deve essere inviato alla Regione o Provincia Autonoma competente per territorio, per l'implementazione del registro informatizzato della formazione.

Le Regioni e Provincie Autonome, in attesa di un criterio nazionale di certificazione dei crediti e competenze, si impegnano a riconoscere reciprocamente gli attestati rilasciati.

La formazione e-learning è possibile solo per il modulo di formazione generale.

Il modulo giuridico-normativo viene effettuato una sola volta e riconosciuto per attrezzature similari.

Vi è un obbligo di aggiornamento quinquennale di almeno 4 ore di cui 3 pratiche.

Alla data di entrata in vigore dell'accordo sono riconosciuti i corsi già effettuati che, per ciascuna tipologia di attrezzatura, soddisfino i requisiti previsti dal punto 9 dell'Accordo.

Possono esserci riconoscimenti "totali" nel caso in cui i corsi precedentemente effettuati rispettino in toto i criteri, oppure "in parte", ma in ogni caso si richiede un modulo di aggiornamento e la verifica di efficacia.

E' necessario attestare documentalmente i corsi eventualmente effettuati prima dell'entrata in vigore del decreto, compresi i risultati delle eventuali test teorici e pratici.

I lavoratori che alla data di entrata in vigore dell'accordo sono incaricati dell'uso delle attrezzature previste in questo accordo, devono effettuare i corsi entro 24 mesi dall'entrata in vigore del presente accordo (punto 12).

L'Accordo entra in vigore 12 mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Lavoratori preposti dirigenti

Lavoratori preposti dirigenti:
AGGIORNAMENTO  lavoratori preposti dirigenti


E’ previsto un aggiornamento quinquennale per i lavoratori, con durata minima di 6ore, per tutti e tre i livelli di rischio sopra individuati. Con riferimento ai preposti si prevede un aggiornamento quinquennale, con durata minima di 6 ore. Con riferimento ai dirigenti aggiornamento quinquennale, con durata minima di 6 ore.
Possono essere utilizzate piattaforme e-learning.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

I datori di lavoro sono tenuti ad avviare i dirigenti e i preposti a corsi di formazione di contenuto rispettivamente coerente con le disposizioni di cui al presente accordo in modo che i medesimi corsi vengano conclusi entro e non oltre il termine di 18 mesi dalla pubblicazione del presente accordo (11 luglio 2013).


Il personale di nuova assunzione deve essere avviato ai rispettivi corsi di formazione anteriormente o, se ciò non risulta possibile, contestualmente all’assunzione.


In tale ultima ipotesi, ove non risulti possibile completare il corso di formazione prima della adibizione del dirigente, del preposto o del lavoratore alle proprie attività, il relativo percorso formativo deve essere completato entro e non oltre 60 giorni dalla assunzione.

In fase di prima applicazione, non sono tenuti a frequentare i corsi di formazione di cui al punto 4 i lavoratori ed i preposti per i quali i datori di lavoro possano documentare di aver svolto, entro 12 mesi dalla pubblicazione dell’accordo, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e delle indicazioni previste nei contratti di lavoro sia per quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento.

venerdì 3 agosto 2012

Checklist autovalutazione rischio chimico

Guida rapida per l'autoverifica della corretta gestione del rischio chimico da parte del Datore di Lavoro
La ASL RMF ha organizzato questo studio per divulgare la cultura della prevenzione e per sottolineare l'importanza che attribuisce alle corrette modalità di valutazione del rischio testimoniando l'attenzione alla collaborazione con le aziende in un contesto che, in prima battuta, esula dalle azioni repressive della vigilanza.

La corretta compilazione del questionario di seguito riportato è il presupposto fondamentale per fare un'analisi critica della propria realtà lavorativa, per cui

- rispondi alle domande in modo obiettivo e sincero;
- tieni a portata di mano il tuo Documento di Valutazione del Rischio chimico;
- se la domanda è troppo tecnica o non è ben comprensibile non rispondere a caso ma consulta il tuo consulente, il medico competente, un rappresentate dell'associazione di categoria di cui fai parte per capire se l'argomento ti riguarda realmente e come interpretarlo.

