Infotel

mercoledì 31 ottobre 2012

Costi della sicurezza lavoro

d lgs 81
Garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori nei cantieri edili e di ingegneria civile comporta inevitabilmente un costo economico. Si tratta del costo sostenuto per predisporre ed utilizzare misure di prevenzione e protezione adatte ad eliminare/ridurre il pericolo di infortunio e di malattia nel rispetto delle norme in materia.

Il vigente decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, successivamente integrato e modificato dal decreto legislativo n. 106 del 2009, prevede all'allegato XV articolo 4.1, per i cantieri temporanei o mobili relativamente ai contenuti minimi dei piani di sicurezza e di coordinamento, la stima dei costi della sicurezza:

a) degli apprestamenti previsti nel PSC

b) delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti

c) degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi;

d) dei mezzi e servizi di protezione collettiva

e) delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza

f) degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti

g) delle misure di coordinamento relative all'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.

Si precisa, inoltre, che i costi della sicurezza devono essere stimati dal coordinatore per la progettazione al fine di garantire che i lavori siano svolti con il livello di sicurezza richiesto e saranno contrattualmente computati come spese a carico del committente dell'opera ed accreditati alle imprese esecutrici.

Le motivazioni che hanno spinto i legislatori ad evidenziare con una netta separazione i costi di realizzazione dell'opera dai costi per la tutela dei lavoratori si basano sul principio per cui non è assolutamente possibile speculare sulla salute dei lavoratori.

martedì 30 ottobre 2012

Parere favorevole dvr standard

procedure standard
La seduta della Conferenza Stato Regioni del 25 ottobre 2012  ha esaminato e dato parere favorevole e senza cambiamenti rispetto ai documenti arrivati in Conferenza - alla bozza di decreto interministeriale .

lunedì 29 ottobre 2012

ruolo individuato per la formazione

regione enti bilateraliAncora una volta si parla degli Enti bilaterali ed organismi paritetici non rendendosi conto che il ruolo individuato per la formazione con linee guide e’ stato completamente sminuito :

1) Gli organismi paritetici svolgono la propria attività di “supporto” alle aziende operando sia nel territorio che nel settore di attività del datore di lavoro (in questo senso l’articolo 37, comma 12).

2) il Ministero del lavoro e delle politiche sociali non provvede ad alcun accreditamento rispetto agli organismi paritetici né riconosce ai medesimi o alle organizzazioni datoriali o sindacali nel cui contesto i medesimi organismi siano costituiti alcuna capacità di rappresentanza in base a protocolli o “codici” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, i quali, pertanto, non rilevano ai fini della verifica dei requisiti appena richiamati. Allo stesso modo e per le stesse ragioni non può essere attribuita alcuna valenza, ai fini del possesso dei requisiti di rappresentanza di cui alla legge, all’eventuale inoltro al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di documentazione finalizzata al citato “accreditamento”. Inoltre, si ricorda che l’accordo ex articolo 34 precisa che gli organismi paritetici sono soggetti formatori per i datori di lavoro qualora effettuino le “attività formative o di aggiornamento direttamente o avvalendosi di strutture formative di loro diretta emanazione”.

venerdì 26 ottobre 2012

cosa si intende esattamente per attrezzature


attrezzature
In data 12 Marzo 2012 é stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’Accordo del 22 Febbraio 2012 tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano riguardantel’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi e i requisiti minimi di validità della formazione. Il tutto in attuazione dell’art. 73, comma 5, del D. Lgs. 81/2008 Testo Unico sulla sicurezza e successive modifiche ed integrazioni, che parla proprio della formazione degli utilizzatori delle attrezzature.

