Infotel

giovedì 10 dicembre 2015

ENI Sicurezza Lavoro

Un miliardo e 300 milioni di euro investitori in sicurezza e ambiente nel 2014, un dato infortuni che e' dello 0,25 ogni milione di ore lavorate, 1,125 milioni di ore di formazione del personale sui temi della sicurezza sempre nel 2014. Nel corso di un incontro svoltosi ieri sera a Taranto, nella sede dell'Universita', e promosso da Confindustria Taranto, l'Eni ha presentato il quadro delle proprie attivita' e ha annunciato un rafforzamento dell'impegno sul piano della formazione. L'occasione e' stata la presentazione a Taranto, dove l'Eni ha una propria raffineria, del 'Codice della sicurezza sul lavoro' predisposto da Ernesto Irace della Tonucci & Partners. Giuseppe Ricci, executive vice president Healt, Enviroment & Quality, intervenuto nel dibattito, ha affermato tra l'altrop che 'sul piano impiantistico e strutturale si e' fatto molto in questi anni e l'indice degli infortuni lo testimonia chiaro. Avere 0,25 su ogni milione di ore nei primi nove mesi del 2015, significa un infortunio ogni quattro milioni di ore lavorate. Dati molto avanzati'. 'Oggi, tuttavia, ci attende un altro impegno egualmente importante: spingere al massimo sulla cultura della sicurezza, fare in modo che diventi sempre piu' patrimonio di tutti. Lo diciamo ai nostri dirigenti, ma anche e soprattutto ai nostri lavoratori e contrattisti - ha proseguito Ricci -. Eni ha un appuntamento importante che sono i road show della sicurezza: a cinque di questi ha partecipato il nostro amministratore delegato proprio perche' vogliamo la massima diffusione del messaggio e testimoniare anche l'attenzione del vertice su questi problemi'. 'Aver raccolto ora in un libro tutte le norme in materia di sicurezza sul lavoro, facendone un codice, va ora in questa direzione - ha aggiunto Ricci -. Dare a tutti i nostri operatori un punto di riferimento'. 'Come gruppo Eni - ha dichiarato Domenico Noviello, executive vice president rapporti Organismi associativi di Eni - non ci fermiamo a quello che stabilisce la legge in materia di sicurezza e ambiente, ma ci sforziamo di trovare soluzioni che ne migliorino l'efficacia e l'applicabilita'. D'altra parte, chi opera in un giacimento petrolifero, ha nel suo dna il massimo rispetto della sicurezza proprio perche' opera in condizioni molto particolari'. 'La nostra attenzione alla sicurezza, pero', non deve riguardare solo il gruppo ma coinvolgere anche tutti coloro che con noi lavorano e quindi i terzi - ha affermato Novello - su questa linea lavoriamo e incontri come quello di Taranto, dove Eni e' presente, hanno anche il significato di trasmettere alla platea delle imprese il senso della nostra esperienza'. 'La specificita' di Taranto ha sempre fatto si' che qui l'approccio ai temi della sicurezza e dell'ambiente fosse sempre molto attento - ha affermato Luca Amoruso, direttore della raffineria Eni di Taranto - nel novembre 2013, con alcuni ministri dell'epoca, abbiamo sottoscritto un protocollo in Prefettura che ha richiesto tanto lavoro e i risultati adesso si vedono. La raffineria di Taranto consuntiva 5 anni con zero infortuni, le imprese sono a zero infortuni nell'ultimo anno e mezzo e vogliamo chiudere il 2015 con zero infortuni per tutto il sistema'. .

mercoledì 9 dicembre 2015

sito web di Napo

Il sito web di Napo è stato sottoposto a una completa trasformazione. La nuova versione, più accessibile e facile da utilizzare, si presenta in una veste molto accattivante e ha interessanti funzionalità aggiuntive. Ad esempio, è ora disponibile per tablet e dispositivi mobili e rende così possibile consultare per ogni esigenza i materiali relativi a Napo anche quando si è in movimento.
Guardare i filmati senza parole di Napo sulla salute e sicurezza sul lavoro, conoscere l'iniziativa Napo per gli insegnanti o semplicemente avere informazioni sulla storia di Napo o sul consorzio Napo: sul nuovo sito è possibile trovare in maniera semplice e veloce tutto ciò di cui si ha bisogno. Inoltre, in una nuova sezione dedicata alle domande frequenti si possono ottenere risposte ai quesiti relativi ai diritti e alle autorizzazioni o su come usare Napo nel modo migliore.
Come di consueto, il sito Napo è accessibile all'indirizzo www.napofilm.net .

norma ISO 9001:2015,Organizzazione della Formazione,

Portaleconsulenti Newsletter
 
portaleconsulentiCambiamenti introdotti nella norma ISO 9001:2015
Ispettori e Funzionari Tecnici ACCREDIA sulla norma 9001:2015
portaleconsulentiOrganizzazione della Formazione
Formazione Tradizionale e elearning
portaleconsulentiI CANTIERI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI OSPEDALI
SICUREZZA PER I LAVORATORI E SOSTENIBILITA’ PER L’UTENZA
portaleconsulentiCome l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro valuta la cancerogenicità delle sostanze
Pubblicazione Dors
portaleconsulentiMicrosoft windows 10 nuovo aggiornamento
Microsoft sta distribuendo il primo importante aggiornamento per Windows 10
portaleconsulentiMateriali, rifiuti ed economia circolare
'Elenco nazionale autorizzazioni ordinarie e in procedura semplificata
portaleconsulentiEsempio Manuale Qualità ISO 9001 2015
L’azienda Pippo s.r.l. ha implementato un sistema di gestione per la qualità conforme ai requisiti
portaleconsulentiIl lavoro delle donne e il tumore del seno
INCA Numero 41 2015 il punto sulle conoscenze
portaleconsulentiRevisione del regime delle sanzioni in materia di lavoro
Ministero Lavoro circolare 26/2015 illeciti in materia di lavoro nero, di Libro unico del lavoro

