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domenica 16 febbraio 2014

normativa relativa alle terre e rocce da scavo

D.L. 69/2013Ulteriori precisazioni a seguito richieste di chiarimento sull'ambito di applicazione della disciplina semplificata di cui all’art. 41 bis del D.L. 69/2013, introdotto dalla legge di conversione n. 98/2013


Ancora chiarimenti sulla normativa relativa alle terre e rocce da scavo

L’individuazione della disciplina che consente al materiale da scavo di essere qualificato sottoprodotto ha dato adito all’ennesimo dibattito sul web dopo l’entrata in vigore dell’art. 41 bis “ulteriori disposizioni in materia di terre e rocce da scavo” introdotto nel DL 69/2013 dalla legge di conversione.

La lettura applicativa sostenuta da ARPAT , che pare essere stata da taluni fraintesa, è la seguente: ai cantieri di piccoli dimensioni, la cui produzione sia inferiore o uguale a 6000 mc, si applica la disciplina semplificata dettata dall’art. 41 bis, a prescindere dalla circostanza che le opere dalle quali deriva il materiale da scavo siano soggette ad AIA o VIA.

Per i cantieri superiori a 6000 mc occorre invece operare la seguente distinzione: se l’opera dalla quale proviene il materiale da scavo non è soggetta a VIA od AIA si applica la disciplina di cui all’art. 41 bis; se l’opera è invece soggetta a VIA o AIA si applica il D.M. 161/2012.

Tale interpretazione discende, a nostro avviso, dalle disposizioni di cui ai commi 1 e 5 dell’art. 41 bis citato, nonché dalla disposizione di cui al comma 2 bis dell’art. 184 bis del D.Lgs 152/2006, introdotto anch’esso dalla legge di conversione del D.L. 69/2013.

Il comma 2 bis dell’art. 184 bis individua in positivo l’ambito di applicazione del D.M. 161/2012, stabilendo che lo stesso “si applica solo alle terre e rocce da scavo che provengono da attività o opere soggette a valutazione d’impatto ambientale o a ad autorizzazione integrata ambientale”.

Il comma 1 e il comma 5 dell’art. 41 bis individuano l’ambito di applicazione della disciplina semplificata, che deroga alla disciplina dettata dal DM 161/2012.

Dalla lettura integrata delle tre citate disposizioni di legge si ricava in modo esaustivo per tutte e tre le casistiche sopra citate la disciplina che consente di qualificare come sottoprodotto il materiale da scavo.

Dal comma 1 dell’art. 41 bis discende l’applicazione della disciplina semplificata ai cantieri di piccole dimensioni in virtù del richiamo ivi contenuto all’art. 266 comma 7 del D.Lgs. n. 152/2006, che qualifica come cantieri di piccole dimensioni quei cantieri la cui produzione non superi i seimila metri cubi di materiale, a prescindere dalla circostanza che l’opera o l’attività da cui proviene il materiale sia soggetta o meno a VIA od AIA.

L’abrogazione del comma 2 dell’art. 8 bis del D.L. 43/2013, che per poco meno di due mesi ha indicato la disciplina per tutti i piccoli cantieri, proprio ad opera dell’art. 41 bis comma 6 chiarisce ulteriormente che, ad oggi, tale disciplina è contenuta nell’art. 41 bis, comma 1.

La circostanza che la disciplina semplificata di cui all’art. 41 bis sia stata introdotta con legge anziché con D.M., non pone alcun problema; anzi la fonte di rango superiore si è resa necessaria, in quanto l’art. 41 bis, nel prevedere la disciplina semplificata con riferimento ai materiali da scavo di cui all’art. 1 comma 1 lett b del D.M. 161/2012, ha travalicato il disposto dell’art. 266 comma 7, che si riferiva alle terre rocce (definizione che ha un contenuto meno ampio della definizione di materiale da scavo introdotta dal DM 161/2012)

Il comma 5 dell’art. 41 bis ha introdotto, a parere di questa Agenzia, un ulteriore ambito di applicazione della disciplina semplificata, e quindi una ulteriore deroga all’applicazione del D.M. 161/2012, rispetto a quanto già previsto dal comma 1 per i piccoli cantieri, in quanto il legislatore ha utilizzato l’avverbio “anche”, stabilendo che “le disposizioni di cui ai commi da 1 a 4 si applicano anche ai materiali da scavo derivanti da attività ed opere non rientranti nel campo di applicazione del comma 2 bis dell’art. 184 bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ….”.

