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giovedì 18 dicembre 2014

D lgs 81

d lgs 81Disponibile on line il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive.

Novità in questa versione:

Modificati gli artt. 28 comma 3-bis e 29 comma 3 come previsto dall’art. 13 della Legge 30/10/2014, n. 161, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea - Legge europea 2013-bis”, pubblicata sulla GU n. 261 del 10/11/2014, entrata in vigore il 25/11/2014;
  • Sostituito il decreto dirigenziale del 22 gennaio 2014 con il decreto dirigenziale del 29 settembre 2014 riguardante il nono elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11. (avviso pubblicato nella G.U. n.230 del 3 ottobre 2014);
  • Inserito il Decreto interministeriale 9 settembre 2014 riguardante i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell'opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo. (avviso pubblicato nella G.U. n. 212 del 12 settembre 2014).
  • Inserito il decreto interministeriale 22 luglio 2014 “Disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività”;
  • Sostituito il decreto dirigenziale del 31 marzo 2014 con il decreto dirigenziale del 21 luglio 2014 riguardante il quarto elenco dei soggetti abilitati ad effettuare i lavori sotto tensione in sistemi di II e III categoria;
  • Inseriti gli interpelli dal n. 10 al n. 15 del 11/07/2014, dal n. 16 al n. 23 del 06/10/2014 e dal n. 24 al n. 25 del 04/11/2014;
     

mercoledì 17 dicembre 2014

ISO 9001, ISO 14001 e BS OHSAS 18001

Compilatore Rapido Manuali : ISO 9001, ISO 14001 e BS OHSAS 18001 
Le principali caratteristiche comuni ai tre moduli sono:
  1. Gestione dei requisiti normativi e requisiti del sistema;
  2. Gestione politica: Obiettivi, Risorse (finanziarie , umane e strumenti), Data prevista, Modalità di verifica, Periodicità di verifica, Indicatori);
  3. Archiviazione Procedure gestionali con: tipo, sigla, descrizione, edizione, revisione, data, figure aziendali;
  4. Archiviazione Modelli gestionali con: tipo, sigla, descrizione, edizione, revisione, data, figure aziendali;
  5. Procedure già compilate ed inserite nella varie sezioni del modulo;
  6. Le procedure e i modelli sono in formato rtf, per cui ulteriormente personalizzabili e modificabili ;
  7. Stampa Manuale da template standardizzato, in formato rtf per ulteriori modifiche :
    - Stampa Manuale OHSAS 18001
    - Stampa manuale ISO 9001
    - Stampa manuale ISO 14001

* Il software può essere attivato nella versione full comprensiva dei tre moduli oppure si possono acquistare e attivare i singoli moduli.

mercoledì 26 novembre 2014

Software gratuito per la diagnosi energetica degli edifici


software gratuito per la diagnosi energetica degli edificiSEAS è il primo software nazionale, con interfaccia grafica, per le diagnosi energetiche degli edifici nato dalla collaborazione tra ENEA e Dipartimento DESTEC dell’Università di Pisa nell’ambito delle attività dell’Accordo di Programma tra Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ed ENEA per la Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale.

Le caratteristiche di SEAS lo rendono uno strumento idoneo a rispondere alle richieste provenienti dalle Direttive UE e ad una domanda di mercato per l’efficienza energetica in continua crescita, in modo particolare per il segmento dell’efficienza energetica nella PA.

Il software sarà reso disponibile gratuitamente a tutti gli operatori, pubblici e privati, che operano nel settore.

SEAS è un software con interfaccia grafica flessibile e user-friendly, per eseguire audit energetici degli edifici. Sarà destinato all'analisi di edilizia residenziale, uffici, scuole e degenze ospedaliere, svolgendo il calcolo dei fabbisogni dei vettori energetici per i servizi di riscaldamento (esclusi gli impianti a tutt'aria), la produzione di acqua calda sanitaria, l'illuminazione e così via. I sistemi che utilizzano fonti rinnovabili implementati sono gli impianti solari termici, gli impianti fotovoltaici, le pompe di calore, i generatori a biomassa. Un'ulteriore routine permette di svolgere l'analisi costi-benefici dei possibili interventi di retrofit energetico proposti dall'auditor.

La procedura di calcolo per la diagnosi energetica degli edifici eseguita da SEAS è aggiornata alle più recenti normative tecniche del settore, con integrazioni e correzioni necessarie per adattare nel migliore dei modi i risultati alla reale gestione dei locali effettuata dall'utenza.

