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mercoledì 7 ottobre 2015

Non conformità e azioni correttive

registrazione di non conformità
Non conformità e azioni correttive
Secondo la ISO 9001: 2005, per “non conformità” si intende il mancato conseguimento di un requisito.
Registrazione
Approccio Positivo.
L’identificazione di un problema è un’opportunità per il miglioramento.
Metodi di reporting
Le procedure di reporting variano.
Tipicamente è utilizzato un modulo specifico.
Talvolta solo una registrazione descrittiva all’interno della narrativa del rapporto di audit.
Non Conformità Maggiore
Fallimento nell’applicazione di una clausola dello standard o altro elemento dei criteri di audit che abbia rilevanza sui processi o pordotti all’interno del sistema di gestione.
Fallimento sistematico nel soddisfare un requisito.
Non Conformità Minore
Isolata mancanza, fallimento non sistematico.
Una non conformità minore del sistema può avere un impatto molto pesante sulla qualità del prodotto o sulle performance aziendali.
Esempio registrazione di non conformità
Scenario:
Durante l’audit, l’auditor rileva che più dell’80% dei prodotti sono consegnati in ritardo.
La procedura per l’evasione delle richieste e degli ordini viene seguita fedelmente e tutte le registrazioni sono disponibili.
Nella fase di pianificazione e preparazione dell’audit sarà redatto un documento riportante il Piano delle Verifiche Ispettive, tale piano andrà poi compilato dagli auditors per registrarne l’avvenuta esecuzione (tramite la firma del responsabile del gruppo).
In tale piano sono anche definite le risorse messe a disposizione del gruppo di audit.
All’interno del gruppo di audit devono essere definiti chiaramente i compiti e le responsabilità in modo che sia compreso da ciascun partecipante all’audit stesso il suo ruolo e le sue responsabilità.
Nel pianificare e preparare un audit si tiene conto dei risultati e delle conclusioni degli audit precedenti.
La pianificazione deve coprire un periodo di tempo significativo, in genere corrispondente all’intervallo previsto tra successivi Riesami. L'esistenza del Piano non esclude che in particolari situazioni (ad es. variazioni significative di tipo organizzativo, anomalie gravi o ricorrenti) vengano effettuate verifiche estemporanee. Tali verifiche vanno riportate sul relativo modulo e prendono il nome di verifiche supplementari.
Non è necessario che le date previste nel Piano siano rispettate rigorosamente, ma comunque occorrerà indicare nei rapporti di audit l’eventuale ritardo e le sue motivazioni.
Bisogna essere certi di avere un’evidenza completa e oggettiva a supporto della NCR riscontrata.
In caso di dubbio, sarà necessario investigare ancora.
Correzione e azione correttiva
Azione Correttiva: azione volta a eliminare le cause di una identificata non conformità o di altre situazioni non desiderabili (ISO 9000:2005). La sola correzione non previene la ricorrenza.
In base all'analisi dei rapporti di audit interni, il RSGSL in concomitanza con le altre figure aziendali e insieme ai responsabili di settore individua le cause delle non conformità e adotta le azioni correttive da intraprendere.
Per ogni azione individuata saranno concordate le modalità di attuazione e i relativi tempi.
I dati relativi alle non conformità sono periodicamente analizzati per individuare le non conformità ripetitive, le situazioni negative e le aree di miglioramento.
I risultati dell'analisi delle non conformità sono raccolti in una relazione trimestrale, che viene presentata alla direzione generale nel corso di apposite riunioni periodiche, in cui sono coinvolte tutte le funzioni interessate. Nel caso di situazioni particolarmente gravi il Responsabile SGSL può indire riunioni straordinarie.
Oltre alle azioni da intraprendere vengono nominati i responsabili della loro attuazione e fissati i relativi tempi.
Per ciascuna azione correttiva o preventiva avviata, il  Responsabile compila appositi modelli e li sottopone ai responsabili dell’attuazione delle misure stesse.
Possono essere identificate in generale come Non Conformità:
• le inosservanze rispetto alla Politica ed al Programma di gestione della sicurezza e salute;
• il mancato raggiungimento di altri requisiti inerenti il funzionamento del Sistema di Gestione della sicurezza e salute;
• l'accadimento di un infortunio (che rappresenta l'evento visibile causato da una non conformità);
• istruzioni non sufficientemente dettagliate che portano ad errori ripetuti da parte del personale;
• carenza di addestramento specialistico per il personale;
• aggiornamenti della documentazione non comunicati a tutti gli interessati;
• carenze del piano di audit interno.
Azioni Correttive
Le azioni correttive vengono applicate dopo la verifica e l'analisi delle cause di Non Conformità, dopo l'accertamento delle oggettive responsabilità, e dopo l'avvio di un'apposita indagine interna che consenta di evidenziare le condizioni che hanno determinato un infortunio o un incidente.
Deve essere redatto un documento di registrazione delle cause all’origine delle NC che riporta anche le Azioni Correttive definite e programmate.
Nel documento sono indicati:
• le Azioni Correttive relativamente al campo d'applicazione (area, attività, prodotto, materiale, specifiche di controllo, modalità di controllo, istruzioni,addestramento, ecc.);
• il responsabile dell'attuazione;
• il tempo previsto.
Ovviamente prima di redigere tale documento i responsabili provvedono, attraverso opportuni strumenti di lavoro di gruppo (circoli, riunioni, ecc.) alla decisione sulle azione correttive da intraprendere e designando in maniera opportuna il/i responsabili dell’esecuzione delle attività decise. La decisione deve essere successivamente sottoposta ad approvazione della direzione generale.
Azioni Preventive
Analogamente per la gestione delle azioni preventive, sarà redatto un documento di registrazione riportate l'individuazione delle NCP e le relative AP da avviare indicando il campo di applicazione (attività, prodotto, ecc.), la funzione responsabile dell’attuazione dell'AP, il tempo previsto per l’attuazione.
Le AP sono applicabili a tutte le possibili azioni utili a prevenire rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Verifica ed attuazione delle AC e AP
Il Dirigente o suo delegato verifica l’efficacia dell’Azione Correttiva/preventive valutando i seguenti aspetti:
• se l’AC/AP definita è stata realizzata come previsto;
• se l’AC/AP ha inciso sulla causa individuata;
• se l’AC/AP ha conseguito l’obiettivo pianificato;
• se i risultati conseguiti consentono di evitare il ripetersi delle NC/NCP o anomalie riscontrate.
L’esito delle verifiche viene registrato in un apposito modello.
In caso di esito positivo:
• la soluzione trovata viene standardizzata;
In caso di esito negativo:
• in funzione dell’aspetto risultato carente dalle valutazioni, il Dirigente decide se pianificare una nuova AC/AP o migliorarne l’attuazione o, infine, rinunciare a nuove iniziative.