Considerato che, come sopra detto, il comma 5 introduce una ipotesi di deroga ulteriore a quella prevista dal comma 1 (piccoli cantieri), ne consegue che il comma 5 si riferisce ai cantieri con quantitativi di materiale da scavo superiore a 6.000 metri cubi non rientranti nel campo di applicazione del comma 2 dell’art. 184 bis, ossia provenienti da opere non soggette a VIA od AIA.

Una volta individuato l’ambito di applicazione delle due deroghe all’applicabilità del D.M. 161/2012 poste dal comma 1 e dal comma 5 dell’art. 41 bis, si ricava di conseguenza anche l’ambito di applicazione del D.M. 161/2012, che rimane limitato alle opere soggette a VIA od AIA dalle quali origina un quantitativo di materiale da scavo superiore a 6000 mc.

Considerata la delicatezza della materia, riteniamo opportuno soffermarsi anche su quelle che secondo ARPAT sono le argomentazioni contrarie ad una diversa interpretazione dell’art. 41 bis, circolata in questi ultimi giorni, che senza fare alcun riferimento al limite quantitativo dei 6000 metri cubi, ritiene che la disciplina semplificata di cui all’art. 41 bis sia applicabile ai materiali da scavo provenienti da attività od opere non soggette a VIA o AIA, mentre la disciplina introdotta dal D.M. 161/2012 sia applicabile nel caso in cui l’attività od opera sia soggetta a VIA od AIA.

Ebbene, se questa fosse l’interpretazione corretta dell’art. 41 bis è nostra opinione che per illustrarla sarebbe stato sufficiente prevedere nell’art 41 bis un unico comma che disponesse l’applicazione della disciplina semplificata, dettata dai commi da 1 a 4 dell’art. 41 bis, in tutti i casi in cui i materiali da scavo derivino da attività od opere non rientranti nel campo di applicazione del comma 2 bis dell’art. 184, ossia derivino da attività od opere non soggette a VIA od AIA.

Inoltre, se si accedesse all’interpretazione che ritiene applicabile la disciplina dettata dal D.M. 161/2012 ai materiali da scavo di quantità inferiore o uguale a seimila metri cubi provenienti da attività soggette a VIA o AIA si perverrebbe al seguente risultato incongruo: in base alla tab 4 del citato regolamento le analisi chimiche dei campioni di materiale da scavo di quantità compresa tra i 6.000 e i 150.000 metri cubi possono anche non essere condotte sulla lista completa delle sostanze di tabella 4.1, mentre le analisi chimiche per quantitativi inferiori ai 6000 metri cubi dovrebbero essere condotte sulla lista completa analogamente ai quantitativi di materiali superiore ai 150.000 metri cubi.

Tale incongruenza, ma anche il costo notevole della procedura delineata dal DM 161/2012, mettono in luce, come da più parti sostenuto, che il DM 161 è stato pensato per le grandi opere. Allo stato attuale, a seguito dell’introduzione della disciplina derogatoria di cui all’art. 41 bis, questa intenzione trova in effetti concreta attuazione. A tal proposito si ricorda anche che il Ministero dell’Ambiente, con nota del 20 novembre del 2012, in risposta a un quesito dell’Ordine dei Geologi della Regione Umbria aveva ritenuto, addirittura prima dell’entrata in vigore di una qualsiasi disciplina semplificata per i piccoli cantieri, che il “DM in oggetto non ha trattato l’argomento” delle piccole quantità.

Preme infine precisare, da un lato che l’ipotesi di piccoli cantieri soggetti a VIA o AIA non è una caso di scuola: possono infatti esservi opere che, pur essendo sottoposte alla VIA, non presentano attività di scavo rilevanti, dall’altro che dal punto di vista della tutela dell’ambiente tali ipotesi non destano preoccupazione in quanto, secondo questa Agenzia le prescrizioni di VIA possono giungere ad essere, se necessario, anche più stringenti di quanto previsto dal DM 161/2012.

le principali novità, la modulistica e le FAQ di ARPATLe principali novità, la modulistica e le FAQ di ARPAT Toscana

Scarica UNI 9994-1:2013

uni 9994
Il 20 Giugno 2013 dopo 10 anni è stata diffusa la nuova norma per gli estintori di incendio nella sua parte 1, la norma UNI 9994-1 edizione Giugno 2013 va a sostituire la norma UNI 9994:2003. Qui sotto riportiamo le parti principali e più importanti della nuova normativa, per il testo integrale e completo si rimanda alla norma UNI 9994-1 edizione 20 giugno 2013 disponibile presso l'ente UNI.
Prima caratteristica importante è che la nuova norma si applica alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli estintori d'incendio portatili e carrellati, inclusi gli estintori d'incendio per fuochi di classe D.