Per prima cosa è necessario chiarire cosa si intende esattamente per “attrezzature; si riporta un elenco non esaustivo di cui è prevista una futura integrazione:
- piattaforme di lavoro mobili elevabili (allegato III dell’accordo);
- gru per autocarro (allegato IV dell’accordo);
- gru a torre (allegato V dell’accordo);
- carrelli elevatori semoventi (allegato VI dell’accordo);
- gru mobili (allegato VII dell’accordo);
- trattori agricoli o forestali (allegato VIII dell’accordo);
- macchine movimento terra (allegato IX dell’accordo);
- pompe per calcestruzzo (allegato X dell’accordo).
I programmi prevedono che gli allievi frequentino:
• un modulo giuridico (della durata di un’ora con caratteristica di credito formativo permanente)
• un modulo teorico (di durata e contenuti tecnici variabili a seconda dell’attrezzatura)
• un modulo pratico specifico (di durata e contenuto variabile a seconda dell’attrezzatura, a carattere di esercitazione pratica).
L’abilitazione ha validità pari a 5 anni, al termine dei quali i lavoratori devono frequentare corsi di aggiornamento della durata minima di 4 ore, di cui almeno 3 relative alla parte pratica.
Per quanto riguarda l’organizzazione dei corsi, è necessario che:
• venga individuato un responsabile del progetto formativo (che può essere anche il docente);
• venga tenuto un registro di presenza dei partecipanti;
• il numero dei partecipanti non sia superiore a 24 individui;
• per le attività pratiche la proporzione istruttore/allievi non sia superiore a 1/6 (almeno un docente ogni 6 allievi);
• le attività pratiche siano effettuate in area idonea al fine di avere lo spazio sufficiente per la movimentazione e l’utilizzo dell’attrezzatura in questione;
• i partecipanti frequentino almeno il 90% del monte ore complessivo.

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misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durata

misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durataLarticolo 1 reca misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durata. In particolare, la norma prevede che con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza Stato-Regioni, siano adottate misure di semplificazione degli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria, previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) nei casi in cui la prestazione del lavoratore presupponga una permanenza di breve durata nei luoghi di lavoro (fino a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento).

Ciò per evitare la ripetizione, per ragioni solo formali, di adempimenti già posti in essere dallo stesso o da altri datori di lavoro. Si pensi, ad esempio, alla necessità di sottoporre il lavoratore a visita medica di controllo per ogni prestazione lavorativa, anche di poche ore, o a quella di ripetere la medesima attività di formazione riferita ad analoga attività perché il datore di lavoro presso il quale il prestatore svolge la prestazione è mutato rispetto al datore di lavoro precedente, pur nel medesimo settore produttivo. Misure analoghe a quelle in parola sono state previste dall’articolo 3, comma 13, del citato decreto n. 81, seppur in relazione ai soli lavoratori agricoli. Il relativo decreto è in fase di perfezionamento.

DDL semplificazioni

Le semplificazioni
Le semplificazioni relative alla burocrazia del lavoro contenute nel "DDL semplificazioni" riguardano esclusivamente adempimenti formali ed oneri informativi e non toccano aspetti sostanziali della sicurezza. 

Nei propositi del Governo le misure semplificative intendono agevolare le imprese nell'individuazione degli elementi essenziali da indicare nella predisposizione della documentazione, rendendo più facile il corretto adempimento degli obblighi sostanziali (ad es. valutazione del rischio, sorveglianza sanitaria) ed agevolando, nel contempo, il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze.


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piano di sicurezza e coordinamento

psc
Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) e il fascicolo dell’opera

Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) è costituito da una relazione tecnica e da prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari, nonché la stima dei costi della sicurezza, nei cantieri temporanei e mobili in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di due o più imprese. Il piano è corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi, i cui contenuti minimi sono definiti nell’allegato XV del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. 

Viceversa il fascicolo dell’opera è quel documento, adattato alle caratteristiche dell’opera in realizzazione, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori successivamente al termine dei lavori, i cui contenuti sono definiti all’allegato XVI del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i . 

Ebbene è previsto, anche in questo caso, che con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, siano individuati modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza e coordinamento (PSC) e del fascicolo dellì’opera , ccnnotati da praticità e semplificità di elaborazione e lettura. Il decreto, come termine orindamentale, dovrebbe essere adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di semplificazione

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Via libera del Cdm al ddl Semplificazioni
modelli standard e procedure semplificate    
 

 

Il piano operativo di sicurezza - POS

Premesso che sarà esclusa la disciplina di cui al Titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. anche ai piccoli lavori senza costruzione, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi, è prevista la semplificazione, nei cantieri temporanei e mobili, della modalità di redazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS), cioè il documento di valutazione dei rischi che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige in riferimento al singolo cantiere interessato dalle sue lavorazioni. 