formazione, ISO 9011:2015

Portale Consulenti Newsletter 16 novembre 2015

portaleconsulentiLinee di indirizzo per la progettazione di pacchetti formativi ed individuazione delle modalità per i bandi di erogazione della formazione
INAIL DELIBERA DEL 10 NOVEMBRE 2015 N.17
portaleconsulentiISO 9011:2015 guida UNI- Conforma
Linea Guida Applicativa sulla ISO 9001:2015 realizzata con l'accordo tra UNI e Conforma
portaleconsulentiBando per la creazione ed il sostegno alle nuove imprese
Camera di Commercio di Rimini
portaleconsulentiFormazione professionale ingegneri e autocertificazione CFP
Guida alla compilazione per l'autodichiarazione formazione informale
portaleconsulentiBANDO BENI STRUMENTALI 2015
investimenti innovativi e di ammodernamento delle MPMI delle province di Venezia e Rovigo
portaleconsulentiInterpelli, Prevenzione incendi
Portale Consulenti Newsletter 9 Novembre 2015

domenica 22 novembre 2015

Test in presenza con Piattaforma elearning

Test in presenza con Piattaforma FAD


Test in presenza con Piattaforma FAD

Tale sistema software risulta composto da una serie di moduli integrati e rivolti alle diverse figure partecipanti al processo di gestione
Stato, Risposte Corrette inserite dal Tutor, Generazione Credenziali Accesso, Uso Test, Stato e Report automatico
Il test in presenza ha il fine di verificare l’efficacia didattica globale, anche rispetto al test di ingresso, e si pone come ultimo step prima della Certificazione.
La piattaforma erudio  prevede per tutti i Corsi Formazione generale Lavoratori, Corso Dirigenti, Corso Preposti parte generale dei moduli didattici con dei Test in itinere che devono essere superati per accedere al modulo successivo. Sono previste lezioni con animazioni, glossario, e sono inseriti degli interessanti approfondimenti, con esercitazioni interattive e con un Cruciverba quale “Serious game”. La parte e-learning si completa con un Test finale su tutti gli argomenti trattati. Il test finale che non deve essere confuso con il test in presenza ha il fine di verificare l’efficacia didattica globale, anche rispetto al test di ingresso, e si pone come ultimo step prima della Certificazione della piattaforma. Quest’ultima diventa attiva quando è stato superato il test finale e quando il tempo di fruizione totale del corso online è uguale o superiore al 90% della durata di legge prevista. Perciò, quando un discente ottiene la Certificazione della piattaforma, sicuramente è possibile sostenere, anche senza andare ad esaminare i report di dettaglio (comunque sempre disponibili), che il corso è stato completato, che tutti i test sono stati superati e che la durata della fruizione rispetta il requisito minimo del 90% previsto dagli accordi. Il tutor qualificati (si tratta di RSPP con più di dieci anni di esperienza nella consulenza e formazione in ambito Salute e sicurezza) e l’assistenza tecnica sono sempre a disposizione sia per approfondimenti e chiarimenti sugli argomenti del corso, sia per affrontare i test di verifica lungo il percorso. Il discente può contattare il tutor per telefono o per email