La differenza all'edizione precedente è stato esteso lo scopo e campo di applicazione, sono stati aggiornati i riferimenti normativi e i termini utilizzati, aggiornamento della periodicità di revisione degli estintori a base d'acqua ed è stata abolita l'appendice relativa alle operazioni minime di revisione.


Norma numero : UNI 9994-1:2013
Titolo : Apparecchiature per estinzione incendi - Estintori di incendio - Parte 1: Controllo iniziale e manutenzione

Stato : IN VIGORE
Commissioni Tecniche : [Protezione attiva contro gli incendi]  [Protezione attiva contro gli incendi]  [Terminologia e mezzi manuali di lotta contro l'incendio]

Data entrata in vigore : 20 giugno 2013

La norma prescrive i criteri per effettuare il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la revisione programmata ed il collaudo degli estintori di incendio, ai fini di garantirne l’efficienza.
La norma si applica alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli estintori d'incendio portatili e carrellati, inclusi gli estintori d'incendio per fuochi di classe D.

La norma non si applica alle attività di installazione degli estintori d’incendio

antincendio uniScarica Documento UNI 9994-1:2013

accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011

accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011Recepimento degli accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e del 22 febbraio 2012 in materia di formazione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Revisione e riordino dei provvedimenti regionali in materia di cui alle DDGR n. 49–3373 del 11/07/2006 e n. 50-3374 del 11/07/2006.


Il documento redatto dalla regione piemonte regola le modalità di effettuazione dei corsi di formazione previsti dal DLgs 81/08 e elencati nella seguente tabella. Esso sarà oggetto di continue revisioni e integrazioni, sia relativamente a corsi di formazione per i quali già oggi esistono indicazioni normative (decreti o accordi della Conferenza Stato-Regioni), sia per quanto riguarda corsi di formazione che dovessero essere definiti in futuro .

Sono quindi trattati i seguenti corsi:


FiguraRif. Normativo nazionale
Responsabile e addetto al Servizio di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP)Art. 32, comma 2 del DLgs 81/08 e Accordo Stato- Regioni del 26/01/2006
Datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischiArt. 34, comma 2 del DLgs 81/08, Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 e Accordo Stato-Regioni del 25/07/2012
LavoratoriArt. 37, comma 1 del DLgs 81/08, Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 e Accordo Stato-Regioni del 25/07/2012
Dirigenti e prepostiArt. 37, comma 7 del DLgs 81/08, Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 e Accordo Stato-Regioni del 25/07/2012
Lavoratori e preposti addetti all'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funiArt. 116, comma 2 e allegato XXI del DLgs 81/08
avoratori e preposti addetti al montaggio, trasformazione e smontaggio dei ponteggiArt. 136, comma 6 e allegato XXI del DLgs 81/08

Le indicazioni contenute nel presente documento disciplinano esclusivamente la formazione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che si svolge al di fuori del sistema di formazione professionale della Regione Piemonte.

I corsi di frequenza e profitto sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non devono essere riconosciuti dalle Province in quanto rientrano a tutti gli effetti nell’ambito del presente documento.

Deliberazione della Giunta Regionale 17 giugno 2013, n. 22-5962
Recepimento degli accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e del 22 febbraio 2012 in materia di formazione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Revisione e riordino dei provvedimenti regionali in materia di cui alle DDGR n. 49–3373 del 11/07/2006 e n. 50-3374 del 11/07/2006.

la Giunta regionale, unanime, delibera di recepire gli accordi sottoscritti in sede di conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano in materia di formazione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare:
-  l’accordo del 21 dicembre 2011, rep. 221/csr, relativo alla formazione dei lavoratori, di cui all’art. 37, comma 2 del D.Lgs 81/08;
-  l’accordo del 21 dicembre 2011, rep. 223/csr, relativo alla formazione del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi, ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3 del D.Lgs 81/08;
-  l’accordo del 22 febbraio 2012, rep. 53/csr, relativo alla formazione dei lavoratori addetti all’uso di attrezzature per le quali è richiesta una specifica abilitazione, ai sensi dell’art. 73, comma 5 del D.Lgs 81/08;

di approvare il documento, che si riporta in allegato alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale, elaborato in conformità agli accordi Stato-Regioni sopra elencati e sulla base del testo approvato dal Comitato Regionale di Coordinamento di cui all’art. 7 del D.Lgs 81/08, contenente le indicazioni operative per la formazione di tutte le figure sensibili previste dalla vigente normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, a modifica e in sostituzione delle indicazioni riportate nella D.G.R. n. 49–3373 e nella D.G.R. n. 50-3374, entrambe dell’ 11/07/2006, relative ai corsi di formazione per lavoratori addetti ai lavori in quota e per responsabili e addetti dei servizi di prevenzione e protezione aziendale, e nei conseguenti provvedimenti attuativi;