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, saranno infatti individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, ccnnotati da praticità e semplicità di elaborazione e lettura. Il decreto, come termine ordinamentale, dovrebbe essere adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di semplificazione. 

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Via libera del Cdm al ddl Semplificazioni
modelli standard e procedure semplificate   

Il documento di valutazione dei rischi - DVR

dvr
Il datore di lavoro effettua la valutazione dei rischi ed elabora il documento di valutazione dei rischi (DVR), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente ove previsto, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, rielaborandolo immediatamente in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. 

Per semplificare e snellire la valutazione e l’elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR), è previsto che, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, siano individuati settori di attività a basso rischio infortunistico, sulla base di criteri e parametri oggettivi. 

Nelle aziende che operano nei siffatti settori di attività a basso rischio infortunistico, i datori di lavoro potranno attestare di avere effettuato la valutazione dei rischi, fermi restando i relativi obblighi, utilizzando il modello allegato al decreto ministeriale. 

Tale decreto dovrebbe essere poi adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di semplifcazione, ma trattandosi di termine ordinatorio le probabilità di una sua emanazione nei tempi previsti rimane difficoltosa. 

La semplificazione introdotta fa comunque salva la possibilità, fino alla pubblicazione del decreto attuativo, per i datori di lavoro che occupino fino a 10 lavoratori, nelle aziende che non rientrino fra quelle particolarmente pericolose, di effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate attualmente in avanzato corso di definizione, nonché la facoltà fino al 31 dicembre 2012 di autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi. Inoltre per i datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori, sempre fino alla pubblicazione del decreto attuativo, è consentito di effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle suddette procedure standardizzate

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Via libera del Cdm al ddl Semplificazioni
modelli standard e procedure semplificate  

misure sulla semplificazione a favore dei cittadini e delle imprese,

Il Consiglio dei Ministri n. 50 del 16 ottobre 2012 ha licenziato il disegno di legge recante le nuove misure sulla semplificazione a favore dei cittadini e delle imprese, che rappresenta il proseguimento dell’opera intrapresa con il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito nella legge 4 aprile 2012, n. 35. In particolare, il provvedimento, al motto di “più sicurezza e meno carte”, mira a semplificare gli adempimenti formali in materia di sicurezza sul lavoro, senza toccare gli aspetti sostanziali della disciplina, in modo da garantire l’effettività delle tutele prevenzionistiche. 

Nelle nuove disposizioni, che saranno ora all’esame di Camera e Senato, vi è la previsione di utilizzo, sull’esempio di simili esperienze internazionali, di modelli e procedure semplificate, i quali consentiranno di incidere anche sui costi per gli oneri amministrativi delle imprese. Inoltre, riducendo gli adempimenti formali e rendendo più facile da parte delle imprese il corretto adempimento degli obblighi sostanziali, viene auspicato che si possano liberare risorse per la tutela effettiva della sicurezza, agevolando nel contempo il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze. 

Obiettivi certamente ambiziosi e di non facile raggiungimento, che si dovranno scontrare in primo luogo con i tempi che si preannunciano non brevi, sia per la traduzione in legge delle nuove disposizioni, sia per l’attuazione con i successivi decreti di completamento, i quali, basta ricordare quelli legati all’attuazione del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i, potrebbero arrivare anche a distanza di anni. 

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Via libera del Cdm al ddl Semplificazioni
modelli standard e procedure semplificate 

Settimana europea sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

inail
Sono oltre duecento gli studenti delle scuole superiori cittadine che sono stati coinvolti nelle visite ai cantieri e alle aziende della provincia di Teramo, nell'ambito della "Settimana europea sulla sicurezza nei luoghi di lavoro", manifestazione organizzata da Confindustria Teramo e Inail Teramo con il patrocinio e la collaborazione di altri enti ed organizzazioni territoriali.

mercoledì 17 ottobre 2012

adozione di modelli e procedure semplificati dvr

decretosemplificazioni bis
Da una parte diventa più facile per le imprese il corretto adempimento degli obblighi sostanziali, dall'altra si agevola il controllo da parte degli organi di vigilanza e la partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze. 