L'interfaccia grafica consente un'intuitiva conduzione della simulazione da parte dell'auditor. La flessibilità nelle possibilità di inserimento dei dati e soprattutto la disponibilità dell'opzione di suddivisione dell'edificio in zone funzionali, ciascuna con le sue caratteristiche tecniche e di utilizzo, permette di simulare praticamente qualsiasi configurazione di sistema edificio-impianto.


Fonte : http://www.unipi.it/index.php/tutte-le-news/item/5133-in-arrivo-seas-il-software-gratuito-per-la-diagnosi-energetica-degli-edifici

Scarica documento di progettazione ( settembre 2013 )

software gratuito per la diagnosi energetica degli edifici

domenica 14 settembre 2014

modelli semplificati psc e pos

modelli semplificati psc e pos
Con decreto interministeriale, ex articolo 104-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ed ex articolo 131, comma 2-bis del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono stati individuati i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell'opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo.

DECRETA

Articolo 1
1. Ferma restando l'integrale applicazione delle previsioni di cui al Titolo IV del dlgs. n. 81 del 2008, i datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici possono predisporre il POS utilizzando il modello semplificato di cui all'allegato I al presente decreto.

Articolo 2
1. Ferma restando l'integrale applicazione delle previsioni di cui al Titolo IV del d.lgs. n. 81 del 2008, i coordinatori possono predisporre il PSC utilizzando il modello semplificato di cui all'allegato II al presente decreto.

Articolo 3
1. Ferma restando l'integrale applicazione delle previsioni di cui al dlgs. n. 163 del 2006, l'appaltatore o il concessionario possono predisporre il PSS utilizzando il modello semplificato di cui all'allegato III al presente decreto.

Articolo 4
1. Ferma restando l'integrale applicazione delle previsioni di cui al Titolo IV del dlgs. n. 81 del 2008, i coordinatori possono predisporre il fascicolo dell'opera utilizzando il modello semplificato di cui all'allegato IV al presente decreto.

Articolo 5
1. Entro 24 mesi dal!' entrata in vigore del presente decreto il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministero della salute, provvede al monitoraggio della applicazione dei modelli di cui al presente decreto rielaborandone eventualmente i contenuti.

2. Della pubblicazione del presente decreto sul sito internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali viene fornita notizia a mezzo avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

modelli semplificati psc e pos

domenica 31 agosto 2014

Supporto didattici

Supporto didattici lotta antincendio e gestione emergenze



Supporto didattici lotta antincendio e gestione emergenze
Corsi di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione emergenze, di cui al D.L.vo 81/2008 ed alla L. 609/96.
Supporti didattici per lo svolgimento dell’attività formativa alle Aziende da parte dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco.

Pubblichiamo le dispense dei VVF 


Il fascicolo è distinto in cinque diverse sezioni
Indice generale, programmi dei corsi e introduzione
da pag. 3 a pag. 9
L’incendio e la prevenzione incendi
da pag. 10 a pag. 47
La protezione antincendio
da pag. 48 a pag. 75
Procedure da adottare in caso di incendio
da pag. 76 a pag. 111
Esercitazioni pratiche
da pag 112 a pag. 124

CONTENUTI MINIMI DEI CORSI DI FORMAZIONE

I contenuti minimi e la durata dei corsi di formazione sono riportati nell¿allegato IX del Decreto del Ministero dell¿Interno 10.03.1998


 Scarica Supporto didattici lotta antincendio e gestione emergenze :

»Corsi di prevenzione incendi, lotta antincendio_4
»Corsi di prevenzione incendi, lotta antincendio_3
»Corsi di prevenzione incendi, lotta antincendio_2
»Corsi di prevenzione incendi, lotta antincendio_1

sabato 30 agosto 2014

OT 24 2015

OT 24 INAIL 2015

OT 24 INAIL 2015
Lo sconto applicato dall'Inail (tecnicamente si chiama "oscillazione per prevenzione") è riservato alle aziende, operative da almeno un biennio, che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche e integrazioni).

Oscillazione del tasso

martedì 26 agosto 2014

Prevenzione incendi Asili, demolizione, aerostazioni, interporti

Ai fini della prevenzione incendi, allo scopo di  raggiungere  i primari obiettivi  di  sicurezza  relativi  alla  salvaguardia  delle persone e alla tutela dei  beni  contro  i  rischi  di  incendio,  le attivita' sono  realizzate  e gestite in modo da:

a) minimizzare le cause di incendio;
b) garantire la stabilita' delle strutture portanti  al  fine  di
assicurare il soccorso agli occupanti;
c) limitare la  produzione  e  la  propagazione  di  un  incendio
all'interno dei locali o edifici;
d) limitare la propagazione di un incendio ad  edifici  o  locali contigui;
e) assicurare la possibilita' che gli occupanti lascino i  locali e gli edifici indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
f) garantire la  possibilita'  per  le  squadre  di  soccorso  di operare in condizioni di sicurezza.