 ELEARNING
 

mercoledì 7 ottobre 2015

Non conformità e azioni correttive

registrazione di non conformità
Non conformità e azioni correttive
Secondo la ISO 9001: 2005, per “non conformità” si intende il mancato conseguimento di un requisito.
Registrazione
Approccio Positivo.
L’identificazione di un problema è un’opportunità per il miglioramento.
Metodi di reporting
Le procedure di reporting variano.
Tipicamente è utilizzato un modulo specifico.
Talvolta solo una registrazione descrittiva all’interno della narrativa del rapporto di audit.
Non Conformità Maggiore
Fallimento nell’applicazione di una clausola dello standard o altro elemento dei criteri di audit che abbia rilevanza sui processi o pordotti all’interno del sistema di gestione.
Fallimento sistematico nel soddisfare un requisito.
Non Conformità Minore
Isolata mancanza, fallimento non sistematico.
Una non conformità minore del sistema può avere un impatto molto pesante sulla qualità del prodotto o sulle performance aziendali.
Esempio registrazione di non conformità
Scenario:
Durante l’audit, l’auditor rileva che più dell’80% dei prodotti sono consegnati in ritardo.
La procedura per l’evasione delle richieste e degli ordini viene seguita fedelmente e tutte le registrazioni sono disponibili.
Nella fase di pianificazione e preparazione dell’audit sarà redatto un documento riportante il Piano delle Verifiche Ispettive, tale piano andrà poi compilato dagli auditors per registrarne l’avvenuta esecuzione (tramite la firma del responsabile del gruppo).
In tale piano sono anche definite le risorse messe a disposizione del gruppo di audit.
All’interno del gruppo di audit devono essere definiti chiaramente i compiti e le responsabilità in modo che sia compreso da ciascun partecipante all’audit stesso il suo ruolo e le sue responsabilità.
Nel pianificare e preparare un audit si tiene conto dei risultati e delle conclusioni degli audit precedenti.
La pianificazione deve coprire un periodo di tempo significativo, in genere corrispondente all’intervallo previsto tra successivi Riesami. L'esistenza del Piano non esclude che in particolari situazioni (ad es. variazioni significative di tipo organizzativo, anomalie gravi o ricorrenti) vengano effettuate verifiche estemporanee. Tali verifiche vanno riportate sul relativo modulo e prendono il nome di verifiche supplementari.
Non è necessario che le date previste nel Piano siano rispettate rigorosamente, ma comunque occorrerà indicare nei rapporti di audit l’eventuale ritardo e le sue motivazioni.
Bisogna essere certi di avere un’evidenza completa e oggettiva a supporto della NCR riscontrata.
In caso di dubbio, sarà necessario investigare ancora.
Correzione e azione correttiva
Azione Correttiva: azione volta a eliminare le cause di una identificata non conformità o di altre situazioni non desiderabili (ISO 9000:2005). La sola correzione non previene la ricorrenza.
In base all'analisi dei rapporti di audit interni, il RSGSL in concomitanza con le altre figure aziendali e insieme ai responsabili di settore individua le cause delle non conformità e adotta le azioni correttive da intraprendere.
Per ogni azione individuata saranno concordate le modalità di attuazione e i relativi tempi.
I dati relativi alle non conformità sono periodicamente analizzati per individuare le non conformità ripetitive, le situazioni negative e le aree di miglioramento.
I risultati dell'analisi delle non conformità sono raccolti in una relazione trimestrale, che viene presentata alla direzione generale nel corso di apposite riunioni periodiche, in cui sono coinvolte tutte le funzioni interessate. Nel caso di situazioni particolarmente gravi il Responsabile SGSL può indire riunioni straordinarie.
Oltre alle azioni da intraprendere vengono nominati i responsabili della loro attuazione e fissati i relativi tempi.
Per ciascuna azione correttiva o preventiva avviata, il  Responsabile compila appositi modelli e li sottopone ai responsabili dell’attuazione delle misure stesse.
Possono essere identificate in generale come Non Conformità:
• le inosservanze rispetto alla Politica ed al Programma di gestione della sicurezza e salute;
• il mancato raggiungimento di altri requisiti inerenti il funzionamento del Sistema di Gestione della sicurezza e salute;
• l'accadimento di un infortunio (che rappresenta l'evento visibile causato da una non conformità);
• istruzioni non sufficientemente dettagliate che portano ad errori ripetuti da parte del personale;
• carenza di addestramento specialistico per il personale;
• aggiornamenti della documentazione non comunicati a tutti gli interessati;
• carenze del piano di audit interno.
Azioni Correttive
Le azioni correttive vengono applicate dopo la verifica e l'analisi delle cause di Non Conformità, dopo l'accertamento delle oggettive responsabilità, e dopo l'avvio di un'apposita indagine interna che consenta di evidenziare le condizioni che hanno determinato un infortunio o un incidente.
Deve essere redatto un documento di registrazione delle cause all’origine delle NC che riporta anche le Azioni Correttive definite e programmate.
Nel documento sono indicati:
• le Azioni Correttive relativamente al campo d'applicazione (area, attività, prodotto, materiale, specifiche di controllo, modalità di controllo, istruzioni,addestramento, ecc.);
• il responsabile dell'attuazione;
• il tempo previsto.
Ovviamente prima di redigere tale documento i responsabili provvedono, attraverso opportuni strumenti di lavoro di gruppo (circoli, riunioni, ecc.) alla decisione sulle azione correttive da intraprendere e designando in maniera opportuna il/i responsabili dell’esecuzione delle attività decise. La decisione deve essere successivamente sottoposta ad approvazione della direzione generale.
Azioni Preventive
Analogamente per la gestione delle azioni preventive, sarà redatto un documento di registrazione riportate l'individuazione delle NCP e le relative AP da avviare indicando il campo di applicazione (attività, prodotto, ecc.), la funzione responsabile dell’attuazione dell'AP, il tempo previsto per l’attuazione.
Le AP sono applicabili a tutte le possibili azioni utili a prevenire rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Verifica ed attuazione delle AC e AP
Il Dirigente o suo delegato verifica l’efficacia dell’Azione Correttiva/preventive valutando i seguenti aspetti:
• se l’AC/AP definita è stata realizzata come previsto;
• se l’AC/AP ha inciso sulla causa individuata;
• se l’AC/AP ha conseguito l’obiettivo pianificato;
• se i risultati conseguiti consentono di evitare il ripetersi delle NC/NCP o anomalie riscontrate.
L’esito delle verifiche viene registrato in un apposito modello.
In caso di esito positivo:
• la soluzione trovata viene standardizzata;
In caso di esito negativo:
• in funzione dell’aspetto risultato carente dalle valutazioni, il Dirigente decide se pianificare una nuova AC/AP o migliorarne l’attuazione o, infine, rinunciare a nuove iniziative.

CAMPI ELETTROMAGNETICI Art. 207

campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili
CAMPI ELETTROMAGNETICI
Art. 207 Definizioni - D. Lgs. 81/08 e s.m.i.