L'adozione di modelli e procedure semplificati consentirà di incidere in modo consistente su costi per i cittadini stimati in 3,7 miliardi i cui risparmi potranno essere quantificati in sede attuativa. 

«Riducendo gli adempimenti formali .Un importante intervento riguarda la tutela del paesaggio e l’edilizia. In particolare sul permesso di costruire "si prevede la certezza dei tempi di conclusione del procedimento". 

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Via libera del Cdm al ddl Semplificazioni
modelli standard e procedure semplificate

domenica 14 ottobre 2012

Invito MADE EXPO 2012


madexpo 2012

Ad MADE EXPO, l'evento più atteso tra le manifestazioni che si occupano di edilizia , non poteva mancare il contributo di qualità del Portale dei Consulenti .

17 - 20 Ottobre 2012 Fiera Milano-RHO

accordo stato regioni formazionePadiglione: 10 - A35 B36


Richiedi Invito

MADE EXPO INVITO


madexpo 2012

Ad MADE EXPO, l'evento più atteso tra le manifestazioni che si occupano di edilizia , non poteva mancare il contributo di qualità del Portale dei Consulenti .

17 - 20 Ottobre 2012 Fiera Milano-RHO

accordo stato regioni formazionePadiglione: 10 - A35 B36


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corsi di formazione per i lavoratori addetti al primo soccorso in modalità e-learning

Si possono effettuare corsi di formazione per i lavoratori addetti al primo soccorso in modalità e-learning (quindi a distanza) ?

(Quesito del 1 ottobre 2012)

Premesso che la materia della formazione non rientra fra le competenze primarie di questa Direzione Generale per essere più propriamente attinente all’ambito delle competenze delle Regioni e delle Province autonome, si forniscono, in ordine al quesito proposto, le seguenti osservazioni.
Anzitutto, si evidenzia che, in materia di primo soccorso, il comma 2 dell’articolo 45 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., anche noto come Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, prevede che la disciplina relativa ai “requisiti del personale addetto e la sua formazione” sia individuata nelle previsioni del decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388. Tale provvedimento, in particolare, dispone, all’articolo 3, commi 2, 3 e 4, quanto segue:
“2. La formazione dei lavoratori designati e' svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato.
3. Per le aziende o unità produttive di gruppo A i contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 3, che fa parte del presente decreto e devono prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell'attività svolta.
4. Per le aziende o unità' produttive di gruppo B e di gruppo C i contenuti ed i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 4, che fa parte del presente decreto.”

Alla luce delle considerazioni su espresse, pertanto, si ritiene che la formazione degli addetti al primo soccorso possa essere effettuata solo in parte in modalità e-learning atteso che, constando la stessa di una parte pratica, non potrà prescindersi da lezioni in aula effettuate mediante un approccio di carattere operativo con esercitazioni pratiche, al fine di garantire maggior efficacia nell’acquisizione delle nozioni trasmesse e nell’apprendimento di comportamenti volti a realizzare una concreta tutela della salute dei lavoratori.

Lavoratori autonomi, impresa familiare e obblighi di sicurezza

Lavoratori autonomi, impresa familiare e obblighi di sicurezza
(art. 21, D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81)

FAQ Ministero del lavoro

I lavoratori autonomi sono obbligati a redigere il Documento di valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 28 del d.lgs. 9 aprile 2008, n.81?

(Quesito del 14 settembre 2012)

A riscontro di quanto richiesto, si evidenzia che l’articolo 21 del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., anche noto come Testo unico di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (di seguito T.U.), stabilisce che i componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’art. 2222 del codice civile, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti, soggiacciono all’obbligo di utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al Titolo III, munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni del medesimo Titolo III e munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità (ma quest’ultimo obbligo è previsto solo nell’ipotesi in cui effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto).
L’articolo 21, al comma 2, poi, prevede la facoltà degli stessi soggetti, in relazione ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico, di beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni dell’art. 41 del T.U. (fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali) e partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo quanto previsto dall’articolo 37 del T.U. (anche in tal caso fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali).
Alla luce delle considerazioni su esposte ed in risposta al quesito formulato, si evidenzia che i soggetti su menzionati non saranno obbligati a redigere il documento di valutazione dei rischi, atteso che tale obbligo incombe unicamente in capo a chi riveste la qualifica di datore di lavoro.