Regola prevenzione incendi Asili nidoDecreto ministeriale 16 luglio 2014


approfondimenti

SCARICA

demolizione di veicoli e simili, con relativi depositi, di superficie superiore a 3.000 mdemolizione di veicoli e simili, con relativi depositi, di superficie superiore a 3.000 m² (D.M. 1/7/2014 )

aerostazioni con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 maerostazioni con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 m² (D.M. 17/7/2014)

interporti, con superficie superiore a 20.000 m² interporti, con superficie superiore a 20.000 m² (D.M. 18/7/2014)

domenica 24 agosto 2014

Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica

DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n. 102
Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. (14G00113) (GU Serie Generale n.165 del 18-7-2014)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/07/2014

Decreto in materia di efficienza energeticaIl presente decreto, in attuazione della direttiva 2012/27/UE  e nel rispetto dei criteri fissati dalla legge 6 agosto  2013,  n.  96, stabilisce un quadro di misure per la promozione e  il  miglioramento dell'efficienza   energetica   che   concorrono   al    conseguimento dell'obiettivo   nazionale   di   risparmio    energetico    indicato all'articolo 3. Il presente decreto, inoltre, detta norme finalizzate a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia  e  a  superare  le carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e  negli usi finali dell'energia.


Nel Titolo II si stabiliscono le misure di Efficienza nell'uso dell'energia (art. 4-9) , al Titolo III le misure di Efficienza nella fornitura dell'energia (artt. 10-11), mentre sono dettate Disposizioni orizzontali (artt 12-16 - Titolo IV) e Finali (Titolo V)
All'ENEA (art. 4) il compito di elaborare una proposta di interventi di medio-lungo termine per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili, da sottoporre al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell'ambiente, sentiti il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con la conferenza unificata.

DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n. 102DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n. 102

mercoledì 20 agosto 2014

Decreto spettacoli cinematografici, teatrali

Decreto palchiNel documento le corrette modalità operative per operare in sicurezza. Il gruppo di lavoro voluto dal ministero ha provveduto, così, a redigere un documento tecnico utile a indicare delle corrette modalità operative per il montaggio e smontaggio dei grandi palchi e i cui contenuti sono adesso confluiti nel dm 22 luglio 2014 di recente pubblicazione.

Il provvedimento – come sancito dal “decreto del fare” – indica le modalità con cui le disposizioni del titolo IV del “Testo Unico” che regolamenta la sicurezza nel cantieri temporanei e mobili si applicano anche agli specifici settori degli spettacoli cinematografici, teatrali e di intrattenimento e alle manifestazioni fieristiche: una scelta, questa del legislatore, che comporta l'assegnazione della responsabilità dell'opera e della sicurezza degli operatori che la devono realizzare in capo alla figura del committente, riconducendo tale comparto a quella struttura gestionale e organizzativa ben definita proprio dal Titolo IV (e dalla normativa comunitaria che questo, a sua volta, recepisce).

Disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività
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Pubblicato il decreto interministeriale 22 luglio 2014

Con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute, sono state individuate, ex articolo 88, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 81/2008, così come modificato dalla Legge n. 98/2013 di conversione del D.L. n. 69/2013, le disposizioni che si applicano "agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività".

Se ne dà avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie Generale, n. 183 dell'8 agosto 2014.


Decreto ministeriale 16 luglio 2014

Ai fini della prevenzione incendi, allo scopo di  raggiungere  i primari obiettivi  di  sicurezza  relativi  alla  salvaguardia  delle persone e alla tutela dei  beni  contro  i  rischi  di  incendio,  le attivita' sono  realizzate  e gestite in modo da:

a) minimizzare le cause di incendio;
b) garantire la stabilita' delle strutture portanti  al  fine  di
assicurare il soccorso agli occupanti;
c) limitare la  produzione  e  la  propagazione  di  un  incendio
all'interno dei locali o edifici;
d) limitare la propagazione di un incendio ad  edifici  o  locali contigui;
e) assicurare la possibilita' che gli occupanti lascino i  locali e gli edifici indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
f) garantire la  possibilita'  per  le  squadre  di  soccorso  di operare in condizioni di sicurezza.