campi elettromagnetici: campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz.
Le sorgenti di campi elettromagnetici nei luoghi di lavoro si possono dividere in due gruppi:
sorgenti ad alta frequenza;
sorgenti a bassa frequenza.
SORGENTI AD ALTA FREQUENZA
le sorgenti intenzionali
le sorgenti non intenzionali.
Le sorgenti intenzionali sono quelle sorgenti in cui l’emissione di campi elettromagnetici avviene in maniera definita e con una chiara finalità come, per esempio, i dispositivi di trasmissione radio per telecomunicazione.
Le sorgenti non intenzionali sono, invece, tutti quei dispositivi in cui l’emissione di campi elettromagnetici non rappresenta la finalità per la quale sono stati costruiti. Ad esempio: i forni a microonde, progettati per emettere campi elettromagnetici al loro interno e non verso l’esterno e gli apparecchi di riscaldamento ad induzione e a radiofrequenza.
Per le sorgenti intenzionali, di solito, si dispone di tutte le informazioni necessarie a caratterizzarne l’emissione quali la potenza, la polarizzazione, la stabilità in frequenza e il contenuto in armoniche dei segnali emessi.
Una volta note tali grandezze è possibile effettuare le operazioni di misura al fine di controllare l’eventuale superamento dei livelli di riferimento fissati ai fini della tutela della salute delle persone
SORGENTI A BASSA FREQUENZA
I campi elettromagnetici a bassa frequenza ELF, dall’inglese Extremly Low Frequency, sono campi elettrici e magnetici oscillanti a frequenze comprese tra 0 – 300Hz.
Gli apparati elettrici, come la maggior parte dei dispositivi alimentati da energia elettrica e in cui scorre dunque corrente, rappresentano delle fonti di emissione di campi elettromagnetici non ionizzanti, sia volontarie che involontarie, la cui frequenza coincide di solito con quella di rete a 50Hz.
Quando un organismo biologico viene immerso in un campo elettromagnetico si ha una perturbazione dell’equilibrio elettrico a livello molecolare, in quanto tali campi generano correnti e campi elettrici variabili nel tempo che a loro volta inducono una stimolazione diretta delle cellule eccitabili, come quelle dei tessuti nervoso e muscolare.
Quando l’esposizione alle onde elettromagnetiche provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema biologico.
Effetto sanitario di danno alla salute
Quando l’effetto biologico è tale da non poter essere compensato naturalmente dall’organismo, portando a qualche condizione di danno alla salute, intesa come stato di completo benessere fisico-mentale e socio-comportamentale.
Effetti dannosi per la salute:
a breve termine o immediati, di natura acuta o deterministica, effetto con presenza di soglia di esposizione;
a lungo termine o stocastici, di natura cronica, senza la presenza di soglia (classico esempio è l’insorgenza di tumori).
Per gli effetti con soglia di esposizione la protezione è molto semplice, basta limitare l’esposizione all’agente nocivo ad un valore inferiore a quello di soglia perché l’effetto non si verifichi.
Allo stato attuale si hanno conoscenze certe solo per quanto concerne gli effetti acuti di natura deterministica, per gli effetti cronici sono necessari ulteriori studi.
Effetti acuti e cronici possono essere diversi a seconda della frequenza.
Effetti acuti
- effetto termico, particolarmente accentuato alle alte frequenze a causa dell’acqua presente nei tessuti;
- effetti cardiaci su persone con disturbi cardiaci e pacemaker.
Effetti cronici o di lungo periodo
- effetto sul sistema nervoso (condizione di stress);
- effetti sul comportamento (comportamenti motori insoliti, irrequietezza);
- aumento delle frequenza cardiaca e della pressione ematica;
- elettrosensibilità (alterazioni cutanee, segnalate in particolare per operatori a videoterminale).
Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro deve valutare in particolare i seguenti elementi:
- il livello, lo spettro di frequenza, la durata e il tipo dell’esposizione;
- i valori limite di esposizione e i valori di azione;
- tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio;
- qualsiasi effetto indiretto quale:
- interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici (compresi stimolatori cardiaci e altri dispositivi impiantati);
- rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici con induzione magnetica superiore a 3 mT;
- innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);
- incendi ed esplosioni dovuti all’accensione di materiali infiammabili provocata da scintille.
Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro deve valutare in particolare i seguenti elementi:
- l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
- la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
- per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni reperibili in pubblicazioni scientifiche;
- sorgenti multiple di esposizione;
- esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.
Identificazione delle sorgenti di pericolo
Occorre analizzare le varie attività lavorative, il ciclo lavorativo, le fonti di emissione utilizzate ed valutare il livello di esposizione.
- Analizzare la documentazione tecnica delle macchine e degli impianti;
- Progettare ed organizzare la destinazione e le caratteristiche strutturali dell'ambiente;
- Controllare le schede di sicurezza delle macchine erogatrici;
- Misurare le emissioni per il rispetto dei valori limite di esposizione;
- Raccogliere ed analizzare i dati di sorveglianza sanitaria;
- Ricavare informazioni da interviste ai lavoratori e da ispezioni interne e di organi di vigilanza.
Identificazione dei Lavoratori (o di terzi) esposti al rischio
Le classi di lavoratori a rischio sono evidenziabili ovunque siano presenti fonti di emissione elettromagnetica.
Due classi di rischio:
Rischio generico: per tutti i lavoratori che utilizzano qualsiasi elettrodomestico che funziona a corrente elettrica o lavorano d'avanti a videoterminali o in luoghi di lavoro situati in prossimità di antenne radio-base o elettrodotti.
Rischio specifico: per quei lavoratori che utilizzano giornalmente fonti di emissione di campi elettromagnetici e particolarmente:
Fonti di emissione a Radiofrequenze;
Fonti di emissione a basse frequenze.
Valori di azione: il valore di parametri direttamente misurabili a cui si devono intraprendere una o più delle misure di tutela e prevenzione. Il rispetto di questi valori assicura il rispetto dei pertinenti limiti di esposizione.
Al superamento dei valori di azione il datore di lavoro deve intraprendere delle azioni:
sorveglianza sanitaria ;
piano d’azione per ridurre le esposizioni;
mezzi personali di protezione;
misure organizzative.
Il datore di lavoro definisce e attua un programma d’azione che comprende misure tecniche e/o organizzative destinate ad evitare che l’esposizione superi i valori limite, tenendo conto in particolare:
- di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione ai campi elettromagnetici;
- della scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensità inferiore, tenuto conto del lavoro da svolgere;
- delle misure tecniche per ridurre l’emissione dei campi elettromagnetici, incluso se necessario l’uso di dispositivi di sicurezza, schermature o di analoghi meccanismi di protezione della salute;
- degli appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
- della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
- della limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione;
- della disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale.