Nel caso in cui un artigiano o un piccolo commerciante utilizzino occasionalmente personale da retribuire con “buoni lavoro", quali obblighi sono tenuti ad ottemperare ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008, n.81?
(Quesito del 14 settembre 2012)

Anzitutto, si evidenzia che, come già chiarito dallo scrivente Ministero, il lavoro occasionale di tipo accessorio è una particolare modalità di prestazione lavorativa prevista dal D. Lgs. 276/2003 (Legge Biagi). La sua finalità è regolamentare quei rapporti di lavoro che soddisfano esigenze occasionali a carattere saltuario, con l’obiettivo di far emergere attività confinate nel lavoro nero, tutelando in tal modo lavoratori che usualmente operano senza alcuna protezione assicurativa e previdenziale.
Il pagamento della prestazione avviene attraverso i cosiddetti voucher (buoni lavoro), che garantiscono, oltre alla retribuzione, anche la copertura previdenziale presso l'Inps e quella assicurativa presso l'Inail.
Il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni, meglio conosciuto come “testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”, ha inteso ampliare il novero dei destinatari della normativa che tutela la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro estendendola alle nuove ed atipiche figure di lavoratori (come, ad esempio, i lavoratori a progetto e quelli occasionali).
Dispone, infatti, il comma 8 dell’articolo 3 del T.U. che “nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio, ai sensi dell’articolo 70 e seguenti del D.Lgs. 276 del 2003 e s.m.i., il presente decreto legislativo e tutte le altre norme speciali si vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute si applicano con esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati ed ai disabili”.
Si tratta, infatti, di soggetti che, come affermato dall’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul lavoro, sono considerati più vulnerabili rispetto ai lavoratori con contratti a tempo indeterminato e, pertanto, devono poter fare affidamento su un complesso di regole che garantisca loro forme di tutela e di protezione dai continui rischi che possono verificarsi in ambito lavorativo.

Alla luce delle considerazioni su espresse ed in risposta al quesito formulato, si evidenzia che nei confronti dei lavoratori occasionali andranno ottemperati tutti gli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/2008 compresi, quindi, quello di informare e formare il lavoratore, di dotarlo dei dispositivi di protezione individuale (sulla base della valutazione dei rischi), sottoporlo a sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla legislazione vigente, e così via.
(Quesito del 29 novembre 2010)

Quali sono gli obblighi di sicurezza che gravano sull’impresa familiare ai sensi dell’art.21 del D.Lgs. 81/2008?
A riscontro del quesito proposto, va preliminarmente osservato che l’art. 230-bis del codice civile, introdotto dalla riforma del diritto di famiglia (legge n. 151/1975), configura l’impresa familiare come l’attività economica alla quale collaborano, in modo continuativo, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo, qualora non sia configurabile un diverso rapporto.
La configurazione di tale impresa ha, dunque, carattere residuale atteso che sussiste soltanto quando le parti (i familiari) non abbiano inteso dar vita ad un diverso qualificato rapporto (società di fatto, rapporto di lavoro subordinato, ecc.).
All’impresa familiare si applicherà quanto previsto dall’art. 21 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche o integrazioni, anche noto come “Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, mentre laddove i componenti dell’impresa assumano la veste di lavoratori, così come definiti dall’art. 2, comma 1, lett. a) del T.U., con un vero e proprio rapporto di subordinazione, al titolare dell’impresa familiare, nella sua qualità di datore di lavoro e garante rispetto agli altri componenti, faranno capo gli obblighi di adottare tutte le misure di tutela della salute e sicurezza sul lavoro di cui al T.U. fra i quali l’obbligo della valutazione dei rischi, della redazione del documento di valutazione dei rischi o dell’autocertificazione, della nomina del medico competente, della formazione ed informazione dei componenti, della sorveglianza sanitaria, ecc.
In tali ipotesi, non si configura disparità alcuna di trattamento atteso che nel caso di impresa familiare il titolare della stessa non verrà ad assumere la veste di datore di lavoro e, pertanto, non soggiacerà a tutti gli obblighi previsti dal T.U. in materia.