Regola prevenzione incendi Asili nidoDecreto ministeriale 16 luglio 2014

sabato 16 agosto 2014

Valutazione dell'Impatto Ambientale

Nuova direttiva 2014/52/UE sulla Valutazione dell'Impatto Ambientale (Pubblicata nella G.U.U.E. 25 aprile 2014, n. L 124)

Valutazione dell'Impatto AmbientaleISPRA ha elaborato due documenti di analisi:

1) “Analisi della nuova direttiva 2014/52/UE in materia di VIA”, con le modifiche sostanziali apportate e le ragioni che le hanno giustificate;

2) “Tabella comparativa tra direttiva 2011/92/UE e direttiva 2014/52/UE”, con un confronto dei due testi (articoli e allegati) che individua le modifiche apportate dal nuovo dispositivo, inserite nei vigenti indirizzi comunitari UE in materia di VIA.

Gli Stati membri dovranno recepirla entro il 16 maggio 2017.

Con il presente documento si vuole offrire una sintetica analisi del nuovo testo allo scopo di individuare le modifiche sostanziali apportate e le ragioni che le hanno giustificate.

La relazione è costituita da una prima parte di analisi effettuata mediante la verifica puntuale delle risposte fornite dal nuovo provvedimento rispetto alle esigenze, manifestatesi nel corso degli ultimi anni, di aggiornamento e miglioramento della precedente direttiva. Segue un riepilogo dei punti-chiave individuati con i riferimenti agli articoli e/o allegati interessati.

È stata inoltre elaborata una tabella comparativa, riportata in un documento separato cui si rimanda, che non rappresenta un classico “testo coordinato” delle due direttive, ma è piuttosto un confronto parallelo dei due testi, articolo per articolo e allegato per allegato, in modo da poter cogliere con immediatezza le modifiche apportate dalla direttiva 2014/52/UE avendo, nel contempo, una visione completa degli indirizzi comunitari vigenti in materia di valutazione dell’impatto ambientale.

Valutazione dell'Impatto AmbientaleAnalisi nuova direttiva VIA 201452UE
Valutazione dell'Impatto AmbientaleTabella comparativa tra direttiva 201192UE e direttiva 201452 UE

venerdì 15 agosto 2014

La valutazione dei rischi Datore di Lavoro

La valutazione dei rischi da parte del Datore di Lavoro (DL),e la conseguente programmazione degli adempimenti connessi, è uno degli elementi cardine del d.lgs. 81/08 e s.m.i..
sicurezza_lavoroEssa rappresenta, infatti, l’asse portante della filosofia in materia di tutela della salute dei lavoratori che vede nel DL il protagonista attivo della funzione prevenzionistica, rappresentando il perno intorno al quale deve ruotare l’organizzazione aziendale della prevenzione.
Pare opportuno richiamare l’attenzione sulla facoltà concessa dal d.lgs. 81/08 e s.m.i. al DL di avvalersi, nella fase di valutazione del rischio, delle procedure itenute di volta in volta più appropriate ed efficaci, nel rispetto delle indicazioni contenute nello stesso testo di legge, ritenendo che sia sempre da privilegiare il risultato rispetto al processo.

Sulle considerazioni che fondano su tali aspetti si basa, essenzialmente, la presente pubblicazione.

Quando un lavoratore si reca fuori sede, inviato dal proprio DL a svolgere una specifica attività lavorativa, risulta esposto ad una serie di rischi che l’attività comporta (ad es.: infortunio in itinere, elettrocuzione, caduta dall’alto, esplosione, ecc.).

La situazione è resa più delicata dal fatto che il soggetto terzo è sempre diverso e spesso non conosciuto, quindi, il DL mandante non è mai certo dell’avvenuta applicazione delle norme di sicurezza nel sito ospitante (ad es.: inerenti la gestione dei rischi da interferenza dovuti alla presenza di altre attività nei siti dove i propri lavoratori andranno ad operare).

In ogni caso, la preventiva valutazione dei rischi resta di competenza del DL mandante che rimane sempre responsabile nei confronti del lavoratore inviato presso terzi.
La necessaria azione di preventivo coordinamento con il DL ospitante costituisce pertanto obbligo primario del DL mandante, nei riguardi della tutela della salute e della sicurezza dei propri lavoratori.
Le attività tipiche