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martedì 6 ottobre 2015

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domenica 27 settembre 2015

D lgs 81 settembre 2015

Novità in questa versione:
D lgs 81 settembre 2015 
D lgs 81
La norma, in attuazione dell'articolo 1 della legge delega 3 agosto 2007 n. 123, ha riformato, riunito ed armonizzato abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell'arco di quasi sessant'anni, al fine di adeguare il corpus normativo all'evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del lavoro. La norma è stata poi modificata dal d.lgs. 3 agosto 2009 n. 106 e da successivi ulteriori decreti.
• Corretto l’importo massimo previsto per l’ammenda all’art. 284 comma 1;
• Inseriti gli interpelli dal n. 26 al n. 28 del 31/12/2014, le precisazioni all’interpello n. 20/2014 del 31/12/2014, e gli interpelli dal n. 1 al n. 5 del 23 e 24/06/2015;
• Inserite le circolari n. 34 del 23/12/2014, n. 35 del 24/12/2014, n. 3 del 13/02/2015, n. 5 del 3/03/2015 e n. 22 del 29/07/2015;
• Inserito il decreto interministeriale n. 201 del 18 novembre 2014, recante norme per l'applicazione, nell'ambito dell'amministrazione della giustizia, delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro (avviso pubblicato nella G.U. n. 15 del 20 gennaio 2015);
• Abrogazione del comma 5 dell’art. 3, ai sensi dell’art. 55, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (SO n.34 alla G.U. 24/06/2015, n.144, in vigore dal 25/06/2015);
• Modifica dell’art. 88, comma 2, lettera g-bis), ai sensi dell'art. 16, comma 1, della legge 29 luglio 2015, n. 115 (G.U. 03/08/2015, n.178, in vigore dal 18/08/2015);
• Inserite le modifiche agli artt. 3, 5, 6, 12, 14, 28, 29, 34, 53, 55, 69, 73-bis (nuovo articolo), 87, 98 e 190, introdotte dal d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183” (G.U. n. 221 del 23/09/2015 - S.O. n. 53, in vigore dal 24/09/2015).

venerdì 18 settembre 2015

Documenti montaggio di eventi temporanei

cantieri palco
Elenco di documentazione che può essere considerato utile al fine di dimostrare l’adempimento agli obblighi previsti dalla normativa vigente

- Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze redatto dal Datore di Lavoro Committente delle attività e condiviso dai datori di lavoro e lavoratori autonomi operanti in cantiere;
-Documentazione di cui all’articolo 26 comma 1 lettera a) del D.Lgs. 81/2008, per ogni impresa operante in cantiere;
-Dichiarazione di conformità degli impianti elettrici temporanei qualora utilizzati durante le fasi di allestimento o disallestimento;
-Attestati di formazione, ad opera dei datori di lavoro, specifici per mansione, di tutti lavoratori presenti in cantiere, alla luce dell’entrata in vigore degli accordi Stato-Regioni circa la formazione generale e specifica dei Lavoratori, Preposti, Dirigenti (art. 37 D.Lgs. 81/2008) e la specifica formazione del personale addetto alla conduzione di particolari attrezzature di lavoro (art. 73 comma 4 D.Lgs. 81/2008);
-Attestati di formazione/abilitazione redatti ai sensi all’allegato XXI del D.Lgs. 81/2008, degli addetti al montaggio/smontaggio delle opere temporanee e per coloro i quali operano su funi.
-Attestati di formazione ai corsi integrativi previsti dall’articolo del D.I. 22 luglio 2014 previsti per gli addetti al montaggio/smontaggio delle opere temporanee e per coloro i quali operano su funi;
-Attestati di formazione, ad opera dei datori di lavoro del personale incaricato della gestione delle emergenze, antincendio e primo soccorso corredati da relative nomine e attestati di formazione ed aggiornamento specifici così come previsto dal D.M. 388/03 e dalla circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco – DCFORM n. 0005987 del 23/02/11
-elenco dei preposti di ciascuna impresa operante, corredato da relativa nomina ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 81/08 e attestazione dell’avvenuta formazione con specifico riferimento alle modalità e contenuti previsti dall’Accordo Stato Regione;

Con riferimento alle attrezzature presenti in fase di allestimento/evento:
-copia dei manuali di istruzioni delle attrezzature di lavoro e di sollevamento impiegate in cantiere,
-dichiarazione di conformità CE di ogni attrezzatura di lavoro, (riportante i numeri di fabbrica/di serie delle attrezzature di lavoro se immesse sul mercato conformemente al D.Lgs. 17/2010);
-Per macchine, apparecchi o utensili immessi sul mercato precedentemente al 1996:
-attestazione di rispondenza ai requisiti di cui all’allegato V del D.Lgs. 81/2008;

Con riferimento agli apparecchi di sollevamento, oltre ai punti precedenti:
-Elenco apparecchi di sollevamento che verranno impiegati, riportante almeno le seguenti informazioni: marca, modello, matricola, portata.
-Registro di controllo previsto dal costruttore, compilato ed aggiornato in ogni sua parte ai sensi dell’articolo 71 comma 4 lettera b) del D.Lgs. 81/2008;
-documentazione attestante l’esecuzione dell’ultimo controllo con esito positivo ai sensi dell’articolo 71 comma 10 del D.Lgs. 81/2008
-denuncia di prima installazione all’INAIL (ad esclusione degli apparecchi di sollevamento denominati “macchine speciali composte da tiri elettrici ad una o più funi” e non rientranti nella definizione di cui alla norma UNI ISO 4306 -1, secondo quanto stabilito dalla circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 23 del 13/08/2012);
-documentazione tecnica circa i sistemi di controllo e comando degli apparecchi di sollevamento (motor controller).

Con riferimento agli accessori di sollevamento, catene, funi e cinghie:
- Elenco accessori di sollevamento, catene, funi e cinghie che verranno impiegati, riportante almeno le seguenti informazioni: marca, modello, matricola, portata;
- dati identificativi del proprietario di tali accessori di sollevamento e dell’azienda/e installatrice/i o utilizzatrice/i;
- Ultimo controllo trimestrale delle funi/catene ai sensi del punto 3.1.2. dell’allegato VI del D.Lgs. 81/2008;
- Accessori di sollevamento immessi sul mercato a far data dal 1996:
.Dichiarazione di conformità CE:
.redatta ai sensi dell’articolo 2 comma 2 lettera a) del DPR 459/96 per accessori di sollevamento immesse sul mercato a partire dal 1996 e sino al 2010 riportante le informazioni di cui all’allegato II del DPR 459/96.
.redatta ai sensi dell’art. 3 comma 3 lettera e) del D.Lgs. 17/2010 per macchine immesse sul mercato a partire dal 2010 riportante le informazioni di cui all’allegato II del D.Lgs. 17/2010;
-Catene, funi e cinghie immesse sul mercato a far data dal 2010:
.Dichiarazione di conformità CE:
.Manuale d’uso e manutenzione in lingua italiana