di dare mandato al Direttore regionale della Sanità, d’intesa con il Direttore regionale all’Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro e con il coinvolgimento del Comitato Regionale di Coordinamento di cui all’art. 7 del D.Lgs 81/08, di provvedere, con propri atti, all’aggiornamento costante del documento di cui sopra, adeguandolo alle novità normative che dovessero intervenire in futuro;

regione piemonteScarica formazione 81 regione piemonte

sabato 15 febbraio 2014

Legge regionale 19 settembre 2013, n. 51

Bollettino Ufficiale n. 45, parte prima, del 25 settembre 2013
Legge regionale 19 settembre 2013, n. 51
Norme per la protezione e bonifica dell'ambiente dai pericoli derivanti dall'amianto e promozione del risparmio energetico, della bioedilizia e delle energie alternative.


Bollettino Ufficiale n. 45, parte prima, del 25 settembre 2013

PREAMBOLO

Il Consiglio regionale

Visto l’Sito esternoarticolo 117, terzo comma, della Costituzione ;

Visto l’articolo 4, comma 1, lettere c) e l), dello Statuto;

Vista la Sito esternolegge 27 marzo 1992, n. 257 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto);

Visto il Sito esternodecreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto);

Vista la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia);

Considerato quanto segue:

1. Il Consiglio regionale, ai sensi dell’Sito esternoarticolo 10 della l. 257/1992 , ha approvato con deliberazione 8 aprile 1997, n. 102 (Piano di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. Sito esternoArt. 10 Legge 27 marzo 1992, n. 257 Sito esternoe DPR 8.8.1994 ), il piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto;

2. Il piano, in considerazione anche del tempo trascorso dalla sua approvazione, ha esaurito i suoi effetti, tuttavia la questione amianto è ancora di stretta attualità e richiede ulteriori interventi volti, da una parte alla salvaguardia della salute umana e, dall’altra, alla tutela dell’ambiente;

3. Si ritiene pertanto di intervenire in via normativa per definire una disciplina organica della materia, che assicuri, fra l’altro, il necessario raccordo tra le varie fonti programmatiche investite dalla problematica dell’amianto, con particolare riferimento alla programmazione in materia socio-sanitaria, ambientale, energetica e urbanistica, favorendo inoltre l’utilizzo di impianti solari in sostituzione delle coperture di edifici contenenti amianto;

4. Sotto il profilo delle priorità, si assumono fra gli obiettivi principali la messa in sicurezza dei manufatti più pericolosi e delle superfici naturali, nonché la pianificazione della bonifica dei siti pubblici, entro l’anno 2016, e la realizzazione di adeguate campagne informative sul problema della rimozione dell’amianto;

5. Ai fini della semplificazione delle diverse procedure inerenti le attività correlate allo smaltimento dell’amianto, si ritiene opportuno che la Regione, le aziende unità sanitarie locali, gli enti dipendenti dalla Regione e gli enti locali, utilizzino la rete telematica regionale;

Approva la presente legge

Sicurweb elearning, formazione lavoro, Le principali modifiche al Decreto 81/08

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gestione formazione
 E’ un applicativo WEB e come tale non ha limiti logistici, di accesso e di utenza.
  • Riepilogo dei rischi, dei DPI, Protocolli Sanitari e formazione per dipendente inserito
  • Formazione interna grazie all’utilizzo di una piattaforma e-learning
  • DVR Online classico e standardizzato - Gestione Formazione Visite - Piano di Miglioramento
  • Manutenzione Macchine
  • CRM
  • Duvri Online
  • Registro Antincendio Online
  • Gestione DPI
SICURWEB 5.9.4.2 Elenco nuove funzionalità

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1.RICERCA ALLEGATI
Inserito modulo di ricerca degli allegati (per società/sede) per:
•    Dipendenti
•    Procedure Ohsas e 231
•    Manutenzione macchine
•    Registro Antincendio
•    Prevenzione incendi: Planimetrie e documenti
•    Valutazioni specifiche
•    DVR Standard

2.FRONT OFFICE CERCA DIPENDENTE
•    Possibilità di filtrare su tutte le società (eliminato blocco su società)

3.ARCHIVI FORMAZIONE
Creati nuovi archivi corsi di formazione e aggiornamenti secondo Accordo Stato-Regioni. Create le sezioni:
•    Attrezzature
•    Lavoratore
•    Datoriale
•    Cantieri
•    Dirigenti
•    RSPP
•    Aggiornamenti
•    Coordinatore sicurezza
Gli archivi sono bloccati (in creazione e modifica) tranne la sezione Generica.