Rappresentano attività tipiche svolte fuori sede, e quindi presso siti di altri DL ospitanti:
  • le manutenzioni (extra DUVRI)
  • le installazioni e i montaggi
  • il post vendita
  • le verifiche e le ispezioni di tecnici di Enti Pubblici
  • le attività di ricerca nell’ambito scientifico
  • le certificazioni (witness).
In linea generale, per le attività fuori sede, svolte presso ambienti di lavoro esterni a quelli propri del lavoratore, si fa riferimento, oltre ai principi generali di prevenzione e igiene del lavoro di competenza del DL mandante, oggetto del DVR aziendale, alla valutazione dei rischi ed alle conseguenti misure,mezzi e disposizioni inerenti l’unità produttiva del soggetto terzo, che sono state esaminate nella valutazione dei rischi effettuata dal DL ospitante.
Scarica documento Valutazione dei rischi per attività svolte presso terzi INAIL Settore Ricerca Dipartimento Tecnologie di Sicurezza a cura di Raffaele Sabatino.

giovedì 14 agosto 2014

Sicurezza antincendio e datori di lavoro


»Le attività svolte presso terzi
La valutazione dei rischi da parte del Datore di Lavoro
»Sicurezza antincendio degli impianti fotovoltaici
Scuola Provinciale Antincendi
»Valutazione dell'Impatto Ambientale
Direttiva 2014 52 UE
»Le macchine in edilizia caratteristiche e uso in sicurezza
INAIL Piemonte e il Comitato Paritetico Territoriale per l’edilizia
»Proroga obbligo di installazione di linee vita e dispositivi di ancoraggio
Regione Emilia-Romagna
»Sicurezza antincendio e datori di lavoro
Linee guida per la valutazione dei rischi
»Rapporto MALPROF
Patto per la tutela e la prevenzione nei luoghi di lavoro"
»Asseverazione in edilizia
uno strumento per la sicurezza

mercoledì 13 agosto 2014

Pubblicazioni nuove e rielaborate di SuvaPro

suva pubblicazioniPubblicazioni nuove e rielaborate di SuvaPro

21 giugno – 20 luglio 2014
  
Pubblicazioni nuove     

Fai attenzione a non bruciarti quando accendi il grill.
Controllo rapido della postazione di lavoro

Guida: Controllo rapido della postazione di lavoro.

Charta della sicurezza - Industria e artigianato

10 mosse per un tirocinio in sicurezza

Pubblicazioni rielaborate     

Lista di controllo: Pulizia e manutenzione di edifici
 
suva pubblicazioni



lunedì 11 agosto 2014

Cantiere Etico

Cantiere Etico

cantiere sicuroQuesto "Vademecum" è stato ideato per gli operatori del campo della sicurezza nel settore edile: imprenditori, Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione e Rappresentanti dei Lavoratori. In particolare, vuole essere una guida pratica per tutti coloro che sono coinvolti nelle problematiche relative alla sicurezza nei cantieri edili offrendo agli operatori del settore, tra l'altro, uno strumento utile per verificare se gli adempimenti previsti dalla normativa siano stati eseguiti. A tal fine, è stato predisposto un questionario a risposta immediata nel quale sono state individuate le diverse situazioni di lavoro.

L'Edilizia è uno dei settori produttivi a più alto rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Le Costruzioni, infatti, incidono in maniera rilevante nel panorama complessivo delle denunce di infortunio, sia per l'elevata frequenza infortunistica quanto per l'ancor più elevata gravità delle lesioni.
Si pensi che sul totale di circa 656.000 infortuni sul lavoro denunciati all'INAIL nel 2012, 177.652 sono relativi al settore industria e circa un terzo di essi sono da ricondurre al comparto delle Costruzioni. Ancora più preoccupante il dato relativo agli infortuni mortali: su un totale di 824 casi denunciati all'INAIL nel 2012, 327 sono relativi all'industria e ben 137 sono quelli occorsi nel settore Costruzioni.

Di questi ultimi più della metà riguardano imprese artigiane di piccolissime dimensioni, come a dire che non sono solo i grandi cantieri a mietere vittime, ma anche i lavori di manutenzione commissionati dai privati.

Da alcuni anni, in tale ambito, la prevenzione è fortemente sollecitata sia dalle Istituzioni sia dalle parti sociali, perché proprio attraverso una capillare diffusione di una specifica cultura della prevenzione – protesa a divenire patrimonio di valori sociali ed individuali ed attuata a tutti i livelli di interlocuzione – è possibile auspicare la riduzione di un siffatto fenomeno.

domenica 10 agosto 2014

Diritti e doveri per la tua sicurezza

Diritti e doveri per la tua sicurezza

Ogni giorno in Italia 4 lavoratori perdono la vita e 100 rimangono invalidi. Ogni anno altri 26.000 contraggono una malattia professionale.

Passaporto per la SicurezzaMa gli infortuni e le malattie sul lavoro non sono dovuti al caso, per questo si possono e si devono evitare. Come? Con la prevenzione, facendo in modo che questi rischi siano eliminati o comunque ridotti al minimo, per lavorare in condizioni di sicurezza.
Questo è un principio di legge, in base al quale, se esiste la possibilità tecnica di eliminare un rischio, questa deve essere attuata e non ostacolata per nessuna ragione, neanche economica.