La presenza in ambito lavorativo di sostanze chimiche rappresenta un fattore di rischio sia per la sicurezza che per la salute degli operatori. Le alterazioni dello stato di salute presentano cause precise e possono essere prevenute attraverso l’adozione di misure preventive e protettive adeguate. È ovvio che per poter disporre di dispositivi e di procedure di sicurezza è necessario conoscere il rischio al quale si è esposti.

La normativa considera pericolosi tutti gli agenti chimici che rientrano in classificazioni specifiche oltre a tutte le sostanze che, presenti a qualunque titolo nel luogo di lavoro, rappresentano un rischio per la salute a causa delle loro modalità di impiego o a causa delle loro proprietà chimico-fisiche e tossicologiche.
La definizione comprende anche i rifiuti e le sostanze e i miscugli derivanti da processi siano essi prodotti intenzionalmente o no nell’ambito dell’attività lavorativa (come ad esempio i fumi di saldatura e la lavorazione a caldo di materie plastiche, ecc). In un panorama estremamente variegato di termini e definizioni, è possibile stabilire il reale rischio espositivo per una classe di lavoratori solo a seguito di una chiara ed oggettiva analisi e valutazione del rischio chimico.

Tale valutazione, di cui il datore di lavoro è considerato responsabile, parte dall’identificazione del rischio a cui ciascun lavoratore è soggetto attraverso un’analisi delle mansioni e delle sostanze manipolate, è seguita da una fase di valutazione vera e propria secondo criteri standardizzati e culmina nella stesura di un documento che evidenzia l’entità del rischio in esame.
La tutela della salute dei lavoratori da agenti chimici è un argomento di interesse collettivo, ed esiste una normativa specifica che ne regolamenta l’esposizione: il Titolo IX del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., capo I “Protezione da agenti chimici”.

Anche il Piano regionale della prevenzione per il 2011 ha sottolineato l'importanza della prevenzione dall'esposizione a sostanze pericolose promuovendo, attraverso le ASL di competenza, la divulgazione di corrette procedure di gestione del rischio, anche auspicando la collaborazione delle associazioni di categoria.

DOWNLOAD :
 120731_ASL_RM_checklist_autovalutazione_rischio_chimico.pdf

Scarica QUESITI SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

QUESITI SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO GRUPPO DI LAVORO INFO.SICURI

INDICE

1. Applicazione generale del D.lgs. 81/08 e smi – Titolo I 7
2. Luoghi di lavoro, macchine e DPI – Titolo II e III 18
3. Cantieri – Titolo IV 22
4. Segnaletica di sicurezza, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali – Titoli V, VI, VII 27
5. Agenti fisici, sostanze pericolose, agenti biologici, protezione da atmosfere esplosive – Titoli VIII, IX, X, XI 30

Nel caso di una piccola/media impresa che abbia più unità produttive ubicate nello stesso comune è possibile nominare più medici competenti, di cui uno con funzione di medico competente coordinatore?

In un cantiere edile un’impresa può far lavorare delle persone con contratto di prestazione occasionale per lavori di manovalanza senza attestati di formazione ?

Avrei qualche domanda sulla sicurezza in ambito scolastico: quale deve essere il numero degli addetti antincendio? Nel Decreto del 10 marzo 1998 non ho trovato indicazioni a riguardo. Ne basta uno per plesso?

Nell’organigramma della sicurezza a volte si confonde l’addetto alla gestione emergenze con l’addetto al Servizio di prevenzione e protezione. L’addetto alla gestione emergenze deve seguire un corso specifico ?
La durata e i contenuti della formazione dei lavoratori in base al comma 2 art. 37 del D.lgs. 81/08 sono stati definiti ?