Vedi anche :


dvr standard Aziende senza dipendenti dvr corsi di formazione

stage o tirocini formativi D. Lgs. 9 aprile 2008

Colui che svolge stage o tirocini formativi può essere equiparato a tutti gli effetti al lavoratore ai fini dell’applicazione della normativa prevista dal D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ?

( Quesito del 1 ottobre 2012)

Dalla definizione fornita dall’articolo 2, comma 1, lett. a) del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, si evince che al lavoratore è equiparato, ai fini dell’applicazione della normativa in materia, anche “chi svolge attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere nonché il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”.

Conseguentemente, nella specifica ipotesi in cui presso un’azienda o uno studio professionale siano presenti soggetti che svolgano stage o tirocini formativi, il datore di lavoro sarà tenuto ad osservare tutti gli obblighi previsti dal testo unico al fine di garantire la salute e la sicurezza degli stessi e, quindi, adempiere gli obblighi formativi connessi alla specifica attività svolta.

Safety 81 dvr standard

Puoi scarica la versione beta test di Safety 81 dvr standard .

La demo esegue l' intero lavoro previsto dalla normativa corrente , seguento lo schema delle procedure standardizzate .

dvr standardizzato


dvr standardSCARICA DEMO



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venerdì 5 ottobre 2012

Misure di semplificazione in materia di sorveglianza sanitaria e in relazione ai rapporti tra medico competente e servizio sanitario nazionale

d lgs 81
Misure di semplificazione in materia di sorveglianza sanitaria e in relazione ai rapporti tra medico competente e servizio sanitario nazionale

1. All’articolo 40 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il comma 2-bis è sostituito dal seguente: “2-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, da adottarsi entro il 31 dicembre 2013, sentita la Conferenza per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome, vengono definiti, secondo criteri di semplicità e comprensibilità, i contenuti degli allegati 3A e 3B e le modalità di trasmissione delle informazioni di cui al comma 1, le quali non possono riguardare elementi già in possesso di pubbliche amministrazioni. Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al comma 1 decorrono dalla data dell’entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo.”.


decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il comma 11sostituito

d lgs 81
1. All'articolo 71 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il comma 11 è sostituito dal seguente:

''11. Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche  è  effettuata  dall’INAIL  che  vi  provvede  nel  termine  di  quarantacinque  giorni  dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL o, ove ciò sia previsto  con  legge  regionale,  dell’ARPA,  ovvero  di  soggetti  pubblici  o  privati  abilitati  con  le modalità di cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, che vi provvede nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati, con le modalità di cui al comma 13. L’INAIL, le ASL o l’ARPA hanno l’obbligo di comunicare al datore di lavoro, entro 15 giorni dalla richiesta, l’eventuale impossibilità ad effettuare le verifiche di propria competenza. In tal caso il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati alle verifiche, secondo le modalità di cui al comma 13.”.

Misure di semplificazione in materia di comunicazioni e notifiche

semplificazione1. A decorrere dalla data di entrata in vigore dell’obbligo di cui all’articolo 18, comma 1, lettera r), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, relativo alla comunicazione a fini statistici e informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro per almeno un giorno, escluso quello dell’evento, al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 54 è abrogato;
b) all’articolo 56:

1. il primo comma è sostituito dal seguente: “Le autorità di pubblica sicurezza, le autorità portuali e consolari, le direzioni territoriali del lavoro e i corrispondenti uffici della Regione Sicilia e delle province autonome di Trento e di Bolzano competenti per territorio acquisiscono dall’INAIL, mediante accesso telematico, i dati relativi alle denunce di infortuni sul lavoro mortali e di quelli con prognosi superiore ai trenta giorni.”;
2. al secondo comma, l’alinea è sostituita dalla seguente: “Nel più breve tempo possibile, e in ogni caso entro quattro giorni dalla presa visione, mediante accesso alla banca dati INAIL, dei dati relativi alle denunce di infortuni di cui al primo comma, la direzione territoriale del lavoro – settore ispezione del lavoro procede, su richiesta del lavoratore infortunato, di un superstite o dell’INAIL, ad un’inchiesta al fine di accertare:”;

3. dopo il quarto comma è inserito il seguente: “Agli adempimenti di cui al presente articolo si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.”.