Questo passaporto ti servirà per conoscere i tuoi diritti ed anche i tuoi doveri. Ricorda, infatti, che: un lavoratore attento, attivo e partecipe alla sicurezza fa bene a se stesso e agli altri Se sai, puoi prevenire. Informati. Chiedi al tuo datore di lavoro o al tuo diretto responsabile le informazioni necessarie su:

• i rischi concernenti l’attività dell’impresa in generale;
• quelli della tua mansione specifica;
• i pericoli connessi all’uso delle sostanze nocive;
• le misure tecniche e organizzative di prevenzione adottate;
• le procedure di pronto soccorso, di lotta antincendio e di evacuazione.

Chiedi inoltre chi sono:
• il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) dell’azienda: nelle piccole imprese può essere lo stesso datore di lavoro;
• il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
• il Medico competente;
• i lavoratori incaricati della lotta antincendio, primo soccorso e della gestione dell’emergenza.

È obbligo del datore di lavoro fornire informazioni nel momento dell’assunzione e tutte le volte che intervengono modifiche nelle lavorazioni.

sabato 9 agosto 2014

salute e sicurezza sul lavoro

Le riforme che negli anni si sono succedute in materia di salute e sicurezza sul lavoro, a partire dalla prima legge di riforma sanitaria (Legge 833 del 1978), per giungere fino al D.Lgs. 81/2008, hanno costituto un significativo spartiacque con le disposizioni legislative che dal lontano 1883, anno di nascita dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail), hanno caratterizzato l’Istituto per le funzioni eminentemente assicurative e previdenziali, di recente affiancate da funzioni di carattere prevenzionale. La presente monografia ripercorre, dunque, la storia della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali in Italia, dal punto di vista della normativa e della sua applicazione.

sicurezza_lavoro1.pngCome è ben descritto dagli autori nel primo capitolo di questo libro, nel corso dei 130 anni che ci separano da quel primo atto normativo l’Inail - accompagnando i cambiamenti culturali, sociali, economici, lavorativi che l’Italia ha attraversato - ha mutato progressivamente il suo ruolo divenendo, da ente erogatore di prestazioni prevalentemente a carattere economico, un soggetto pubblico attore e garante di un più ampio sistema di tutela globale e integrata.

Ruolo rafforzato dall’incorporazione dell’ISPESL, ente pubblico di ricerca, e dell’IPSEMA avvenuta con la Legge 122/2010 che con la creazione, nell’Istituto, del Polo della salute e della Sicurezza rappresenta oggi un modello unico e originale a livello europeo.

L’attuale scenario colloca quindi l’Inail nel quadro di un sistema partecipato della prevenzione cui concorrono i Ministeri, le Regioni, le Parti Sociali con compiti di informazione, formazione, assistenza, consulenza, promozione della cultura della prevenzione e ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro e dei lavoratori.

Le pagine che seguono, curate dalla Sovrintendenza Sanitaria Centrale cui hanno contribuito le diverse Strutture competenti, intendono offrire una rappresentazione delle principali attività prevenzionali dell’Istituto in coerenza con la missione e gli indirizzi istituzionali, dal punto di osservazione della Sovrintendenza.

venerdì 8 agosto 2014

Articolo 71 comma 8 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

Articolo 71 comma 8 D.Lgs. 81/08 s.m.i.

art 71 d lgs 81Questi documenti si propongono di offrire utili indicazioni a carattere volontario al datore di lavoro per garantire gli interventi di controllo, non straordinari (cfr. art. 71 comma 8 lett. b) punto 2), da condurre, secondo frequenze prestabilite, ad opera di personale formato, competente ed informato, per assicurare la permanenza nel tempo dei requisiti di sicurezza e garantire un uso ininterrotto dell’attrezzatura, ove la documentazione del fabbricante a corredo dell’apparecchio di sollevamento ovvero dell’accessorio di sollevamento utilizzato risulti non disponibile (perché trattasi di macchina immessa sul mercato o messa in servizio prima del 21 settembre 1996, data di entrata in vigore in Italia della direttiva Macchine, o perché il manuale risulta smarrito ed il fabbricante dell’attrezzatura non è in grado di fornirne copia). Laddove, infatti, il manuale del fabbricante risulti disponibile o comunque reperibile, le indicazioni in esso contenute costituiscono il riferimento per il datore di lavoro.