CAMPI ELETTROMAGNETICI Art. 207

campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili
CAMPI ELETTROMAGNETICI
Art. 207 Definizioni - D. Lgs. 81/08 e s.m.i.

campi elettromagnetici: campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz.
Le sorgenti di campi elettromagnetici nei luoghi di lavoro si possono dividere in due gruppi:
sorgenti ad alta frequenza;
sorgenti a bassa frequenza.
SORGENTI AD ALTA FREQUENZA
le sorgenti intenzionali
le sorgenti non intenzionali.
Le sorgenti intenzionali sono quelle sorgenti in cui l’emissione di campi elettromagnetici avviene in maniera definita e con una chiara finalità come, per esempio, i dispositivi di trasmissione radio per telecomunicazione.
Le sorgenti non intenzionali sono, invece, tutti quei dispositivi in cui l’emissione di campi elettromagnetici non rappresenta la finalità per la quale sono stati costruiti. Ad esempio: i forni a microonde, progettati per emettere campi elettromagnetici al loro interno e non verso l’esterno e gli apparecchi di riscaldamento ad induzione e a radiofrequenza.
Per le sorgenti intenzionali, di solito, si dispone di tutte le informazioni necessarie a caratterizzarne l’emissione quali la potenza, la polarizzazione, la stabilità in frequenza e il contenuto in armoniche dei segnali emessi.
Una volta note tali grandezze è possibile effettuare le operazioni di misura al fine di controllare l’eventuale superamento dei livelli di riferimento fissati ai fini della tutela della salute delle persone
SORGENTI A BASSA FREQUENZA
I campi elettromagnetici a bassa frequenza ELF, dall’inglese Extremly Low Frequency, sono campi elettrici e magnetici oscillanti a frequenze comprese tra 0 – 300Hz.
Gli apparati elettrici, come la maggior parte dei dispositivi alimentati da energia elettrica e in cui scorre dunque corrente, rappresentano delle fonti di emissione di campi elettromagnetici non ionizzanti, sia volontarie che involontarie, la cui frequenza coincide di solito con quella di rete a 50Hz.
Quando un organismo biologico viene immerso in un campo elettromagnetico si ha una perturbazione dell’equilibrio elettrico a livello molecolare, in quanto tali campi generano correnti e campi elettrici variabili nel tempo che a loro volta inducono una stimolazione diretta delle cellule eccitabili, come quelle dei tessuti nervoso e muscolare.
Quando l’esposizione alle onde elettromagnetiche provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema biologico.
Effetto sanitario di danno alla salute
Quando l’effetto biologico è tale da non poter essere compensato naturalmente dall’organismo, portando a qualche condizione di danno alla salute, intesa come stato di completo benessere fisico-mentale e socio-comportamentale.
Effetti dannosi per la salute:
a breve termine o immediati, di natura acuta o deterministica, effetto con presenza di soglia di esposizione;
a lungo termine o stocastici, di natura cronica, senza la presenza di soglia (classico esempio è l’insorgenza di tumori).
Per gli effetti con soglia di esposizione la protezione è molto semplice, basta limitare l’esposizione all’agente nocivo ad un valore inferiore a quello di soglia perché l’effetto non si verifichi.
Allo stato attuale si hanno conoscenze certe solo per quanto concerne gli effetti acuti di natura deterministica, per gli effetti cronici sono necessari ulteriori studi.
Effetti acuti e cronici possono essere diversi a seconda della frequenza.
Effetti acuti
- effetto termico, particolarmente accentuato alle alte frequenze a causa dell’acqua presente nei tessuti;
- effetti cardiaci su persone con disturbi cardiaci e pacemaker.
Effetti cronici o di lungo periodo
- effetto sul sistema nervoso (condizione di stress);
- effetti sul comportamento (comportamenti motori insoliti, irrequietezza);
- aumento delle frequenza cardiaca e della pressione ematica;
- elettrosensibilità (alterazioni cutanee, segnalate in particolare per operatori a videoterminale).
Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro deve valutare in particolare i seguenti elementi:
- il livello, lo spettro di frequenza, la durata e il tipo dell’esposizione;
- i valori limite di esposizione e i valori di azione;
- tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio;
- qualsiasi effetto indiretto quale:
- interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici (compresi stimolatori cardiaci e altri dispositivi impiantati);
- rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici con induzione magnetica superiore a 3 mT;
- innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);
- incendi ed esplosioni dovuti all’accensione di materiali infiammabili provocata da scintille.
Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro deve valutare in particolare i seguenti elementi:
- l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
- la disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici;
- per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni reperibili in pubblicazioni scientifiche;
- sorgenti multiple di esposizione;
- esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.
Identificazione delle sorgenti di pericolo
Occorre analizzare le varie attività lavorative, il ciclo lavorativo, le fonti di emissione utilizzate ed valutare il livello di esposizione.
- Analizzare la documentazione tecnica delle macchine e degli impianti;
- Progettare ed organizzare la destinazione e le caratteristiche strutturali dell'ambiente;
- Controllare le schede di sicurezza delle macchine erogatrici;
- Misurare le emissioni per il rispetto dei valori limite di esposizione;
- Raccogliere ed analizzare i dati di sorveglianza sanitaria;
- Ricavare informazioni da interviste ai lavoratori e da ispezioni interne e di organi di vigilanza.
Identificazione dei Lavoratori (o di terzi) esposti al rischio
Le classi di lavoratori a rischio sono evidenziabili ovunque siano presenti fonti di emissione elettromagnetica.
Due classi di rischio:
Rischio generico: per tutti i lavoratori che utilizzano qualsiasi elettrodomestico che funziona a corrente elettrica o lavorano d'avanti a videoterminali o in luoghi di lavoro situati in prossimità di antenne radio-base o elettrodotti.
Rischio specifico: per quei lavoratori che utilizzano giornalmente fonti di emissione di campi elettromagnetici e particolarmente:
Fonti di emissione a Radiofrequenze;
Fonti di emissione a basse frequenze.
Valori di azione: il valore di parametri direttamente misurabili a cui si devono intraprendere una o più delle misure di tutela e prevenzione. Il rispetto di questi valori assicura il rispetto dei pertinenti limiti di esposizione.
Al superamento dei valori di azione il datore di lavoro deve intraprendere delle azioni:
sorveglianza sanitaria ;
piano d’azione per ridurre le esposizioni;
mezzi personali di protezione;
misure organizzative.
Il datore di lavoro definisce e attua un programma d’azione che comprende misure tecniche e/o organizzative destinate ad evitare che l’esposizione superi i valori limite, tenendo conto in particolare:
- di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione ai campi elettromagnetici;
- della scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensità inferiore, tenuto conto del lavoro da svolgere;
- delle misure tecniche per ridurre l’emissione dei campi elettromagnetici, incluso se necessario l’uso di dispositivi di sicurezza, schermature o di analoghi meccanismi di protezione della salute;
- degli appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
- della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
- della limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione;
- della disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale.

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martedì 6 ottobre 2015

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