2. L’articolo 67 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è sostituito dal seguente: “Art. 67 (Notifiche  all’organo  di  vigilanza   competente  per  territorio)  - 
1.  In  caso  di  costruzione  e realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti e ristrutturazioni  di  quelli  esistenti,  i  relativi  lavori  devono  essere  eseguiti  nel  rispetto  della normativa di settore e devono essere comunicati all’organo di vigilanza competente per territorio i seguenti elementi informativi:
a) descrizione dell’oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle stesse;
b) descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti.
2. Il datore di lavoro effettua la comunicazione di cui al comma 1 nell’ambito delle istanze, delle segnalazioni o delle attestazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160.
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione,  sentita  la  Conferenza  per  i  Rapporti  tra  lo  Stato,  le  Regioni  e  le  Province autonome, vengono individuate, secondo criteri di semplicità e comprensibilità, le informazioni da trasmettere e definiti i modelli uniformi da utilizzare per i fini di cui al presente articolo.
3. Le Amministrazioni che ricevono le comunicazioni di cui al comma 2 provvedono a trasmettere in via telematica le informazioni loro pervenute con le modalità di cui al comma 2 all’organo di vigilanza competente per territorio.

4. La comunicazione di cui al presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori.

5. Fino alla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 2 trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 1.”
3. All’articolo 225, comma 8, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.”.
4. All’articolo 240, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.”.
5. All’articolo 250, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro”.

6. All’articolo 277, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.”


Semplificazione di adempimenti nei cantieri

pos psc
1. All’articolo 88, comma 2, lettera g-bis), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo le parole: “condizionamento e riscaldamento”, sono aggiunte le seguenti: “e i piccoli lavori senza costruzione, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi”.

2. Dopo l’articolo 104 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 è inserito il seguente: “Art.104- bis. (Misure di semplificazione nei cantieri temporanei e mobili). - Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, sono individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h, del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, e del fascicolo dell’opera di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b)”.

3. All’articolo 131 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: “2-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro delle infrastrutture e trasporti, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, sono individuati modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento di cui al comma 2, lettera b), del presente articolo”.

4. I decreti di cui all’articolo 104-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, introdotto dal comma 2, e di cui all’articolo 131, comma 2-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, introdotto dal comma 3, sono adottati entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge.

Art 29 d lgs 81 modifica semplificazione

modifiche dvrAll’articolo 29, dopo il comma 6-bis, sono inseriti i seguenti: “6-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, sono individuati settori di attività a basso rischio infortunistico. Nelle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico i datori di lavoro possono attestare di avere effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17, 28 e 29 utilizzando il modello allegato al decreto di cui al precedente periodo.
6-quater.  Fino  alla  pubblicazione  del  decreto  di  cui  al  comma  6-ter trovano  applicazione  le disposizioni di cui ai commi 5, 6 e 6-bis.”.

2.  La  prima  delle  relazioni  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),  relativa  al  periodo  2007-2012,  è predisposta entro il 30 giugno 2013.

3. Il decreto di cui all’articolo 29, comma 6-ter, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, introdotto dal comma 1, lettera b) è adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge.

SEMPLIFICAZIONE DI ADEMPIMENTI FORMALI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO

SICUREZZA SUL LAVORO semplificazioni
decreto sicurezza lavoro
SEMPLIFICAZIONE DI ADEMPIMENTI FORMALI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO

Art. 1
(Misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durata)

1. All’articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente comma: “13-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato di concerto con il Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza Stato-Regioni, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa di salute e sicurezza sul lavoro, sono definite misure di semplificazione degli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto applicabili alle prestazioni che implichino una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento.”.

sicurezza lavoro