Scarica QUESITI SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

Newsletter sicurezza Lavoro

Incidenti diminuiti del 6,6% e morti sotto i mille per il secondo anno La relazione annuale dell’istituto presentata dal presidente Massimo De Felice

Meno infortuni, piu’ malattie professionali
Business intelligence al lavoro sulla sicurezza
Lavorare in sicurezza
Inail, infortuni sul lavoro in calo nel 2011

Gli incidenti diminuiscono per il miglioramento dei livelli di rischio Denunce di malattie in aumento per informazione e prevenzione

Nel 2011 controllate 21.021 aziende, l’86% ha violato leggi regolarizzati 48.716 lavoratori, di cui 7.509 totalmente in nero

A GENNAIO ASSEGNATI DALL’INAIL 60 MILIONI DI EURO PER CHI INVESTE SULLA SALUTE AL VIA IL SECONDO BANDO

Dalla Conferenza Stato-Regioni le linee interpretative valide per tutto il territorio sull’attività di formazione di datori e personale e prevenzione del rischio da rumore

Scarica newsletter sicurezza Lavoro

Art.198 D.Lgs.81/08 valutazione del rischio di esposizione a rumore

Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell’articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 s.m.i., approvata dalla Commissione consultiva permanente per la sicurezza e la salute sul lavoro nella seduta del 7 marzo 2012

Indice

1. D.Lgs. 81/2008 e settori della musica e dell’intrattenimento
2. Introduzione
3. Chi sono i soggetti a rischio ?
4. Misura e valutazione del rischio di esposizione a rumore
5. Modalità di limitazione dell'esposizione
6. Informazione e formazione
7. Sorveglianza sanitaria
8. Bibliografia
9. Allegati
10. Credits

Allegato 1: Parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, nella seduta del 19.1.2011, riguardante il “Rischio rumore nelle discoteche. Iniziative di prevenzione”.
Allegato 2: Misura dell’esposizione a rumore nel settore della musica.
Allegato 3: Requisiti e standard acustici di alcuni luoghi di lavoro non industriali
Allegato 4: Principali esami specialistici nell’ambito dell’attività di sorveglianza sanitaria

D.LGS. 81/2008 E SETTORI DELLA MUSICA E DELL’INTRATTENIMENTO

Il D.Lgs. 81/2008 si applica a tutti i lavoratori, come definiti nell’art. 2, comma 1, lett. a), compresi i lavoratori nei settori della musica e dell’intrattenimento. Il D.Lgs. 81/2008, oltre che per quanto previsto nel Titolo I, regolamenta l’esposizione agli agenti fisici di rischio nei luoghi di lavoro nel Titolo VIII “Agenti Fisici”, articolato in un capo I riguardante le disposizioni generali e quattro capi riguardanti specifici agenti fisici di rischio. In particolare, il capo II riguarda la protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore .

L’articolo 198 del D.Lgs. 81/2008, che ha recepito l’articolo 14 della Direttiva 2003/10/CE, recita infatti: "Su proposta della Commissione permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro di cui all’articolo 6, sentite le parti sociali, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente capo, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definisce le linee guida per l’applicazione del presente capo nei settori della musica, delle attività ricreative e dei call center durante il lavoro, senza prevedere nessuna esclusione dal campo di applicazione. Per quanto riguarda i lavoratori della musica e delle attività ricreative è comunque prevista un’apposita linea guida per agevolare l’attuazione degli obblighi previsti dal capo II, rappresentata dal presente documento.

Occorre poi rilevare che a volte i lavoratori di questi settori operano come lavoratori autonomi, per i quali valgono le disposizioni dell’art. 21 del D.Lgs. 81/08 e, ove applicabili, le disposizioni dell’art. 26.

Scarica Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative

25 luglio conferenza sulle attivita formative per la salute e sicurezza sul lavoro

IL RUOLO DEGLI ORGANISMI PARITETICI ENTRO FINE ANNO COMPLETATA LA REGOLAMENTAZIONE

Lavorare in sicurezza

Dalla Conferenza Stato-Regioni le linee interpretative valide per tutto il territorio sull’attività di formazione di datori e personale e prevenzione del rischio da rumore.