Progetto Lavoro Sicuro

Regione Toscana
progetto
Un alto numero di irregolarità è stato riscontrato a seguito dei controlli fatti dalla Asl di Prato nell'ambito del progetto Lavoro Sicuro: sono state registrate, infatti, nel 68,8 % dei casi. Da sottolineare anche l'altrettanto notevole numero di prescrizioni notificate alle aziende (1.978), di informative di reato (1.870) la cui gravità si è dimostrata notevole "soltanto" in 186 casi che hanno comportato sequestri o chiusure.
Confermato il dato che vede le principali irregolarità (827) concentrate nei macchinari utilizzati per le lavorazioni, poi negli impianti elettrici non a norma (774), nei problemi di igiene (649), nella presenza dei dormitori (340) e di cucine (152) con bombole di gas (76). "Quello che emerge - commenta il presidente Rossi – è un quadro che continueremo a tenere sotto controllo con l'obiettivo primario di accrescere la sicurezza di chi lavora per scongiurare tragedie come quella di Teresa mode, di garantire tutela, legalità e presenza dello Stato in tutte le sue articolazioni. È per questo che ringrazio la Procura per aver coordinato il blitz di stamani e per il contributo che insieme alle forze di pubblica sicurezza e alle istituzioni locali dà a questa grande opera di legalità che stiamo tutti insieme portando avanti ".
Renzo Berti, coordinatore del progetto, ha ricordato come nei prossimi mesi il programma di attività preveda il completamento dei controlli in tutte le circa 7.700 aziende presenti nell'area che va da Firenze a Pistoia è comprende anche l'empolese, il rilancio del patto per il lavoro sicuro al quale per il momento hanno aderito 155 aziende, l'impegno per l'emersione fiscale ed infine il passaggio dalla fase straordinaria all'attività ordinaria di controllo.
"I nostri programmi - ha concluso Berti - prevedono di sottoporre a controlli altre 1.100 imprese da qui al 31 dicembre 2015. E stimiamo che entro fine anno riusciremo ad incassare un totale generale di 4,5 milioni di euro di sanzioni".

mercoledì 16 settembre 2015

intervento di manutenzione sulla macchina

macchina
la nuova direttiva macchine (punto 1.2.5) indica che “se per alcune operazioni la macchina deve poter funzionare con un riparo spostato o rimosso e/o con il dispositivo di protezione neutralizzato, il selettore del modo di comando o di funzionamento deve simultaneamente:
- escludere tutti gli altri modi di comando o di funzionamento,
- autorizzare l'attivazione delle funzioni pericolose soltanto mediante dispositivi di comando che necessitano di un'azione continuata,
- autorizzare l'attivazione delle funzioni pericolose soltanto in condizioni di minor rischio, evitando i pericoli derivanti dal succedersi delle sequenze,
- impedire qualsiasi attivazione delle funzioni pericolose mediante un'azione volontaria o involontaria sui sensori della macchina”.
E se queste quattro condizioni non possono essere soddisfatte simultaneamente, “il selettore del modo di comando o di funzionamento deve attivare altre misure di protezione progettate e costruite per garantire una zona di intervento sicura”. Inoltre – continua la direttiva – “al posto di manovra l'operatore deve avere la padronanza del funzionamento degli elementi sui quali agisce”.
Riguardo poi alla disabilitazione dei dispositivi di protezione, l’intervento riporta indicazioni tratte dalla norma tecnica UNI EN ISO 11161:2010, norma che specifica i requisiti di sicurezza per i sistemi di fabbricazione integrati, che incorporano due o più macchine interconnesse. Fornisce requisiti e raccomandazioni per la progettazione sicura, la protezione e le informazioni per l’uso dei sistemi di fabbricazione integrati.
Nell’intervento si indica che nel caso in cui sia necessario accedere alle zone pericolose della macchina con la macchina in funzione, “è necessario prevedere dei modi di comando appropriati. La selezione manuale del modo di comando deve essere bloccabile (ad esempio selettore a chiave, codice di accesso, ecc.). Quando i dispositivi di protezione sono disabilitati, occorre prevedere ulteriori misure di protezione che garantiscano un livello di sicurezza equivalente. Tali misure di protezione possono includere: comandi ad azione mantenuta (comando a due mani o comando di abilitazione); velocità e/o forza ridotta; individuazione di una posizione sicura e di un accesso sicuro per l’esecuzione dell’intervento”. Il documento riporta ulteriori indicazioni sul comando di abilitazione e sui casi di velocità ridotta senza comando ad azione mantenuta.
Riportiamo poi qualche breve indicazione sull’isolamento dalle fonti di alimentazione di energia (punto 1.6.3 della Direttiva).
Si ricorda che la macchina “deve essere munita di dispositivi che consentono di isolarla da ciascuna delle sue fonti di alimentazione di energia. Tali dispositivi devono essere identificati chiaramente. Devono poter essere bloccati, qualora la riconnessione rischi di presentare un pericolo per le persone. I dispositivi devono inoltre poter essere bloccati nel caso in cui l'operatore non possa verificare l'effettivo costante isolamento da tutte le posizioni cui ha accesso”.
In particolare nel caso di macchine che possono essere alimentate ad energia elettrica mediante una spina ad innesto, “è sufficiente la separazione della spina, a patto che l'operatore possa verificare da tutte le posizioni cui ha accesso, che la spina resti disinserita”. E l’eventuale energia residua o immagazzinata dopo l'isolamento della macchina “deve poter essere dissipata senza rischio per le persone”.
Si indica tuttavia che in deroga a quanto indicato “taluni circuiti possono non essere separati dalla loro fonte di energia onde consentire, ad esempio, il supporto di pezzi, la tutela di informazioni, l'illuminazione delle parti interne, ecc. In questo caso devono essere prese disposizioni particolari per garantire la sicurezza degli operatori”.
 Non si deve effettuare nessun intervento di manutenzione sulla macchina in movimento: “prima di ogni intervento bloccare in posizione di aperto mediante lucchetto i sezionatori delle alimentazioni presenti (alimentazione elettrica, pneumatica, ecc.)  Tutti i dispositivi di sezionamento devono poter essere bloccati in posizione di ‘circuito isolato’, per esempio mediante lucchetti, in modo che gli operatori che intervengono sulla macchina possano accertarsi che nessun elemento della stessa possa essere avviato finché è in corso l'intervento”.
Viene presentato un esempio di procedura:
- “prima di intervenire sulla macchina ogni operatore blocca tutti i sezionatori delle fonti di alimentazione esterne con mezzi di bloccaggio — per esempio lucchetti — personali e porta con sé le chiavi di apertura;
- ogni operatore rimuove i mezzi di bloccaggio personali dei sezionatori solamente una volta terminato l'intervento sulla macchina;
- in questo modo il blocco dei sezionatori può essere rimosso solo dopo che tutti gli operatori hanno rimosso i mezzi di bloccaggio personali, ovvero solo dopo che tutti gli operatori hanno terminato gli interventi sulla macchina”. 
E dunque una procedura di questo tipo “evita che un operatore possa avviare la macchina senza accorgersi della presenza di altri operatori all'interno delle zone pericolose della macchina; perché sia efficace è essenziale che tutti gli operatori che intervengono sulla macchina blocchino i sezionatori con lucchetti personali”. Nell’intervento, che vi invitiamo a visionare integralmente, sono riportati anche altri esempi e immagini esplicative. Concludiamo questo breve excursus sulla sicurezza nella manutenzione delle macchine ricordando che (punto 1.7.4 della Direttiva) ogni macchina “deve essere accompagnata da istruzioni per l'uso nella o nelle lingue comunitarie ufficiali dello Stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o messa in servizio. Le istruzioni che accompagnano la macchina devono essere ‘istruzioni originali’ o una ‘traduzione delle istruzioni originali’; in tal caso alla traduzione deve essere allegata una copia delle istruzioni originali”. Tuttavia in deroga a quanto indicato, “le istruzioni per la manutenzione destinate ad essere usate da un personale specializzato incaricato dal fabbricante o dal suo mandatario possono essere fornite in una sola lingua comunitaria compresa da detto personale”. Gli interventi di manutenzione ordinaria “le istruzioni per l'uso devono contenere informazioni sufficientemente dettagliate a consentire agli operatori di effettuarle in condizioni di sicurezza senza trovarsi in condizioni pericolose. Il fabbricante, nella redazione delle istruzioni per l'uso, può assumere che gli operatori addetti alla manutenzione abbiano una formazione di base adeguata a questo ruolo; tale formazione è normalmente superiore a quella degli operatori addetti alla produzione e può essere indicata come requisito minimo di addestramento dal fabbricante della macchina nelle istruzioni per l'uso”. In definitiva devono comunque essere fornite “tutte le informazioni specifiche delle operazioni da effettuare che consentano all'operatore di agire in condizioni di sicurezza senza ‘improvvisare’”.