4.SCADENZARIO DIPENDENTE E SCADENZARIO SEDE
•    Eliminato semaforo di blocco sulle pianificate
•    Corretta dicitura: se il corso/visita è scaduta, la dicitura è Scaduto
•    Risolto bug semaforo rosso sulle pianificate ancora in corso

5.DIPENDENTI SEDE
•    Creato tab Allegati
•    Nuovo/modifica dipendente, su SALVA la form si chiude direttamente Formazioni frazionate: possibilità di frazionare gli aggiornamenti con il conteggio delle ore; costi; docente e luogo. Le formazioni frazionate saranno storicizzate quando il monte ore è raggiunto
•    Se si inserisce un corso con aggiornamenti: la prossima scadenza risulta non più con il corso ma con l’aggiornamento
•    Risolto bug su ordinamento colonna scadenza
•    Stampa cartella sanitaria vuota, che riporta l’anagrafica del lavoratore
•    Stampa report finale con tutti i giudizi di idoneità proveniente dalle cartelle sanitarie
•    Bloccato startup da foglio excel se sono già presenti dipendenti; compare Allert: “Attenzione la procedura di startup è stata già effettuata!”

6.MODULO CRM
TAB ANAGRAFICA-ANAGRAFICA AZIENDE
•    Risolto bug: quando si importa un’azienda dal back office non si importa il campo Codice FISCALE
•    Possibilità di inserire note di addebito/accredito con relativa stampa

7.BACK OFFICE ELENCO SEDI
•    Nella form Dettagli, il campo N.ro dipendenti viene calcolato automaticamente in base al n.ro di dipendenti inseriti (tranne i licenziati data fine rapporto lavorativo inserita)

8.SCADENZARIO SEDE
•    Risolto bug sull’ordinamento della colonna Scadenza
9.MODULO FORMAZIONE
•    In Anagrafica Formatore inserito nuovo campo qualifica
•    Nel filtro cerca di elenco aule virtuali aggiunti i seguenti campi: Nome formatore; Cognome formatore
•    Report aule inserito comando Apri che apre direttamente l'aula virtuale selezionata
•    Creato Report protocolli
•    Creato Report aule
AULE VIRTUALI
•    Per i dati superiori, aggiunto comando di apri e chiudi per guadagnare spazio per i tab inferiori
Tab Corsisti
•    Sulla colonna QUOTA l’informazione settata su un corsista è valida anche per tutti gli altri.
Tab lezioni
•    Inserito check seleziona tutti sulla colonna Presente
•    Nel filtro corsisti interni aggiunto filtro mansione e visualizzazione per società e sede

10.FRONT OFFICE
PIANIFICAZIONE
•    L’esportazione in file excel non riporta tutto il testo della colonna azione correttiva

11.CALENDARIO
•    Risolto bug: per le sedi inattive, le scadenze non sono riportate nel calendario
12.MODULO GESTORE DPI
TAB RIEPILOGO DPI
•    aggiunto filtro in uso/dismesso relativo ai DPI
TAB REGISTRO DPI
Stampa verbale consegna DPI:
•    stampa in automatico il nominativo del datore di lavoro
•    stampa la data (della prima pagina) come la data di consegna inserita
•    la dicitura Timbro e Firma diventata Firma Responsabile distribuzione
•    stampa la data (della seconda pagina) come la data di consegna
•    la dicitura Firma diventata Firma Lavoratore
•    Tolta la parte testuale sulla normativa, creato comando di stampa solo della normativa
•    gestita meglio la data di valutazione dei rischi, viene memorizzata per l’intera sessione.
 
13.MODULO DVR STANDARD
•    esportazione dell’intero lavoro come prototipo comprensivo di organigramma figure esterne, valutazione dei rischi e programma di miglioramento

14.MANUTENZIONE MACCHINE
•    elenchi in ordine alfabetico di default
•    Inserito check Dismissione che cancella le scadenze, ma mantiene lo storico
•    Inserita periodicità decennale e ventennale nelle manutenzioni preventive

15.FRONT OFFICE-GESTIONE NON CONFORMITA’
Report segnalazioni
•    Aggiunta colonna Tempi rispettati con il confronto tra data prevista e data di chiusura delle attività. In verde se rientra nei giorni previsti altrimenti in rosso.


Tag : sgsl, sicurezza lavoro, d lgs 81,

martedì 11 febbraio 2014

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