Si precisa che per quanto riguarda gli adempimenti di cui all’art. 71 comma 8 lett. a) per gli apparecchi di sollevamento di tipo fisso questi debbano ritenersi comunque già soddisfatti trattandosi di macchine già in servizio. Il documento riporta anche indicazioni sui controlli da effettuarsi sugli accessori di sollevamento, come di seguito definiti.
Poiché il presente documento riguarda macchine prive di manuale d’uso e manutenzione nelle definizioni di seguito riportate, riprese dalle norme di riferimento, è stato eliminato qualsiasi richiamo al manuale d’uso, perché non disponibile.
Il documento prevede una prima sezione dedicata alla specifica tipologia di attrezzatura, ovvero gli apparecchi di sollevamento di tipo fisso, articolata in due parti: una generale, in cui sono individuati gli elementi delle attrezzature che vanno sottoposti a controlli, con la specifica del personale competente per eseguirli e le finalità degli stessi; una seconda, in cui sono dettagliati in modo più approfondito i controlli da eseguirsi sugli elementi della macchina ritenuti più critici o necessitanti di ispezioni più articolate.
Nella seconda sezione, invece, sono trattati gli accessori di sollevamento non forniti di serie come parte integrante dell’attrezzatura di sollevamento; anche questa sezione è articolata in una parte generale che individua gli elementi oggetto dei controlli, finalizzati ad aspetti strutturali e circuitali, e le figure che dovrebbero condurli, ed una parte di dettaglio su alcuni interventi da eseguirsi.
Nell’appendice A, allo scopo di fornire uno strumento di supporto per le diverse figure coinvolte fattivamente nei controlli, sono state elaborate delle check list che riassumono le ispezioni da condurre in base alla frequenza richiesta.
Nell’appendice B è riportato un fac simile di registro utile strumento per annotare i controlli condotti sull’attrezzatura di lavoro, al fine anche di ottemperare a quanto previsto dall’art. 71 comma 9 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i..


LA TUTELA DEI LAVORATORI

LA TUTELA DEI LAVORATORI NEGLI ACCORDI E CONVENZIONI INTERNAZIONALI DI SICUREZZA SOCIALE CON PAESI EXTRACOMUNITARI

INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALILe Convenzioni Internazionali in materia di sicurezza sociale vengono stipulate per assicurare alle persone che si recano per svolgere un'attività lavorativa in uno Stato non appartenente all’Unione Europea gl i stessi
benefici previsti dalla legislazione del Stato estero nei confronti dei propri cittadini.

Sono atti giuridici di diritto internazionale in forza dei quali gli Stati firmatari si impegnano ad applicare, nei rispettivi territori, un regime di sicurezza sociale, e quindi anche una tutela in materia di infortuni sul lavoro
e malattie professionali, nei confronti dei cittadini migranti dell'altro Stato al fine di garantire la libera circolazione di manodopera.

Le Convenzioni bilaterali, a differenza dei Regolamenti Comunitari, per essere operanti nell'ordinamento interno dello Stato necessitano di apposito atto legislativo (cosiddetta legge di ratifica) per introdurre nel proprio ordinamento interno quanto convenuto con l'altro Stato. Hanno validità sol o per gli Stati firmatari ed operano in modo autonomo rispetto ad altre convenzioni.
In linea di principio le Convenzioni non incidono sulle singole normative nazionali modificandole - e quindi sui livelli di tutela garantiti dagli Stati contraenti - bensì sono finalizzate a migliorare gli effetti derivanti dall’applicazione delle normative nazionali garantendo:

PARITA’ DI TRATTAMENTO
Principio in base al quale ciascuno Stato stipulante riconosce ai lavoratori migranti, operanti sul proprio territorio nazionale, gli stessi diritti riservati ai cittadini residenti.
TERRITORIALITA’ DELLA LEGISLAZIONE APPLICABILE
Al lavoratore migrante si applica la legislazione di sicurezza sociale dell o Stato dove viene effettivamente svolto il lavoro (Per il lavoratore distaccato non vige il principio della territorialità: rimane soggetto alla legislazione dello Stato in cui ha sede l’impresa)
ESPORTABILITA’ DELLE PRESTAZIONI
Mantenimento dei diritti acquisiti- Ad ulteriore garanzia del lavoratore migrante, è previsto che le prestazioni non siano soggette a riduzione, sospensione o soppressione per il fatto che l’avente diritto trasferisca la propria residenza in un altro Stato.

giovedì 7 agosto 2014

parapetti provvisori prefabbricati utilizzati nei cantieri

La pubblicazione riporta i risultati dello studio, svolto dal Dipartimento Tecnologie di Sicurezza (DTS) dell’Inail, che riguarda le misure di prevenzione e protezione impiegate nei cantieri temporanei o mobili; tra tali misure rientrano i parapetti.