CEI EN 50110-1 e CEI 11-27

CEI 11-27
confronto tra CEI EN 50110-1 e CEI 11-27
In particolare sull’argomento prove e ricerca guasti, “le due norme dicono sostanzialmente le stesse cose, con qualche specificazione in più nella 11-27 (in particolare il piano di prova). Da tener presente che la 11-27 non riguarda i lavori sotto tensione per tensioni superiori a 1 kV (che in Italia sono regolati dalla CEI 11-15), mentre la 50110 sì”.
E riguardo alle attività di prove e ricerca guasti in MT (media tensione) e AT (alta tensione), il relatore ricorda che la norma CEI 11-15 all’art.2 recita: ‘non costituisce altresì lavoro sotto tensione l'uso di apparecchi ed attrezzi durante le operazioni attinenti a prove, ricerca guasti, ecc., tecnicamente eseguibili soltanto in assenza di messa a terra e in cortocircuito di parti attive messe fuori tensione, a condizione che vengano adottate, a seguito di un’attenta analisi del rischio, adeguate precauzioni per prevenire che le predette parti attive siano rimesse in tensione da ogni possibile sorgente di alimentazione’.
Alcune considerazioni sui testi normativi, segnalando come le norme non aggiungano prescrizioni o deroghe (“salvo la liceità della rimozione di sicurezze”) a tutto il complesso del rimanente articolato. E “nella sostanza le due norme continuano a raccomandare di applicare i principi generali di sicurezza e le procedure di lavoro (fuori tensione, sotto tensione, prossimità) definite e illustrate. Inoltre, la scelta della norma italiana di un’aderenza sinottica alla norma europea ha portato a collocare le attività di prova e di ricerca guasti in contesti distinti anche nella 11-27, mentre in tutti i testi normativi italiani precedenti erano trattate congiuntamente. Si è tuttavia mantenuto il piano di prova, ma si è perso il responsabile delle prove previsto dall’edizione precedente”.
Veniamo allora alle criticità delle attività di misura e di prova.
L’intervento indica che sono attività che si eseguono:
- “sistematicamente (a intervalli di tempo prefissati);
- sotto condizione (al verificarsi di un evento)”.
E la criticità maggiore “consiste nel fatto che per eseguirle, di solito, si alterano le normali condizioni di funzionamento di un impianto. Inoltre, quasi sempre, gli eventuali errori non si evidenziano se non quando è tardi. I guai si manifestano sia durante l’attività, sia alla ripresa del servizio”. Si sottolinea che in ogni caso “trattandosi di attività pianificabili, la norma italiana prescrive (per i casi complessi) la predisposizione del piano di prova”. Le conseguenze generalmente “riguardano danni agli impianti e più raramente alle persone”.