Via libera della Conferenza Stato-Regioni agli accordi sull’attività di formazione su salute e sicurezza per datori, lavoratori e dirigenti.

Continua così senza soste il processo di completamento del quadro nazionale della salute e sicurezza sul lavoro,innanzitutto attraverso l’adozione dei provvedimenti di attuazione previsti dal d.lgs. n. 81/2008.

Lo scorso 25 luglio, infatti, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato gli indirizzi operativi, condivisi tra le Amministrazioni pubbliche, relative alla corretta realizzazione di attività formative in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il documento, particolarmente atteso e liberamente disponibile alla sezione “sicurezza nel lavoro” del sito www.lavoro.gov.it,identifica linee interpretative uniche sul territorio nazionale tali da vincolare anche gli organi di vigilanza in sede di controllo ispettivo in ordine a diverse questioni controverse relative alla formazione di datori di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori in relazione alla salute e sicurezza sul lavoro, unanimemente considerata una essenziale misura di prevenzione per ogni ambiente di lavoro.

La Conferenza, in particolare, si sofferma su come la formazione regolata dagli accordi attuativi del “testo unico” di salute e sicurezza sul lavoro (articoli 34 e 37) già adottati da Stato e Regioni in data 21 dicembre 2011 si debba porre rispetto ad altri percorsi formativi, su come debba intendersi il ruolo (di supporto e consulenza alle imprese) degli organismi paritetici, sui limiti e le regole della formazione in modalità e-learning, sul riconoscimento della validità della formazione già svolta anteriormente agli accordi di dicembre 2011,sull’aggiornamento della formazione di datori di lavoro,lavoratori, dirigenti, preposti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione.

Nella medesima seduta del 25 luglio la Conferenza ha approvato linee guida, anch’esse previste dal “testo unico” di salute e sicurezza sul lavoro (articolo 198) e anch’esse disponibili alla sezione dedicata alla sicurezza sul lavoro del sito del Ministero, per attività ricreative e musica, dirette alla prevenzione del rischio da rumore, e ha dato parere favorevole rispetto alla adozione di una lista di nuovi valori limite di alcuni agenti chimici, a recepimento di una direttiva comunitaria, permettendo che tale lista venga contenuta in un decreto interministeriale, di imminente pubblicazione.

La continuità nelle attività di regolamentazione attraverso decreti ministeriali e interministeriali, accordi in Conferenza Stato-Regioni, linee guida, buone pratiche etc.“di secondo livello” in materia di salute e sicurezza porta a ritenere che entro l’anno in corso, come pubblicamente dichiarato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel corso della presentazione del Rapporto INAIL 2011, la gran parte della regolamentazione“di dettaglio” della salute e sicurezza in Italia verrà completata fornendo ad imprese,amministrazioni pubbliche,parti sociali e lavoratori un quadro finalmente completo nel quale muoversi in modo corretto ed efficace rispetto alla legge.

Così, sin dal mese di settembre si procederà al perfezionamento di altri provvedimenti previsti dal “testo unico”, quali le semplificazioni degli obblighi di formazione, informazione e sorveglianza sanitaria per i lavoratori stagionali in agricoltura, la identificazione dei “criteri di qualificazione” di chi intenda svolgere attività di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, le procedure per l’apposizione della segnaletica stradale in presenza di traffico veicolare e le procedure standardizzate per la redazione del documento di valutazione del rischio.

Tali documenti unitamente alla possibile definizione da parte della Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro dei criteri e delle regole della qualificazione delle imprese operanti in settori ad alto rischio infortunistico e della c.d. “patente a punti” in edilizia contribuiranno alla diffusione di regole e competenze in materia di salute e sicurezza, sempre finalizzate alla diminuzione degli infortuni e delle malattie professionali.


tratto dalla newsletter ministero luglio 2012