Analisi delle caratteristiche funzionali e di resistenza di differenti tipi di parapetti provvisori prefabbricati utilizzati nei cantieriNel documento viene effettuata un’analisi delle caratteristiche geometriche, funzionali e di resistenza di alcuni fra i tipi di parapetti provvisori prefabbricati più diffusi sul mercato italiano ed impiegati dai lavoratori autonomi e dalle PMI. Tali parapetti rappresentano uno dei dispositivi di protezione collettiva più efficaci per eliminare o ridurre i rischi derivanti dall’esecuzione dei lavori in quota. Inoltre, vengono anche confrontate le caratteristiche geometriche, funzionali e di resistenza di questi prodotti con alcuni requisiti previsti nella norma UNI EN 13374: 2004.

Il presente studio ha lo scopo di verificare, per alcuni fra i prodotti presenti sul mercato, il soddisfacimento dei requisiti geometrici e di resistenza previsti dalla UNI EN 13374:2004.

Tale norma tecnica si applica ai sistemi di protezione dei bordi e suddivide i parapetti provvisori in tre classi, in base ai requisiti prestazionali che possiedono.
La geometria del parapetto deve essere tale da permettere di sostenere una persona che si appoggia alla protezione o di trattenerla quando cammini o cada nella direzione dello stesso (classe A) o trattenere la caduta di una persona che scivola in basso da una superficie inclinata (classe B), o fortemente inclinata (classe C). La persona cioè non deve attraversare la protezione.
La resistenza del parapetto è fondamentale in quanto esso si deve opporre alle azioni statiche dovute della persona o alla trattenuta della caduta in direzione della protezione (classe A) o alle azioni statiche e dinamiche in caso di urto per scivolamento da una superficie inclinata (classe B) o ancora alle sole azioni dinamiche in caso di urto per scivolamento da una superficie fortemente inclinata (classe C). La persona cioè non deve abbattere la protezione.
Tali elementi, geometria e resistenza, sono essenziali per la valutazione delle caratteristiche che i parapetti provvisori prefabbricati debbono possedere per assolvere alla loro funzione di dispositivo di protezione collettiva.

Nel presente studio si farà riferimento esclusivamente ai requisiti geometrici e di resistenza previsti per le classi A e B.

In particolare si analizzeranno diverse tipologie di montanti prefabbricati, quali supporto principale del parapetto. Partendo da una valutazione geometrica del montante che permette di individuarlo come appartenente alla classe A o B, si procederà alla verifica dei requisiti di resistenza previsti per quella classe attraverso le prove sperimentali indicate dalla UNI EN 13374

Titolo X del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.

La biosicurezza connessa all’utilizzo di vettori lentivirali nella sperimentazione biotecnologica

Titolo X del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.

biosicurezza connessa all’utilizzo di vettori lentivirali nella sperimentazione biotecnologicaI vettori lentivirali sono diventati, negli ultimi anni, di uso comune in numerosi laboratori italiani ed è quindi importante comprendere a fondo l’origine di questi importanti strumenti biologici per la veicolazione di informazioni genetiche e le potenziali implicazioni di biosicurezza secondo quanto disposto dal Titolo X del Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. e dal Decreto Legislativo del 12 aprile 2001, n. 206.

La scelta di un particolare vettore è spesso guidata da considerazioni di tipo funzionale, quali una maggiore efficienza di trasduzione cellulare e di trasferimento genico, risulta tuttavia indispensabile procedere anche ad un’accurata valutazione del rischio per garantire la sicurezza non solo di coloro che ne beneficeranno in terapia, ma anche degli operatori che li manipolano.

Notevoli, infatti, sono stati gli sforzi fatti per arrivare allo sviluppo di vettori sempre più efficienti e, allo stesso tempo, sempre più sicuri.

Nel documento vengono analizzate le diverse tipologie di vettori lentivirali e vengono discussi gli aspetti da considerare nella valutazione dei rischi connessi alle operazioni con tali vettori, al fine di giungere alla corretta definizione delle misure di contenimento del rischio professionale, come richiesto dalle normative vigenti.

Sebbene a tutt’oggi non siano stati riportati incidenti a carico dei lavoratori del settore, tuttavia la messa a punto di metodi per la verifica di un’eventuale contaminazione del lavoratore può rivelarsi utile al fine di confermare l’efficacia delle misure di contenimento adottate ed a dare indicazioni per l’attivazione di piani specifici di sorveglianza sanitaria.