Riguardo invece alle criticità dell’attività di ricerca guasti, si indica che le criticità dipendono da due fattori:
- “l’imprevedibilità del quando e del cosa;
- la fretta”.
In particolare per i guasti più ricorrenti “si possono predisporre procedure, ma per gli altri è necessario:
- presupporre le possibili cause;
- decidere che cosa fare per individuare la causa del guasto;
- decidere come farlo”.
E purtroppo “spesso si adottano sistemi sbrigativi con rischi (calcolati?) per cose e persone. L’imprevedibilità e l’urgenza fanno sì che spesso attrezzi, strumenti e persone più adatti non siano disponibili”.

E a proposito di criticità il relatore sottolinea che spesso nella progettazione e costruzione di impianti e macchinari “ci si concentra sul funzionamento (quindi l’esercizio normale) trascurando le esigenze delle attività ‘fuori linea’ come le verifiche, le ispezioni, i controlli, le misure, le prove e, dulcis in fundo, la ricerca guasti”.

Breve elenco di misure di prevenzione.
Per le prove e misure:
- “predisporre procedure dettagliate per ogni singola attività;
- preparare il piano di prova per i casi complessi e comunque tutte le volte in cui si altera l’assetto dell’impianto;
- formazione continua, teorica e per affiancamento; corsi e seminari di aggiornamento”.
Per la ricerca guasti:
- “predisporre procedure per i casi ricorrenti;
- formazione sul modo di procedere (e al non farsi condizionare dalla fretta);
- raccolta dati sull’evento (cause, processo di soluzione, errori, criticità, ecc.)”.

Vi sono due strumenti che riducono le criticità delle prove e dei guasti:
- piano di controlli sistematici: “permette di organizzare la formazione adeguata; permette di privilegiare le attività a minore impatto economico ed organizzativo; costringe ad approfondire la conoscenza dell’impianto;
- manutenzione ordinaria: favorisce la conoscenza tecnica dell’impianto; riduce i guasti;  costa globalmente meno di un disservizio”.

lunedì 14 settembre 2015

manutenzione presidi antincendio, manutenzione macchine

macchine

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gestione della sicurezza, ROA, Sicurezza a scuola

portaleconsulentiIndicazioni operative dell’Inail per la gestione della sicurezza e della qualità in Risonanza Magnetica
INAIL 2015 Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
portaleconsulentiValutazione rischio esposizione ROA derivante dall’impiego di Riscaldatori ad Infrarossi
A cura di: Iole Pinto, Andrea Bogi, Francesco Picciolo, Nicola Stacchini Usl 7 Sena – Laboratorio Sanità Pubblica – Agenti Fisici
portaleconsulentiCabine di proiezione con sistemi digitalizzati
Una cabina di proiezione in cui sia presente solo un sistema esclusivamente digitalizzato non comporta l’applicazione delle disposizioni del DM 16.08.1996
portaleconsulentiLa sicurezza a scuola
Ultimo numero del periodico statistico Dati Inail
portaleconsulentiJobs act, gli ultimi quattro decreti delegati
Ecco tutte le misure del Jobs act
Sicurezza a scuola
In Italia, l’installazione e l’uso delle apparecchiature diagnostiche a Risonanza Magnetica (RM) sono regolati da un quadro normativo ormai vetusto, nel quale l’atto più recente è rappresentato dal D.P.R. 542/1994 con il quale sono stati codificati gli standard di sicurezza ancora vigenti. Il profondo mutamento dovuto all’evoluzione scientifica e tecnologica che ha caratterizzato negli ultimi vent’anni la diagnostica per immagini a scopo medico con tomografia RM (in particolare, utilizzando campi statici di induzione magnetica sempre più elevati, a cui si associano radiofrequenze e gradienti sempre più spinti che danno vita ogni giorno ad apparecchiature via via più sofisticate e performanti) 
 
Scopo dell’indagine è stata la valutazione del rischio da radiazioni ottiche emesse da lampade ad infrarossi di comune utilizzo presso uffici, attività industriali e luoghi di ritrovo. Il riscaldamento ad infrarossi in particolare è in crescente e diffuso impiego su tutto il territorio nazionale, risultando molto efficace per riscaldare gli spazi esterni di bar, ristoranti e altri luoghi di ritrovo. Il calore localizzato, infatti, crea un microclima caldo anche durante l'inverno, permettendo di sfruttare gli spazi esterni durante tutto l'anno e non solo nelle stagioni più calde

 Lo ha chiarito in una circolare del 16 aprile 2015 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Ministero dell’Interno, nella quale si fa esplicito riferimento al secondo e terzo capoverso del Titolo VI del DM citato. La Circolare prot. n. 8907 del 27/07/2015 riporta precisazioni alla nota DCPREV Prot. 4471 del 16 aprile 2015

Nel 2014 gli infortuni denunciati per gli studenti delle scuole pubbliche statali sono stati 82.118 (-6,9% rispetto al 2013), con una prevalenza di infortunati di sesso maschile (56,7%). Tra gli stranieri, la maggioranza dei casi ha riguardato alunni di nazionalità rumena (17%). A scriverlo è il periodico statistico Dati Inail, che in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico ha dedicato il suo numero di agosto a un approfondimento sulla sicurezza tra i banchi.

Si completa la riforma del lavoro, con gli ultimi quattro decreti delegati licenziati dal governo. Un “ritocco”, minimo, c’è stato. Ma alla fine le concessioni ai più garantisti sono solo “parziali” e la sostanza è una rivoluzione che interesserà tutti i lavoratori: d’ora in poi saranno possibili i controlli a distanza dei dipendenti attraverso tablet, smartphone o altre dotazioni tecnologiche senza dover fare prima accordi sindacali o avere autorizzazioni ministeriali. Unica accortezza: non si dovrà entrare in contrasto con la legge sulla privacy.
 
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